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domenica 3 agosto 2014

L’obesità può essere prevenuta adottando stili di vita sani


L’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica esistenti in quanto può essere causa di malattie metaboliche anche molto gravi. È caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo, in genere a causa di un’alimentazione scorretta e di una vita sedentaria. Per alimentazione scorretta dobbiamo riferirci ad una dieta ricca di carboidrati, grasso ed alcol e/o che comunque comporti il consumo abituale giornaliero superiore alle 2.000 kilocalorie. Giova forse ricordare che un piatto di pasta ben condita contiene circa 400 kcalorie, che altrettante ne contiene mezzo litro di aranciata o coca cola o che una merendina ne contiene un centinaio. (1)

Già nel 2002 Eric Schlosser in Fast Food Nation aveva individuato nei seguenti fattori la recente epidemia di obesità:

mancanza di educazione alimentare

estinzione della cucina casalinga (con cibi preparati a partire da alimenti freschi)

convenienza pratica dei cibi pronti, , da scaldare.

L’obesità ha una genesi multifattoriale, essendo il risultato di diverse cause più o meno evidenti che interagiscono tra loro; in primo luogo una eccessiva/cattiva alimentazione, legata o meno ad una ridotta attività fisica e a fattori di tipo genetico/familiare; rari i casi ad alterazioni ormonali quali ipotiroidismo o disfunzioni surrenali.

Per tutti il pilastro della longevità e della salute è la presenza costante di una buona attività fisica, che sia varia e possibilmente divertente per non essere abbandonata. (3)

Una sana alimentazione rappresenta un importante fattore protettivo della salute, più tangibile nel lungo periodo. Le linee guida di una sana alimentazione dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (Inran) raccomandano il consumo quotidiano di almeno cinque porzioni tra frutta, verdura e legumi freschi (cd. five a day), da variare il più possibile e secondo le stagioni. Tale indicatore consente di monitorare l’assunzione di elementi fondamentali della dieta, che aiutano a contrastare il processo di invecchiamento precoce delle cellule, spesso all’origine dei processi tumorali. (2)

Un problema particolarmente grave è quello dell’insorgenza dell’obesità nei bambini e adolescenti, esposti fin dall’età infantile a difficoltà respiratorie, problemi articolari, mobilità ridotta, ma anche disturbi dell’apparato digerente e di carattere psicologico.

La classificazione della popolazione in base al peso viene fatta utilizzando l’indice di massa corporea (Bmi = body mass index, secondo la definizione americana), considerato il più rappresentativo della presenza di grasso corporeo in eccesso. Il Bmi si calcola secondo la formula seguente: Bmi = peso (in kg) diviso per il quadrato dell’altezza (in metri).

Le classi di peso indicate dal Bmi sono:

• < 18,5 sottopeso

• 18,5 – 24,9 normopeso

• 25 – 29,9 sovrappeso

• > 30 obesità.

L’obesità può essere prevenuta adottando stili di vita sani, ovvero con un’alimentazione corretta e un’attività fisica adeguata. (1)

L’esercizio fisico regolare comporta effetti positivi sulla salute fisica, svolgendo un ruolo protettivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, osteoarticolari, cerebrovascolari, delle patologie del metabolismo, e della salute mentale, con una ricaduta positiva sull’umore. Nonostante la lotta alla sedentarietà sia negli ultimi anni entrata a far parte dell’agenda europea tra le azioni da intraprendere per promuovere la prevenzione primaria delle malattie cardiovascolari, in Italia uno stile di vita sedentario caratterizza nel 2013 ancora il 41,3% delle persone di 14 anni e più.

Le regioni con la quota più alta di sedentari rimangono comunque la Campania e la Sicilia, con circa il 61% della popolazione di 14 anni e più che non pratica alcuna attività fisica nel 2013. Anche le differenze di genere a svantaggio delle donne sono stabili nel tempo; nel 2013 la percentuale di sedentari è pari al 45,3% tra le donne e al 37,1% tra gli uomini. (2)

La Fondazione Italiana per la Lotta all'obesità Infantile ci tiene a precisare che l’obesità non deriva solamente da un’unica causa come ad esempio l’assunzione di grassi ma da più fattori e di conseguenza è importante che i mass media facciano attenzione alle informazioni che diffondono.

Infatti, più che di assunzione solamente di grassi, la causa è da attribuire dallo stile di vita e cioè dall’insieme di comportamenti malsani che moltiplicano il rischio di obesità come ad esempio il fumo, la mancata attività fisica, l’assunzione di alcool.

Di conseguenza è importante cercare di coinvolgere le persone nel seguire sani stili di vita più che dare informazioni spot negative come i cibi grasi fanno diventare obesi oppure il fumo fa venire il cancro che non riescono ad attecchire sulle persone.

La Fondazione Italiana per la Lotta all'obesità Infantile ha provveduto a formulare e diffondere un PRESS KIT nel mese di Marzo 2014 allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica ed i professionisti che si occupano di salute e benessere a diffondere alcune informazioni utili a percepire lo stato attuale del problema ed eventuali modalità per approciarsi alle persone per fa si che siano stimolate a fare alcuni cambiamenti volti a prevenire o rimediare eventuali disagi dovuti ad un non appropriato stile di vita. (3)

Le persone sovrappeso o obese dovrebbero affidarsi a specialisti ed evitare di ricorrere a diete o terapie “fai da te” oppure dai tanti rimedi proposti dalla pubblicità dei media o, peggio ancora, da quelli che corrono sul web dove esiste una sovrabbondanza di rimedi “dimagranti”, “rassodanti”, ecc.

Infatti soltanto gli specialisti sono in grado di indicare lo “stile di vita” (inclusa la dieta) più opportune da seguire. (1)

Il cammino rappresenta il primo livello per tutti coloro che desiderano iniziare a dedicarsi alla propria salute. Camminare ogni volta che è possibile, ricordandoci che i benefici maggiori si ottengono con la continuità.

Camminare rappresenta un’attività motoria indicata per ogni categoria di persone, senza preclusione di sesso o di età, è un’attività che svolge un ruolo importante sia nella prevenzione primaria che secondaria delle malattie cardio-vascolari, può rappresentare un modo per riscoprire il valore del dialogo, dell’amicizia, della compagnia degli altri.

Quattro ore di sport a settimana sono il segreto per mantenersi in salute secondo le raccomandazioni dell'Istituto Superiore di Sanità emanate nell'ambito del programma "Guadagnare Salute" sulla linea delle Global recommendations on physical activity for health redatte dall'OMS.

Uno dei compiti dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è di indicare ai governi centrali e locali soluzioni al problema dell’inattività fisica della popolazione basate su evidenza scientifica e realisticamente perseguibili. Tra i campi di lavoro individuati spicca la promozione dell’esercizio fisico e dello sport nella scuola, nel tempo libero e in altri contesti. L’area di lavoro più promettente, tuttavia, è quella che si propone di introdurre nuovamente l’attività fisica all’interno delle azioni della vita quotidiana, soprattutto quelle connesse agli spostamenti delle persone durante la giornata per andare al lavoro, a scuola, a fare la spesa, dagli amici o dai parenti.

L’attività fisica tesa al benessere fisico e sociale, non solo quale sport per raggiungere prestazioni eccellenti, non solo sport come performance ma anche come promozione della salute, prevenzione ed aggregazione sociale.

Sport per tutti anche in questo periodo di crisi, attività fisica senza mezzi, senza strumenti, senza iscrizioni ai club, quindi camminate, corse nei parchi, spostarsi in bicicletta in sicurezza con casco e lampadine e riscoprire i giochi di una volta: le sette pietre, palla prigioniera, i 4 cantoni, in modo da spostare i ragazzi da casa, dai computer.

La Capoeira è un esempio di attività fisica psicoeducativa, un modo per stare assieme, per comunicare, una modalità di aggregazione multiculturale e trasversale, per tutte le età e tutte le professioni. Trasmette validi insegnamenti che sono metafore della vita come le modalità di uscire dalle situazioni difficili, bisogna essere sempre pronti a svicolare. E’ un’attività fisica completa, lotta gioco, modalità di comunicazione, uno domanda e l’altro risponde e gli altri seguono con la propria energia che confluisce in un’unica energia del gruppo.

Il saggio Psicologia dello sport e dell'esercizio fisico (dal benessere alla prestazione ottimale)  offre uno spunto di riflessione su aspetti quali la salute e lo sport.


Ne sono argomentazioni a riguardo, il raggiungimento della prestazione ottimale (peak performance), es. i record dei campioni, lo sperimentare il Flow, considerato come uno stato alterato di coscienza dove tutto funziona alla perfezione ed anche l’IZOF, una zona di funzionamento ottimale che porta l’atleta a raggiungere la sua  peak-performance.

Inoltre sono trattate le difficoltà, i disagi dell’atleta, che possono essere di natura emotiva, di attivazione ottimale, di bassa autostima, di affollamento a livello mentale di pensieri disturbanti, e, per finire di natura relazionale, cioè relativi ad una figura professionale che gravita attorno al mondo dell’atleta.

 

(1)     Patologie alimentari e conseguenze per la salute in GUIDA ALLA SICUREZZA ALIMENTARE, Progetto finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico ai sensi del decreto 21/03/2013, pp. 12-14.

(2)     Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (Bes 2014)”, Istituto nazionale di statistica, Roma, 2014.

(3)     AIMATI M., FARINELLI C., PRESS KIT, Fondazione Italiana per la Lotta all'obesità Infantile,  Roma, Marzo 2014.

 


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