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martedì 24 ottobre 2017

Meglio sarebbe uno psicologo dello Sport per lavorare a 360° su tanti aspetti

Matteo SIMONE
3804337230- 21163@tiscali.it

Bisogna giocare di anticipo, non aspettare il momento di bisogno, meglio sarebbe uno psicologo dello Sport per lavorare a 360° su tanti aspetti.

Dalla consapevolezza momento per momento delle proprie capacità e limiti, all'autoefficacia, gradualmente accrescere dell'atleta la fiducia in se lavorando sulle 4 fonti dell'auto efficacia, importante il lavoro di un'attivazione ottimale la giusta ansia e tensione per affrontare allenamenti, gare, avversari, sfide; sviluppare la resilienza incrementando strategie di coping e assertività, superando crisi, ostacoli, difficoltà, infortuni, sconfitte e apprendendo sempre dall'esperienza non scoraggiando si e restando positivi, gestione delle vittorie per essere umili, modesti e sereni senza farsi prendere dalla dipendenza di restare campioni a vita, sapendo gestire pressioni di sponsor e mass media e tanto altro questo è il vantaggio di fidarsi e affidarsi a uno psicologo dello Sport.
Di seguito il parere di alcuni atleti sull’utilità dello psicologo dello sport.
Eleonora Bazzoni, allenatrice e prima donna alla maratona di Roma con 2h45’: “Si penso sia utile, specialmente per chi pratica uno sport a livello professionistico in quanto spesso si hanno pressioni che sicuramente non son facili da gestire e superare da soli.”
L’ultramaratoneta Barbara Moi: Sicuramente può essere utile. Io per esempio penso di soffrire un po’ di ansia da prestazione comunque non riesco mai a fare il meglio di me. C'è spesso, non sempre, qualcosa che mi blocca o mi trattiene. Magari in questo caso potrebbe essere utile. Di fatto non so però di cosa esattamente si occupi lo psicologo dello sport.”
Ecco cosa ne pensa un maratoneta che ha indossato anche la maglia azzurra:Lo psicologo può avere un effetto importante sull'atleta. Subiamo carichi di lavoro enormi e spesso viviamo momenti difficili. Può farci vedere sempre la luce in fondo al tunnel e darci messaggi positivi.”
Alessandra Penna, atleta competitiva, prima forte nuotatrice e ora atletica leggera: “Si credo che ogni squadra debba avere uno psicologo dello sport soprattutto nei periodi prossimi alle gare o nei mesi più intensivi di allenamento. Inoltre credo che lo psicologo serva di più agli allenatori che spesso non sono in grado di capire certi meccanismi psicologici dell’atleta o dell’atleta inserito nel gruppo. Spesso inconsapevoli delle loro azioni hanno rovinato moltissimi atleti nella fase della loro crescita per non essere riusciti a capirli nel modo giusto.”

Lo sport è da promuovere nelle scuole, negli ambienti di lavoro, negli ospedali, nelle istituzioni, è importante fare rete con le diverse figure professionali soprattutto professionisti dell’educazione come insegnanti ed educatori, ma è anche importante allearsi con i medici di famiglia, che invoglino i propri assistiti a fare prevenzione attraverso la pratica dell’attività fisica per sperimentare benessere.
Anche se si tratta di uno sport individuale, se si è da soli in gara, dietro l’atleta c’è tutta una preparazione e dei professionisti che lavorano per te, è importante considerare i diversi aspetti che incidono sulla performance, i recuperi sono importantissimi come gli allenamenti duri e faticosi, così come sono importanti le indicazioni di un allenatore, a volte è importante anche affidarsi, per una consulenza o un ciclo di incontri, ad uno psicologo che utilizza una cassetta degli attrezzi, metodi e tecniche utili a seconda della fase della preparazione o l’aspetto da migliorare, così come sono importanti il nutrizionista o le persone care di riferimento, tutti lavorano per il benessere e la performance dell’atleta.

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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