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lunedì 5 giugno 2017

Massimiliano De Luca, 100km Passatore: Se non usi la testa non la finisci la gara

Matteo Simone

Il pensiero di tanti runner che hanno fatto la maratona è passare un giorno alla 100km; fare un giorno nella vita una gara di 100km e perché no il Passatore a fine maggio?

E così che due atleti, Alessandro Reali e Massimiliano De Luca, decidono insieme di prepararsi per questa grande avventura, together is muche better.
Di seguito, Massimiliano racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Gara di 100km del Passatore, cosa significa per te?Questa gara era un sogno inarrivabile. Una sfida solo per me stesso. Volevo vedere cosa c'era oltre la fatidica soglia dei 42 km, cosa si prova a spingersi oltre quella distanza. Ho parlato spesso con persone che l'avevano corsa questa gara, ma come la maggior parte delle cose nella vita, le devi provare sulla tua pelle. Ciò che mi ha spinto a farla è stata la curiosità di mettere alla prova tutto me stesso.”

Dice bene Massimiliano, tutto me stesso, perché si tratta di muscoli, articolazioni, testa, apparati cardiorespiratori, e tanto altro, ci devi essere tutto integro per affrontare condizioni di gare quasi estreme con sforzo prolungato.
Hai avuto particolari problemi, difficoltà, momenti critici?Ho provato a gestirla al meglio, studiando il percorso, ascoltando i consigli di chi l'aveva percorsa. Ma quando sei lì in alcuni momenti diventa difficile. Fino a metà gara comunque non ho avuto particolari problemi, anche se i trenta gradi alla partenza si sono fatti sentire per lungo tempo. Dopo una breve sosta per cambiarmi sono ripartito e mi sentivo relativamente bene. La prima vera crisi l'ho avuta intorno al km 65, probabilmente per avere spinto troppo nel tratto in discesa, complici anche le vesciche sotto i piedi. Dopo il settantesimo avevo forte dentro me la voglia di mollare, ancora trenta chilometri non li avrei sopportati. L'ho portata a termine soffrendo tanto, ogni singolo chilometro, cercando di alternare corsa molto lenta ad una camminata. Non vedevo l'ora che finisse. Alla fine mi sono fatto forza e l'ho finita.”

Diventa difficile quando ti assale la crisi, la stanchezza, le vesciche, i crampi, tante problematiche sono dietro l’angolo, si tratta di prenderne al volo una per una e gestirla una vola senza scoraggiarsi, avanzando sempre corri e cammina e il traguardo si avvicina, è un’esperienza comune.

Come decidi obiettivi e strategie di gara, team, famiglia, amici, figure professionali?Porsi un obiettivo secondo me è fondamentale. Almeno lo è per me. Mi da la forza e la voglia di allenarmi anche quel giorno che non vorresti alzarti. Cerco comunque sempre di vedere quale sarebbe l'obiettivo alla mia portata. E da lì parto, cercando di andare un po'​ più in là. Per questa gara in particolare è stata fondamentale l'amicizia con Alessandro Reali. L'abbiamo pensata, preparata e finita. Condividere l'allenamento e le sensazioni con qualcuno con cui ti trovi bene fa sembrare tutto più semplice e ti fa avere meno paura di affrontare qualcosa più grande di te.

Insieme è molto meglio, importante decidere assieme l’obiettivo, scriverlo, iscriversi, organizzarsi e poi si diventa responsabili, tocca prepararsi, allenarsi bene per presentarsi alla partenza pronti per affrontare il lungo viaggio di fatica, di esperienza, di avventura, pronti a tutto.
Con l’esperienza è cambiato il tuo modo di allenarti? Curi la preparazione mentale? “È cambiato notevolmente in quanto ho imparato a conoscere i segnali che mi danno le gambe, il cuore e la testa. Sono più consapevole delle mie capacità e dei miei limiti. La preparazione mentale è importante quanto quella fisica per cercare di raggiungere obiettivi difficili. Io devo arrivarci prima con la testa.”

Vero immaginarsi avanti nel tempo avendo raggiunto l’obiettivo così mi posso convincere che ce la farò e cosa dovrò fare per riuscirsi, quale sarà il percorso, lo spiego nel libro O.R.A. Utilizzando il modello O.R.A. (Obiettivi, Risorse ed Autoefficacia) si definisce chiaramente l’obiettivo e le risorse per raggiungerlo. E’ importante riuscire a vedersi con l’obiettivo raggiunto. Come ti vedi avendo già raggiunto l’obiettivo? Come ti senti? Come è stato raggiungere l’obiettivo? Cosa hai fatto? Chi ti ha aiutato? Da dove sei partito? Quali difficoltà hai incontrato? Come le hai superate?
Per approfondimenti è possibile consultare il libro O.R.A. Obiettivi, risorse, autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport, Aras Edizioni, 2013.
https://www.arasedizioni.com/catalogo/o-r-a-obiettivi-risorse-e-autoefficacia-modello-di-intervento-per-raggiungere-obiettivi-nella-vita-e-nello-sport/
Quali sono le sensazioni sperimentate prima, durante e dopo?Prima della gara ho provato sensazioni anche in contrasto tra loro, momenti di euforia e determinazione, che magari poco dopo diventavano ansia e dentro di me ripetevo: 'ma perché ho deciso di fare questa gara?' Durante la gara ti assale la voglia di mollare tutto, che tanto non te l'ha prescritto nessuno di dover correre per 100 chilometri. Quando parlavo con qualcuno che veniva a sapere di questa gara le ho sentite tutte: 'Sei pazzo, incosciente, senza cervello, rischi di farti male e dover stare fermo tanto tempo' e in effetti è vero. Secondo me solo per iscriverti devi essere un po' pazzo, devi essere un po' incosciente per presentarti li alla partenza. Ma avevano torto chi diceva: 'senza cervello', perché quando stai all'80mo chilometro e stai correndo da undici ore, le gambe non ne vogliono sapere più, se non usi la testa, e tiri fuori tutto quello che il cervello ti nasconde nelle situazioni normali, non la finisci la gara".
Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare?Questa gara mi ha fatto capire quello che voglio veramente. Il mio sogno era finirla, non mollare. Sono una persona che non si è mai vergognata di cambiare idea su qualcosa. Nella vita non si sa mai. Ma quello che sento di dire ora è che non la farò mai più. Il mio obiettivo ora è migliorarmi sulla distanza dei 42 km. La maratona è il tipo di gara che mi soddisfa di più in tutto. Ci proverò e mi impegnerò come ho sempre fatto. Spero di riuscirci.”

Un’intervista a Massimiliano è riportata nel libro “La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza” – 27 ottobre 2021 di Matteo Simone (Autore).
 
La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza: Cosa significa correre una gara di 100km? Quali meccanismi psicologici aiutano ad allenarsi e gareggiare con coraggio e resilienza? La 100km del Passatore è una classica e famosa gara di corsa a piedi da Firenze a Faenza. 
È un libro che racconta di atleti di livello nazionale e internazionale ma anche di atleti che hanno la passione della corsa di lunga distanza e la lettura delle interviste aiuta a vedere con occhi diversi questa pratica sportiva, una pratica da avvicinarsi con cautela, attenzione, preparazione. 
Sono trattati aspetti della psicologia dello sport quali lo sviluppo della consapevolezza delle proprie capacità e limiti; il grande e importante lavoro della definizione oculata degli obiettivi chiari, difficili, sfidanti ma raggiungibili; il lavoro dell'autoefficacia, il graduale fare affidamento su se stesso. 

Unitevi a noi correndo o donando, insieme è molto meglio. 

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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