martedì 3 ottobre 2017

Giorgio Castagno: Volevo vivere e correre, ma l’avrei fatto anche senza gambe


Molto simpatico e disponibile Giorgio a mettersi in gioco e raccontare di se con umorismo e autoironia. Questa è la bellezza dello sport, non fare le cose troppo sul serio, non avere tante pretese, essere sempre pronti a cavalcare l’onda del cambiamento e capire ogni giorno, ogni momento quello che si può fare e come. Di seguito Giorgio che racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Ruolo nella Team/squadra: “Corro senza squadra, anzi correvo.” Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Sempre fatto sport fin da piccolo.
Quali fattori contribuiscono al tuo benessere o performance?Il tempo libero che mi avanza al lavoro.”

Qual è stata la gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?Alta Via Stage Race 390 km.
La tua gara più difficile?L'ultima Oasi Zegna perché probabilmente non correrò più per qualche anno.

Il Trail Oasi Zegna è una prova di Trail Running in ambiente naturale, che percorre sentieri di media montagna, il cui percorso si snoda nel territorio dell'Alta Valsessera e del Triverese.
Qual è una tua esperienza che ti possa dare la convinzione che ce la puoi fare?Il sorriso dei miei amici durante le gare.”
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?In Istria mi sono addormentato sul water.

Mi sa che Giorgio un po’ se le va a cercare, comunque appare molto positivo e resiliente, consapevole delle sue risorse e capacità e dei suoi limiti, sa che a volte bisogna fermarsi o aspettare i tempi migliori.
Quali sensazioni sperimenti facendo sport?Mi sento libero e me stesso.”

La vita non è fatta solo di lavoro, non è fatta solo di famiglia, la vita è fatta anche di tanta libertà e tanta esperienza, diventa importante trovare un sano equilibrio lavoro, famiglia e se stesso, godere del tempo libero, trovare propri spazi da soli, con colleghi, con amici, e con propri famigliari: Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport?L'Ultra Trail è pieno di pericoli, il vero rischio è innamorarsene e non poterlo più praticare.”

E’ vero l’Ultra Trail ti permette di frequentare e abitare una natura immensa e a volte incontaminata dove si può sperimentare purezza e limpidezza in termini di colori, odori, suoni, diventa un paradiso terrestre e quando viene a mancare è come se ti crollasse il mondo sotto il piedi, è come perdere il senso della vita.
Quali condizioni fisiche o ambientali ti inducono a fare una prestazione non ottimale?Lo stress del lavoro.”

A volte, i problemi del lavoro ti rimangono attaccati sulla pelle, e si fa difficoltà a liberarsene, i pensieri ti perseguitano anche al di fuori del lavoro, a casa, in famiglia, quando ti occupi di te stesso e fai qualcosa di rilassante: Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Mi sono infortunato più volte, l’anno scorso ho rischiato mi amputassero le gambe per complicanze infettive su delle ustioni da freddo, Volevo vivere e correre, ma l’avrei fatto anche senza gambe.”

Meglio sarebbe preservarsi fisico e gambe, bisogna metterci tanta attenzione a quello che si fa, essere sia impulsivi che razionali, non solo farsi prendere dalle endorfine che ti spingono ad andare oltre, ma anche cercare di intravedere i pericoli dell’andare oltre, una via di mezzo sarebbe più utile per non rischiare di farla finita con lo sport o anche rischiare di perdere parti importanti di se stesso.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport?Godetevi lo sport e la vita finché ne avete.” Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping?Se sei così determinato a vincere, fallo.” Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?Di tutti i colori.”

Posso immaginare cosa possono dire i famigliari apprensivi per un loro caro molto distratto che cerca di fare sport di endurance con forte attaccamento e voglia di superarsi sempre di più.
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica?Che io, se solo io voglio, posso avere il controllo su quello che succede.” Riesci a immaginare una vita senza lo sport?Mi sta accadendo per motivi lavorativi, quando vedo su FB i miei amici gareggiare o guardo il Monte Rosa da casa…beh faccio fatica a non piangere.”

Posso comprendere Giorgio, è dura mettersi da parte o rinunciare a qualcosa di importante, a qualcosa che ti procura una sorta di linfa vitale: Ritieni lo psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi?Pensavo di rivolgermi a uno psicologo per migliorare la mia resilienza.”

Questa pare essere una bella idea, un aiuto per andare avanti, per trovare risorse interiori nascoste, per trovare nuove mete e nuove direzioni, sempre cavalcando l’onda del cambiamento: Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?Vorrei fare il PTL 2019...ma non ha senso nella vita raccontarsi bugie anche se a volte fanno bene e aiutano nei momenti difficili.”

La PTL (Petite trotte à Léon) è una delle 5 gare dell’UTMB (Ultra-Trail du Mont-Blanc). Questa gara d'ultra endurance permette di percorrere un giro del Monte Bianco in media e alta montagna (290 km e 26500m D+) fuori dai sentieri battuti. La PTL si corre in squadre di 2 o 3 persone, senza classifica. I candidati sono selezionati in funzione della loro esperienza; devono presentare un dossier proprio ad ogni squadra.
Io direi che sarebbe meglio raccontarsi bugie più alla portata, pensare a obiettivi meno sfidanti e poi pensare di dirsi bugie più impegnative, comunque per ora si sogna poi si vedrà.


Per approfondimenti sugli ultrarunner è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme, edito da Prospettiva Editrice.
https://www.ibs.it/ultramaratoneti-gare-estreme-libro-matteo-simone/e/9788874189441
http://www.lafeltrinelli.it/libri/matteo-simone/ultramaratoneti-e-gare-estreme/9788874189441
Inoltre è uscito il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, Edizioni Psiconline.
https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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