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lunedì 12 gennaio 2015

Come può essere definita la relazione umana

Matteo SIMONE

Incontro reciproco di conoscenza dell’altro ed autoconoscenza che può portare benessere e continuità nella relazione che viene ricercata e voluta oppure può restare una semplice relazione dovuta a situazioni contingenti quali lavorative.

Gli aspetti principali che spingono ad intrattenere relazioni con l’altro possono essere l’attrazione per l’aspetto sessuale e quindi un interesse a conoscere e corteggiare per cercare di instaurare una relazione dove ci sia un incontro anche dal punto di vista sensuale, erotico e  sessuale. Ma non solo, la motivazione può essere data dal ricercare una persona che possa trovarsi in sintonia rispetto alle menti e al pensare della vita quotidiana o idealizzata ma anche nel dare e ricevere semplici attenzioni, nel prendersi cura dell’altro, nell’essere attento all’altro come modo di scambiarsi piccoli aiuti reciproci e sentire, sperimentare la presenza dell’altro e la presenza di se stessi per l’altro. 
Qualcosa di diverso rispetto alla relazione con l’altro dello stesso sesso che si riduce a volte nel semplice vedersi, incontrarsi parlarsi, ma limitarsi all’essenziale, al formale, al non dire tutto, al non scoprirsi.
L’incontro di un uomo con la donna è una ricerca di scoperte di un altro mondo, altre visioni, altri modi di fare, altri corpi. E’ un confondersi con l’altro ma restando se stessi, è un percepire l’altro, è un prendere dall’altro ma allo stesso tempo è anche farsi scoprire, dare all’altro proprie conoscenze, propri punti di vista.
A volte le relazioni giungono ad un termine per diversi motivi, si esaurisce la spinta propulsiva verso l’altro, si conosce dell’altro aspetti che non si condividono, che non si riesce ad accettare, oppure si ha voglia di cambiamento. 
Può capitare che l’altro diventi soffocante, pressante, limitante, la relazione diventa troppo legame stretto ed invadente ed allora è importante essere in contatto con i propri bisogni le proprie esigenze, è importante rispettarsi e decidere di diminuire la frequenza della relazione.
A volte si investe troppo nell’altro, l’altro diventa un faro, un punto di riferimento, un investimento esclusivo, senza l’altro non ci si sente più in vita, solo l’altro ti vede, vedi solo l’altro, l’altro fa tanto per te e tu fai tanto per l’altro, c’è una specie di perdersi nell’altro, ti senti nutrito giornalmente dall’altro, ti senti accudito giornalmente dall’altro. 
C’è solo l’altro e pensi che ci sarà per sempre. Ed allora se l’altro ammette, dichiara di non voler esserci più, non puoi più pensare una vita senza l’altro e quindi puoi pensare a volte che l’altro ti abbia fatto un giuramento a vita di esserti vicino solo per te e quindi se senti che non viene rispettato questo giuramento è come se entri in un’altra dimensione fuori dalla realtà e dalla tua personalità e senti di poterti  permettere di annullare l’altro ferendolo, offendendolo, ammazzandolo. Perché era solo per te e per nessuno.
Il genitore, il famigliare, l’amico intanto può essere presente accanto alla persona sofferente per una storia finita, per una relazione che volge al termine, può mostrare la massima comprensione e la disponibilità ad ascoltare. Sarebbe meglio non esprimere giudizi del tipo meglio così, lo sapevo che andava a finire così, tu meriti di meglio, non poteva continuare avanti così, ecc. Meglio sarebbe stare accanto alla persona senza per forza fare qualcosa. Importante consolidare la propria presenza e l’interesse per la persona in questione.
Nel mondo del lavoro è essenziale la buona qualità delle relazioni tra collaboratori, la relazione può essere arricchente ed a volte risolutiva per entrambi, si arriva ad una sorta di completamento di competenze, ad uno scambio di pareri e richiesta di suggerimenti reciproci. La presenza dell’altro è importante quale confronto e arricchimento di aspetti che non si sente padroni. L’altro può intervenire per critiche positive, per apportare ricchezze, competenze utili al singolo o alla relazione di collaborazione. E’ importante trovare momenti di incontro per approfondire la conoscenza reciproca e confermare risorse individuali e relazionali.
Può succedere che nelle relazioni ci siano incomprensioni, conflitti, periodi di difficoltà relazionali. In questo caso è importante, nel caso si ritenga la relazione fondamentale per il proseguo dell’efficace attività lavorativa o per il proseguo di un’amicizia di lunga durata o di una relazione affettiva, l’intervento di una figura professionale che aiuti ad individuare eventuali aspetti sommersi che inficiano la relazione o comunque può essere importante un lavoro sull’autoconsapevolezza, cioè su cosa la persona voglia per se stessa o per la relazione. 
E’ importante una figura professionale che veda la coppia in relazione con le sue modalità di relazionarsi ed è importante invitare le due persone in relazione a vedere cosa avviene tra di loro in modo da poter rendersi conto dei propri limiti o dei propri margini di eventuale termine della relazione o cambiamento. Importante accompagnare anche le persone in relazione alla chiusura di questa per potersi vedere senza l’altro in modo sereno o in modo diverso.

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
21163@tiscali.it +393804337230

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