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sabato 16 dicembre 2017

Michele Debenedictis, ultrarunner: Un sogno SPARTATHLON 2018!


Se vuoi raggiungere il tuo obiettivo, ORA è il momento di agire, di passare all’azione, non rimandare, segui l’esempio di campioni resilienti e determinati come Michele che non teme pioggia, freddo e sonno.

Di seguito, Michele racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande riportate sul mio ultimo testo “SPORT, BENESSERE e PERFORMANCE Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “È stato appunto la curiosità di vedere cosa c’era oltre quel muro.”

Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta? “Misurarmi con me stesso.”
Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta? “Il fatto di star bene con me stesso e di trasmettere positività a chi mi sta intorno.”

Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine? “Devo essere sincero ho un po’ di timore nell’affrontare la mitica Sparta-Atene.”

Il timore è giusto che ci sia, ma man mano si diventa sempre più sicuri e si vuole alzare un po’ l’asticella, si decide momento per momento, e quando arriva il momento buono si mettono in atto tutte le strategie per compiere e portare a termine la sfida. Un buon approccio è provare e se non ci riesci sorridi e riprova in modo diverso dice William Hart nel suo libro “L’arte di vivere”.

Cosa hai scoperto quest’anno di te, degli altri, dello sport? “Che è un mondo fantastico,fatto di cose e di persone prive di cattiveria in quanto in questo sport c'è tanta di quella fatica,fisica e mentale, da non aver tempo di pensare di fare del male. Anzi, per la carica che prendiamo da noi traspare positività "a 1000" verso gli altri.”

Quali sono i tuoi prossimi programmi sportivi, obiettivi, sogni da realizzare? “Un sogno: SPARTATHLON 2018!

Cosa significa per te essere ultramaratoneta? “Una persona che punta un obiettivo, lo raggiunge e lo supera lentamente ma con saggezza.”

Quali sono state le tue gare più emozionanti o performanti nel 2017? “Be senz'altro quest'anno sono parecchie e ne cito alcune, ma sono tutte belle ed emozionanti. La Milano-Sanremo, la Nove Colli Running, la 100 Km del Passatore, la 100 Km di Asolo, la 24h di Cesano-Boscone, la 24 h di Lavello, ecc.”

C’è una gara estremi che non faresti mai? “No, almeno ci proverei.”

Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? “Il fatto stesso di scoprire il mio limite sempre con molta cautela.”

Molti iniziano per caso e poi si innamorano della corsa, vengo rapiti, sequestrati, la corsa diventa un addiction in genere positiva, una sorta di cura da fare sempre con attenzione, da non superare le giuste dosi, interessanti sono i racconti che ho raccolto su un mio testo assieme a tanti suggerimenti e metodi di psicologia dello sport che riporto sullo stesso dal titolo un libro sugli Ultramaratoneti e gare estreme http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme? “Si dividono a metà: c’è chi ti incita ad andare avanti e lo fa in modo onesto e garbato; poi c’è chi cerca di ‘tirarti i piedi’. Per quanto riguarda i miei famigliari mi sono vicini a 360° in particolar modo mia moglie che a volte mi fa da supporto.”

Che significa per te partecipare ad una gara? “Significa raggiungere il miglior risultato per poter attingere positività e orgoglio che sono uno dei motivi per star bene con me stesso e con gli altri.”

Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa? “Andavano già a gonfie vele, ora continuano ad andare col vento in poppa.”
Usi farmaci, integratori? Per quale motivo? “Uso integratori quando è necessario, ma solitamente cerco di nutrirmi con cibi adeguati al mio fabbisogno.”

 
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta? “Non pensavo di avere tutta questa forza fisica e mentale.” 

Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme? “Il fatto di pensare che alla fine di uno sforzo immane la soddisfazione sarà immensa mi aiuta a non mollare psicologicamente; posso dire che funziona.”
 
E’ vero la felicità è superare muri, crisi, ostacoli, difficoltà, superare sfide, e lì che scatta l’incremento di resilienza, l’essere consapevole che ce l’hai fatta, con le tue forze, con la tua forza di volontà, con il tuo impegno, passione e determinazione. La soddisfazione ripaga di tutto e dura tantissimo a lungo. Le sensazioni sperimentate non hanno prezzo.

Per approfondimenti sul mondo degli ultrarunner è possibile consultare il libro Ultramaratoneti e gare estreme, inoltre è in uscita il libro Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida.

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html
http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

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