martedì 19 settembre 2017

Maria Luisa Garatti, Se Vuoi Puoi ASD: Posso barcollare ma non mollare mai


Lo sport ti rimette al mondo ogni volta in modo diverso, importante è farsi trovare pronti per cavalcare l’onda del cambiamento, lo sport fa sperimentare più consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, fa sperimentare autoefficacia, pianificando e raggiungendo obiettivi sempre più sfidanti, fa sperimentare sempre più resilienza superando sempre più momenti e periodo di difficoltà o crisi.
Di seguito Maria Luisa presidente dell’A.S.D., racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Tutte le volte che taglio un traguardo nelle varie gare podistiche a cui partecipo e mi viene infilata una medaglia mi sento una campionessa in quanto sono riuscita a superare gli ostali che mi si presentano man mano e soprattutto la mia mente che mentre corro spesso mi sussurra “non c’è la farai mai”. Alla fine scaccio questo pensiero e mi rendo conto che prevale sempre il cuore e questo può farti superare qualsiasi ostatolo. Allora posso dire di essere una campionessa.” 

Un cuore forte e grande sembra avere Maria Luisa che riesce a contrastare una sua polarità negativa e sabotatrice che la vorrebbe frenare, incastrare, ingabbiare.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?Atleta? Quando mi sento chiamare così mi viene da sorridere se penso che fino a 3 anni fa ero una sedentaria, una che preferiva stare sul divano che fare sport. Nel 2007 (e precisamente il giorno del mio compleanno il 17.05) mi è stata confermata una diagnosi (che allora mi era suonata come qualcosa di terribile) e cioè: “cara la mia Maria Luisa lei ha la sclerosi multipla”. Oggi invece dopo un percorso di crescista personale devo solo ringraziare quel giorno perché mi ha cambiato ed in meglio. Dopo i primi anni di buio assoluto e di apatia e non voglia di fare, alcuni anni fa ho cominciato ad avvicinarmi allo sport. Ho comprato le mie prime scarpe da running e con quelle ho iniziato a prendere confidenza con il mio corpo e con l’asfalto iniziando a macinare Km. Da lì è nato il mio amore per la corsa.”

E meno male che c’è lo sport che a volte diventa terapeutico, che a volte ti fa uscire da situazioni grigie e buie, che a volte ti permette di conoscerti meglio e di più, sia il tuo corpo che la tua mente e il tuo cuore, che ti permette di appassionarti a qualcosa, di raggiungere obiettivi, di confrontarti con altri atleti e insieme fare squadra e raggiungere obiettivi sempre più ambiti e sfidanti, per dimostrare a se stessi e agli altri che a ogni problema c’è sempre almeno una soluzione, una via d’uscita, basta focalizzarsi sul momento presente, essere fiduciosi e passare da una fase contemplativa alla fase dell’azione e poi del mantenimento per continuare a sperimentare benessere e a volte anche performance.
Quali sono i fattori che contribuiscono al tuo benessere o alla tua performance? “Sicuramente le endorfine che si scatenano durante e alla fine dell’allenamento. Stai talmente bene che ti sembra di essere in pace. Durante gli allenamenti o una gara la mente si libera da ogni pensiero e sei libero. Sei tu e il tuo respiro, tu e il tuo corpo, tu e il rumore dei tuoi passi. Insomma sei con te stesso.”

Lo sport ti permette di conoscerti meglio, di essere te stesso, di conoscerti dentro te stesso.
Nello sport chi contribuisce al tuo benessere o alla tua performance?I primi periodi mi affidavo alle mie percezioni, andavo a sensazione e volevo a tutti i costi fare tutto e subito senza ascoltare il mio corpo. Ora ho capito che è buona cosa affidarsi a dei professionisti. Ho un preparatore che mi segue con allenamenti mirati alle mie reali capacità. Vengo seguita anche da un nutrizionista che mi sta insegnando a mangiare in maniera corretta anche per poter rendere meglio durante gli allenamenti e gare perché anche a tavola ci si allena. Anche se sull’alimentazione sono ancora un po’ indisciplinata.”

Eh sì perché a Maria Luisa le cose piace farle bene, non una semplice runner a livello amatoriale, ma ha voglia di far bene e migliorarsi il più possibile.
Qual è stata la gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle?Difficile rispondere a questa domanda perché ogni gara per me è speciale e mi regala tantissime emozioni. Probabilmente quella più importante è quella della mia prima maratona (Brescia 13.3.2016) preparata in 3 mesi con l’inconsapevolezza di chi non sa a cosa va incontro. Un viaggio nel viaggio, emozioni infinite che ancora oggi mi fanno venire i brividi e quando ho tagliato il traguardo ho guardato mio fratello (che mi ha accompagnato nei 42.195 metri) e gli ho detto: “ma l’ho fatto davvero? Mi dai un pizzicotto magari sto sognando?”.”

Lo sport ti permette di sperimentare sensazioni ed emozioni forti raggiungendo traguardi ritenuti impossibili per chi è al di fuori, ma basta impegnarsi, essere motivati e determinati e prima o poi i risultati arrivano e sempre più importanti.
Quale è stata la tua gara più difficile?Penso che sia stata quella con me stessa. E’ stato difficile iniziare a correre, avevo equilibrio precario, inciampavo e cadevo, correvo solo in compagnia di qualcuno e soprattutto non avevo fiducia nelle mie possibilità, autostima a zero e pensavo che la S.M. potesse avere il sopravvento su di me invece ad oggi posso dire HO VINTO IO!”

Eh sì, se vuoi non la dai a vincere facilmente, se vuoi sei tu che conduci il carro della tua vita a modo tuo e con i tuoi tempi, facendo ed essendo quello che vuoi e come vuoi.
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare?Come dicevo prima dentro di me è scattata una molla, è come se si fosse accesa una lampadina ed ho capito che se voglio veramente una cosa nulla e nessuno potrà impedirmelo nemmeno una patologia come la sclerosi multipla.”

Quando ti senti incastrato, con l’acqua alla gola, devi tirare fuori tutte le tue capacità e le risorse residue, anche quelle che non credevi di avere per sopravvivere nel miglior modo possibile.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Quando corro mi diverto sempre. Con la corsa ho conosciuto tanti amici e quando ci incontriamo nelle gare è sempre festa.”
Quali sono le sensazioni che sperimenti facendo sport?Lo sport per me è la corsa. Le emozioni che provo sono varie. Uso la corsa come valvola di sfogo dopo una giornata pesante oppure quando sono giù di morale; uso la corsa per staccare dal mondo e stare con me e uso la corsa perché mi rende felice e anche dopo tanti km o allenamenti duri alla fine sei stanco ma uno stanco felice chiamiamolo così.”

Lo dico sempre io che lo sport e in particolare la corsa rende felici, avvicina persone, culture e mondi e questa sembra essere l’esperienza di Maria Luisa, un nuovo mondo, una nuova scoperta, una nuova America, come dicevano una volta.
Cosa ti fa continuare a fare sport?Continuo a fare sport perché mi fa stare ogni giorno meglio. Non mi sento malata anzi io penso e ci credo che sono guarita perché sto talmente bene e faccio cose incredibili che è così.”

Questa è l’esperienza di tante altre persone che hanno avuto un disagio, incidente, difficoltà nella loro vita e sono stati costretti a guardare in modo diverso la loro esistenza, con nuove consapevolezze, cavalcando l’onda del cambiamento, con nuove direzioni.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? “Ad oggi grazie a Dio non ho mai avuto infortuni e le crisi le supero correndo.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport? “Posso solo dire che se una persona come me è riuscita a fare 5 maratone in un anno solare e se ha trovato nello sport benefici in tutti i campi come non  incoraggiare i ragazzi a praticarlo qualche esso sia. Meglio uscire a correre o rincorrere un pallone che stare sul divano a giocare ai videogiochi o davanti alla TV. Lo sport fa bene ed anzi secondo me si dovrebbe trovare un modo per educare i ragazzi allo sport naturalmente uno sport sano.”

Lo sport dovrebbe andare a braccetto con lo studio a scuola e a casa, lo sport diventa una forte e utile esperienza di vita, una modalità che dà tanti insegnamenti per andare avanti nella vita.
I familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?I miei genitori sono allibiti per i km che sto macinando (in questo periodo quasi 70/80 a settimana) e mi ricordano sempre quando ero una bimba di 8-9 anni e mi portavano alle gare campestri e io immancabilmente alla partenza piangevo perché non volevo correre, ahahah come cambiano le cose. I miei amici ormai non hanno più parole o meglio quando mi vedono mi chiedono: “Hai fatto allenamento? Oggi quanti Km?“ Ahahha.”

Tutto passa, tutto cambia, mai dire mai, ogni momento possiamo decidere quello che è meglio per noi, quello che fa bene per noi, sia per il nostro fisico che per il nostro cuore o la nostra mente.
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica? Ho scoperto una forza che non pensavo di avere, una tenacia incredibile e soprattutto la voglia di dimostrare che posso barcollare ma non mollare mai.”

Sembra essere molto resiliente Maria Luisa, si piega ma non si spezza, come l’acciaio, si può ribaltare la barca della sua vita ma lei riesce a mantenersi sempre a galla. Brava Maria Luisa.
Riesci a immaginare una vita senza sport? “Oggi penso di no perché i benefici fisici che ho avuto sono tantissimi quindi perché smettere? No, no finché avrò fiato e gambe continuerò a fare quello che faccio anzi ho un sogno prima o poi vorrei salire su un podio potrebbe essere anche a 70 anni.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi? “Sicuramente per chi come me viene da una malattia così difficile da digerire una figura come lo psicologo credo possa essere di grande aiuto se poi pratica sport ancora meglio perché può prendere per mano quella persona e farla tornare a vivere.”
Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Quali sono i sogni realizzati e da realizzare?Per quanto riguarda i sogni realizzati sono stati tanti ed uno di quelli è stato poter correre la Maratona delle Maratone quella di NY a novembre 2016. Una maratona speciale per quello che si è vissuto e perché sono andata come capitano della mia squadra composta in tutto da 7 persone con me. Tutti e 7 con la sclerosi multipla alcuni che non avevano mai corso. Tutti e 7 ci siamo preparati per affrontare questo viaggio e tutti e 7 abbiamo tagliato il traguardo a Central Park. Incredibile e da pelle d’oca. Aver partecipato alla Maratona di NY nonostante la sclerosi multipla ci ha fatto rinascere come persone e dato un entusiasmo tale da voler coinvolgere altre persone che, sino ad oggi, sono rimaste nell’ombra per paura di non riuscire a farcela. Uniti abbiamo vinto la nostra sfida e uniti vogliamo continuare a sostenere la “causa”. In questi mesi abbiamo ricevuto sostegno e affetto da ogni parte e questa solidarietà ci ha veramente toccato nel profondo e quindi abbiamo costituito la ASD SE VUOI PUOI per dare voce a chi rimane nell’ombra. Ho deciso di non fermarmi e cercherò di compiere qualcosa in più per sensibilizzare le persone a credere sempre nei propri sogni e sostenere chi è più sfortunato. Nel mese di ottobre 2017, sempre con lo scopo di dar voce a chi rimane nell’ombra e raccogliere ulteriori donazioni alla riabilitazione del pavimento pelvico, realizzerò il “percorso del cuore”. Correrò tre mezze maratone e precisamente il 09.10.2017 a Verona; l’11.10.2017 a Padova e il 13.10.2017 a Bologna per concludere poi il 15.10.2017 con la Maratona di Parma. 105 km seguendo un percorso che mi porterà a disegnare una traccia GPS a forma di cuore come è il simbolo dell’associazione. Tutto questo anche perché: “Un giorno qualcuno mi aveva detto che queste gambe si potevano fermare .... Non avrebbero potuto più muoversi .... C'è stato un attimo che quelle parole mi hanno condizionato poi tutto è cambiato ... Io sono cambiata e ho scoperto una forza interiore che ha dato una svolta alla mia vita ... E queste gambe oggi mi hanno resa fiera di me stessa e soprattutto vincente! Mi hanno permesso di fare una maratona contro tutto e tutti. Ora posso dire che le mie gambe continueranno passo dopo passo a condurmi verso questo meraviglioso viaggio che si chiama VITA!”

Bella e toccante testimonianza di una donna resiliente che ha sperimentato una crescita post traumatica, uscendo fuori da  una situazione difficile più forte, determinata e rafforzata con tante buone intenzioni per se stessa e per gli altri.

E’ in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida. di Matteo Simone (Autore). Classifica Bestseller di Amazon: n. 54 in Libri > Sport > Corsa e maratona

https://www.ibs.it/ultramaratoneta-analisi-interminabile-libro-vari/e/9788898615872
Posta un commento

Translate