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domenica 4 marzo 2018

Mauro Desogus, runner: Il costante impegno paga, il mio mito è Stefano Baldini

La corsa è sempre presente, poca e senza tirarmi il collo

Lo sport permette di sperimentare tanto, dalla fatica negli allenamenti e gare alle soddisfazioni per essere riuscito a raggiungere propri obiettivi. 

Si impara a conoscere la vita come ciclica, tensione e rilassamento, fatica e gioia, sconfitte e vittorie, seguendo proprie direzioni che portano a mete e a raggiungere obiettivi difficili e sfidanti ma raggiungibili, cercando di trasformare sogni in realtà.
Di seguito, Mauro racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?E’ capitato più di una volta di sentirmi, più che campione, molto soddisfatto del risultato in un certo contesto (in particolare agli Italiani Master di Bressanone 2008).
Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva?Scoperta la corsa a 32 anni l’ho praticata seriamente da subito e quando ne ho avuto le opportunità sono riuscito a esprimermi secondo le mie potenzialità. E’ sicuramente mancata la gradualità nella crescita e la continuità nella pratica, anche per colpa mia.
Nello sport quali fattori contribuiscono al tuo benessere e performance ?Parlo della corsa: scarpe adatte alle proprie caratteristiche, contesto di ‘’lavoro’’ sereno, una “guida” che capisca cosa puoi realmente fare, gradualità di crescita, alimentazione, vita da ‘’atleta’’ e mentalità vincente (che non ho mai avuto, ’ahimè’).”
Nello sport c
’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance ?
Adesso sono fuori dal giro, nel passato non posso che ricordare i compagni di allenamento e, quando li ho avuti, gli allenatori. Nessun’altra figura ‘professionale’.”
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva?Sempre riferendomi a quando praticavo, qualcuno era sicuramente orgoglioso di me, altri forse mi elogiavano più di quanto meritassi, altri probabilmente non capivano i condizionamenti che una seria attività sportiva comporta.”
Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Ce ne sono tanti riferiti soprattutto alle uscite in gruppo…ricordo comunque una doppia premiazione (con doppio podio) a una Vivicittà (assoluta e per categ. età) contestata da altri atleti e restituzione senza problemi di una delle due coppe alla giuria per essere consegnata al secondo classificato (categ. età), visibilmente contrariato dal fatto che sul gradino più alto ci sarebbe voluto salire lui!".
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport?Talvolta il raggiungere un buon risultato con un metodico e serio lavoro dietro mi ha ricordato che il costante impegno paga. Talvolta a non mollare (quasi) mai. Eppoi l’egoismo della gioia personale quando raggiungevo qualche piccolo risultato.
Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano nel praticare il tuo sport?
Sono state la costanza in certi periodi e il vedere lo sport come una regola di vita a tutto tondo.”
Che significato ha per te praticare il tuo sport?Sicuramente anche vedere i campioni veri della corsa mi ha portato talvolta a immedesimarmi in loro (con i dovuti distinguo), il mio mito è Stefano Baldini. Eppoi torniamo all’ottica individualista, il fatto di sudare e poi raccoglierne i frutti era molto gratificante. Inoltre, tutto il contesto mi dava quel senso di ‘pulizia’ opposto al mondo esterno carico di valori talvolta opposti, ecco…Sport valore assoluto. Da non trascurare l’importanza che do al ‘movimento’ in senso lato. Confesso poi che ritenevo fosse una delle poche cose che riuscivo a fare discretamente.”

Stefano Baldini, campione olimpico di maratona ad Atene 2004 in 2h10’55” (record del percorso storico da Maratona ad Atene), davanti allo statunitense Mebrahtom Keflezighi e al brasiliano Vanderlei de Lima. Due volte campione europeo (Budapest 1998 e Göteborg 2006). Ha inoltre conquistato la medaglia d'oro ai Mondiali di mezza maratona nel 1996 a Palma di Maiorca e due medaglie di bronzo nella maratona ai mondiali di Edmonton 2001 e Parigi Saint-Denis 2003. Il 23 aprile 2006 alla Maratona di Londra ha stabilito il record nazionale di maratona con 2h07'22" battuto nel febbraio 2020 da Eyob Faniel. Alla maratona dei Giochi olimpici di Pechino 2008, giungere al traguardo 12º in 2h13'25". 
Quali sensazioni che sperimenti nello sport?La fatica, spesso ricercata, e la gratificazione fisica (ma non solo) che ne consegue. Anche solo aver eseguito un buon allenamento dava una sensazione piacevole e positiva duratura, eppoi è capitato di aver eseguito (soprattutto) allenamenti di cui non credevo averne le capacità, dandomi sensazioni veramente piacevoli, quasi una sospensione tra terra e cielo.”
Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nella pratica del tuo sport?L’accorgimento che vale sempre è quello di non andare in over-training e, ripeto, la gradualità nella crescita in generale e nella ricerca della condizione.

Mauro sembra essere molto esperto, nel corso degli anni ha fatto tanta esperienza e ha saputo cogliere aspetti importanti e interessanti per far bene nello sport sperimentando benessere e performance. Come tutte le cose bisogna fare attenzione a non immergersi troppo nelle cose, essere molto attenti a se stessi, ai segnali del proprio corpo e valutare giorno per giorno come e quando allenarsi.
Quali condizioni fisiche o ambientali ti ostacolano nella pratica del tuo sport?Ambientali il clima (soprattutto il vento), fisiche gli infortuni.
Cosa ti fa continuare a fare attività fisica? Hai rischiato di mollare di fare sport?E’ capitato più volte di smettere e riprendere, l’ultima nel 2013…e ho smesso. Adesso sto bene cosi, non mi manca l’agonismo; la corsa è sempre presente, poca e senza tirarmi il collo.”

Tutto passa, tutto cambia, importante diventa cavalcare l’onda del cambiamento con le risorse e le capacità del momento presente.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli al tuo sport?L’importanza del movimento per tanti motivi, un sano agonismo non guasta, la socializzazione.”
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport?Credo sia importante ma non ho mai avuto esperienza…tutto ciò che mobilita le nostre risorse non può che essere un valore aggiunto.”

Vero, a volte lo psicologo aiuta a mobilitare risorse ed energie, aiuta ad aiutare, aiuta a individuare nell’altro risorse positive.
Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti?Sì, ci sono arrivato sbagliando, ovviamente.”

Si impara facendo, si apprende sbagliando, diventa importante mettersi in gioco e apprendere dall’esperienza, uscire fuori dalla zona di confort per conoscere se stessi anche nelle difficoltà.
Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso?Ci devo lavorare molto, ancora.”

Non si finisce mai di apprendere, la formazione non finisce mai, bisogna sempre essere disposti a mettersi in discussione.
Quali sono le sensazioni relative a precedenti esperienze di successo?Un po’ di autostima in più, senso di “leggerezza” ma anche un po’ d’ansia per dover essere sempre all’altezza delle nuove sfide.”
Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno?Sì, l’atleta che in modo sano, senza aiutino, e consapevole dei propri limiti si mette capo chino a sudare tutti i giorni.”
C’è una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta a crederci ed impegnarti?
Più volte sono stato incoraggiato a osare di più.
Come hai superato eventuali crisi, infortuni, sconfitte, difficoltà?Per gli infortuni curandomi, alcune difficoltà quasi mi caricavano e motivavano, le sconfitte non mi scalfivano più di tanto (non ho la mentalità vincente). Ho smesso sì per un periodo difficile ma avevo già matura la decisione di lasciare l’agonismo perché non aveva più la priorità su tante altre cose.”

Nella vita è importante trovare un equilibrio tra sfera individuale, famigliare e lavorativa; è importante definire delle priorità che possono cambiare nel corso del tempo, ogni momento bisogna comprendere quello che è importante per noi.

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http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+simone+matteo.html

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