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mercoledì 13 settembre 2017

Andrea Macchi, 3° al Tor: Testa direi che è il fattore che contribuisce in tutto


Anche a questo traguardo con il suo bimbo in braccio, il grande Andrea taglia il traguardo dopo più di 70 ore di gara, per la precisione 74h51’, arrivando al terzo posto all’ultratrail di 330 chilometri con 24.000 metri di dislivello positivo, sulle Alte Vie della Valle d’Aosta, con partenza domenica mattina ore 10.00. Al secondo posto Oliveiro Bosatelli conclude in 69h16’, mentre il più alto è occupato dallo spagnolo Javi Dominguez, 43 anni, che vince l’8^ edizione del Tor arrivando al traguardo di Courmayeur in 67h52’15”.
Di seguito Andrea racconta la sua passione sportiva rispondendo a un mio questionario un po' di tempo fa.
Ti sei sentito campione nello sport? “Sentito campione è un parolone, soprattutto perché ci son tanti tipi di campioni, io onestamente cerco di essere un buon esempio perché mi ricordo che da piccolo ero una spugna nel vedere gli atleti più forti e poi essendo papà penso sempre a come mi vedrebbe il mio Lorenzo, deve essere fiero del suo papà anche se ora ha solo 1 anno.”
Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva? “Nello sport mi son avvicinato fin da piccolo con nuoto, basket, tennis, poi a 16 anni ho trovato la mia dimensione con il Canottaggio, sport che m’ha formato in tutti i sensi, sacrificio, gioco di squadra, umiltà, amicizia. Con il canottaggio ho avuto la possibilità di vedere altre nazioni allenarsi, quindi altre scuole di pensiero ed ho cercato di trarne dei benefici. A 19 anni ho vestito la maglia azzurra prendendo una medaglia di bronzo ai mondiali under 23. Da lì in poi ho conosciuto un mondo forse troppo politico fatto di poca meritocrazia e più di facciata quindi la corsa è stata un po’ un’esigenza, mi da l’idea di essere libero, di evadere scappare dalla quotidianità, correre verso i propri sogni. Poi all’inizio son partito su strada ma quando ho conosciuto i trail con le montagne è stato amore, proprio quelle montagne che guardavo dal lago ora le rincorro.”
Tutto passa, si cambia, si vive da bambini, da ragazzi, da giovani e da adulti tutto è diverso, le cose e le persone si osservano da altri punti di vista, si hanno più strumenti, si fanno scelte mirate, si punta a una vita migliore fatta di passioni, motivazioni e soprattutto di libertà, si possono raggiungere finalmente vette e sogni, le possibilità sono infinite per trasformare sogni in realtà.
Quali sono i fattori che contribuiscono al benessere e performance nello sport? “Testa direi che è il fattore che contribuisce in tutto, quindi un buon equilibrio personale e con la famiglia perché un figlio le cose ovviamente diventano più impegnative, poi a parer mio la grande differenza la fa l’esperienza accumulata, quindi il saper conoscersi sempre più in profondità, il resto allenamento, alimentazione sono una conseguenza dei miglioramenti che si hanno.”
Davvero molto interessante, in effetti in tutto ciò che si fa è importante l’equilibrio nel fare le cose, nel dedicarsi a qualcosa che sia famiglia, lavoro, hobby, importante non farsi prendere troppi, troppi straordinari fanno male, troppa ambizione anche non va bene, troppa famiglia alla lunga non va bene, il giusto equilibrio lavoro, famiglia, passione è un’alchimia magica, sapersi districare nel vortice della vita fatta di impegni, doveri, passioni e motivazioni non è facile, non esiste una vera scuola, Comunque nello sport  ci vuole equilibrio anche negli allenamenti per non rischiare overtraining, e quindi sapersi allenare e alimentarsi.
C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport? “Si Luca Spada con Eolo che è il mio sponsor. Lui in primis è un amico ed il fondatore di Eolo (internet wifi ultraveloce) che quando ho conosciuto m’ha invitato a cena a casa sua con la famiglia e m’ha chiesto se potevamo condividere insieme la nostra passione, da qui son partite le nostre avventure e lui mi da la possibilità di farle portandomi anche moglie e figlio, quindi mantenendomi il più tranquillo possibile, poi insieme abbiamo organizzato un trail da noi ed insomma ogni giorno se ne inventa una, è difficile stargli dietro perché è davvero una persona unica, attaccatissimo alla maglia (nel senso ITALIA) ed al proprio territorio!”
Importante avere uno sponsor o un sostegno e soprattutto qualcuno a cui ci si può fidare e affidarsi, perché lo sport a certi livelli diventa impegnativo come tempo e come spesa, e condividerlo con la famiglia che vuole essere presente ti dà più serenità e più energie.
Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua attività sportiva? “Non saprei, domanda difficile perché quello che faccio mi costringe a correre sempre non solo nelle gare ma nella vita quotidiana, tanti sacrifici e rinunce che onestamente sì vengono capite, apprezzate ma penso mai in maniera del tutto concreta. La domanda che penso si facciano è perché? Ed anche io a volte me la faccio! E poi ne faccio subito un'altra, perché no? Cerco di fare quello che mi rende felice, quando non sarà più così cambierò.”
Importante è focalizzarsi sul momento presente, ora c’è questa motivazione e passione e questa energia e volontà e posso fare tutto questo che mi va, domani sarà un altro giorno con nuove consapevolezze e nuovi orizzonti.
Ti va di descrivere un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva? “Be sicuramente la mia proposta di matrimonio che ho deciso di farla al Tor des Geants del 2014, 330 km con 24000 di d+, Ho preso l’anello, l’ho incartato bene con anche del domopack per non rovinarlo con sudore o acqua e l’ho portato con me nello zainetto della corsa, quando sono arrivato al 280km circa a Niel in un rifugio, Chiara, futura moglie, m’aspettava per farmi assistenza ma io ero davvero a pezzi e volevo ritirami in quel ristoro, allora le ho dato il pacchettino e lei dalla scatoletta ha intuito e rimettendomelo nello zaino m’ha detto che qualsiasi cosa fosse se avevo deciso di dargliela all’arrivo lì dovevo farlo, quindi ho ripreso la corsa e son giunto fino all’arrivo a Courmayeur dove poi finalmente gliel’ho dato!”
Troppo divertente e bizzarro Andrea, aneddoto commovente e divertente che fa trasparire l’indole dell’atleta di endurance, capace di cose straordinarie dal punto di vista sia fisico che emotivo.
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport? “Che son diventato più paziente, mi permette di sfogarmi lo sport e m’ha insegnato ad essere paziente e risolvere usando la zucca gli imprevisti della vita comune.”
Quali sono le capacità, qualità che ti aiutano nel praticare il tuo sport? “Be direi la resistenza, sia puramente fisica ma soprattutto mentale che mi permette di oltrepassare alcuni limiti.”
Che significato ha per te praticare il tuo sport? “Be direi libertà di stare con me stesso, fermare il tempo, godermi la natura rispettandola e avendone paura, trovare soluzioni ai problemi quotidiani, quello che sembra tanto difficile dopo una corsa è banale.”
Quali sono le sensazioni che sperimenti nello sport? “Contatto, odori, trovare i miei limiti, sentire come sto e capire dove sono i miei limiti.”
Quali sono le difficoltà, i rischi, a cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport? “Be devo essere sempre molto lucido per evitare banali infortuni dovuti alle distrazioni o stanchezza mentre si percorrono sentieri difficili con pietrame piuttosto che semplice con strade bianche dove abbassi l’attenzione e rischi, devo sapermi anche ben gestire tra allenamenti, lavoro, famiglia per mantenere un equilibrio che mi permetta di fare tutto nel migliore dei modi.”
Quali sono le condizioni fisiche o ambientali che ti ostacolano nella pratica del tuo sport? “In realtà se sono integro fisicamente non ci sono condizioni che mi ostacolano, perché il meteo mi prendo quel che trovo bello brutto freddo caldo.”
Cosa ti fa continuare a fare attività fisica, hai rischiato di mollare di fare sport? “Per ora non ho mai smesso perché mi mancherebbe troppo, l’unica cosa che mi fa riflettere ogni tanto è il fatto che rubo tempo alla mia famiglia e questo mi fa soffrire, quindi cerco di avere una giusta proporzione e coinvolgerli se possibile.”
Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi al tuo sport? “Il messaggio è che sarebbe l’occasione buona di mollare il cellulare, orologio e prendersi del tempo con se stessi per conoscersi meglio e aprire gli occhi sul vero mondo che ci circonda, sulla natura, ascoltarla e comunicarci a proprio modo insieme."
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? “Io credo che tante figure siano utili e non, ognuno ha bisogno del suo equilibrio e se è uno psicologo piuttosto che un nutrizionista ben venga, però lo psicologo non fa miracoli, siamo noi in primis a dover avere la voglia di metterci alla prova ma per chi ha bisogno di una figura per essere indirizzato è giusto che lo usi.”
Quali sono i prossimi sogni da realizzare? “Diciamo che sogno in grande ed oso fallire) senza sogni da realizzare non saremmo nessuno però mi piace tenerli nel mio cuore.”
Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti? “Si e no, sto ancora cercando di capirli e poi c’è sempre da imparare.”
Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso? “Diciamo che do tutto me stesso in tutto quello che faccio e ciò mi dà pace con me stesso, quindi quello che viene è frutto di tutto ciò.”
Qual è una tua esperienza che ti dà la convinzione che ce la puoi fare? “Se ce l’ha fatto mio figlio 15 gg in terapia intensiva appena nato, il resto è tutta discesa.”
Quali sono le sensazioni relative a precedenti esperienze di successo? “Veloci volatili, volano, istanti fantastici dopo tanti sacrifici che corrono subito via, ma li porto nel mio cuore.”
E’ vero passa tutto, quando si arriva in vetta, alla sommità, al successo, poi ci si accorge che il tempo oscura tutto, diventa importane portare nel cuore e sulla pelle quelle sensazioni di gioia, soddisfazione, successo per ricordarti chi sei e se vuoi cosa puoi fare, serenamente.
Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Onestamente voglio essere il più me stesso possibile con la più umiltà possibile.”
C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci e impegnarti? “In generale no ma mi piace quando mi si dice che è impossibile, che non ce la posso fare, mi piace smentire con i fatti.”
Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà? “Semplicemente dormendoci sopra e pensando che domani è un altro giorno e come il cartone animato di mignolo col prof che gli chiede: “Prof cosa facciamo oggi?” e il prof: “Quello che facciamo tutti i giorni mignolo, tentiamo di conquistare il mondo. Io lo interpreto che domani è un altro giorno e il mondo gira sempre, va tutto avanti con o senza di noi, quindi questi veloci istanti godiamoceli tutti!”
Bella storia, bella testimonianza, mi sono commosso soprattutto nel vedere le bellissime foto, apprezzo la capacità di Andrea di eccellere non trascurando gli affetti, questo è un argomento molto attuale e problematico al giorno di oggi, è difficile mantenere un sano equilibrio tra le sfere individuali, familiari e lavorative, grazie Andrea per il tempo dedicato a tutti noi.

Per approfondimenti sugli ultrarunner è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme di Matteo Simone (Autore). Prospettiva Editrice (21 novembre 2016). Collana: Sport & Benessere. Classifica Bestseller di Amazon: n.28 in Libri > Sport > Corsa e maratona

Inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida. Classifica Bestseller di Amazon: n.29 in Libri > Sport > Corsa e maratona n.73 in Libri > Sport > Allenamento
https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

1 commento:

  1. caro matteo, vorrei pubblicare questo tuo articolo su macchi sul calandari dra famiglia bosina, annuario di varese....se la cosa si può fare puoi inviarmi il testo in doc a carlo.zanzi@teletu.it? grazie

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