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martedì 24 aprile 2018

Lorenzo Zanet: Sogno nel cassetto è tornare a nuotare seriamente

Matteo Simone 21163@tiscali.it 

Lo sport aiuta a conoscersi e a cavarsela anche nella vita quotidiana, aiuta a scoprire proprie potenzialità, aiuta a scoprire mondi come quello acquatico.

Di seguito, Lorenzo racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentito campione nello sport?Campione no, ma anche se non ti senti campione prima di una gara e duranti gli allenamenti, il livello d’impegno personale è sempre il più alto possibile. L’importante non è sentirsi un campione, ma lavorare sempre al massimo per superare i propri limiti. Sono questi i veri avversari di un atleta.”

E’ importante pianificare propri obiettivi e organizzarsi per raggiungerli considerando proprie capacità, possibilità e mezzi a disposizione.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Nel nuoto solitamente sono i genitori a spingere i propri figli a praticare questo sport. Così fu anche per me. Poi, anche coloro i quali sarebbero diventati i miei migliori amici hanno contribuito ad avvicinarmi sempre più al mondo dell’agonismo.”
Chi contribuisce alla tua performance?
Sono convinto che i contributi maggiori provengano dall’allenatore che oltre a scegliere gli allenamenti ha il compito fondamentale di motivare un atleta; quindi particolarmente importanti sono i compagni di allenamento, che creano quello spirito di competizione anche durante le sedute di allenamento. Infine, il ruolo più importante spetta all’atleta stesso, il quale deve affrontare anche una dura sfida psicologica per poter migliorare.”

Nello sport è importante la motivazione personale e una forte passione e poi altri ingredienti possono essere un bravo allenatore che tira fuori il meglio dell’atleta e lo sostiene in allenamento e in gara, importanti anche gli amici di allenamento o di squadra per un lavoro collettivo e per la condivisione di allenamenti, gare e trasferte.
Qual è stata la gara più difficile?Probabilmente un 400 stile libero, perché oltre alle numerose prove in allenamento, anche la gara ha richiesto una notevole concentrazione.”
Quale esperienza ti dà la convinzione di potercela fare?Non c’è in realtà un'unica esperienza che mi dà tale sensazione, è l’intero percorso che ti fa capire che di fronte ad un ostacolo, anche attraverso fatiche e sacrifici, ce la si può fare.”
C'è un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?Non trovo episodi particolarmente curiosi, anche se sono convinto che ogni atleta prima o poi abbia subito una punizione più o meno dura. Ebbene, la punizione nel mio caso consisteva solitamente in lavori a farfalla (stile a mio parere molto faticoso). E così quando eravamo particolarmente spiritosi nei confronti del nostro allenatore o non avevamo intenzione di allenarci troppo seriamente, scattava automaticamente la fatidica decisione. La cosa forse più fastidiosa era data dal fatto che se uno disturbava in modo eccessivo tutti svolgevano lo stesso lavoro punitivo. Più di una volta nell’ultimo anno, infatti, è successo che per colpa di un ragazzino un po’ troppo esuberante ci trovavamo tutti nella stessa sorte intenti a concludere delle durissime serie da 100 metri a farfalla.”
Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamenti, pre-gara, gara, post-gara)?In allenamento predomina, nella maggior parte delle sedute, il desiderio di realizzare un’ottima prestazione, limitando il più possibile gli errori. Durante il periodo pre-gara, ovviamente, è la tensione la sensazione preponderante. Tuttavia, le sensazioni più forti si manifestano sul blocco di partenza prima di entrare in acqua. In quel momento puoi guardare l’intera vasca e i tuoi avversari ai lati del tuo blocco, fino al fischio del giudice di gara, quando d’improvviso tutti i muscoli si contraggono per cercare la spinta più efficace e infrangere la superficie dell’acqua. È quello il momento che mi fa amare maggiormente il nuoto. Nel post-gara il mio stato d’animo varia a seconda del risultato ottenuto.”
Quali sono difficoltà e rischi?La maggior difficoltà è non annoiarsi, mantenere sempre alta la concentrazione durante l’intero allenamento. Il rischio maggiore si concretizza nell’abbandono dell’attività sportiva, ma spetta in genere all’allenatore il compito di dare degli obiettivi a ciascun atleta.”
Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni?L’infortunio è forse uno degli ostacoli più difficili da superare, perché quando torni ad allenarti dopo anche settimane di stop, ti ritrovi quasi al punto di partenza di inizio stagione, dal punto di vista della prestazione. L’unico rimedio consiste nel non demordere. Per crisi e sconfitte credo sia utile condividere le proprie esperienze con il proprio allenatore, che come detto, deve essere un po’ l’anima, il motivatore della squadra.
Quale può essere un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport?Bisognerebbe far emergere l’aspetto legato al divertimento e all’amicizia, perché molto difficilmente un ragazzino si avvicinerebbe al mondo dello sport unicamente con l’obiettivo di allenarsi. Anzi, spesso per i ragazzi più giovani, l’attività ludica deve essere parte integrante della preparazione atletica.”
C'è stato il rischio di incorrere nel doping?Nella mia esperienza no.”
Quale può essere un messaggio per sconsigliarne l'uso?Il doping è un modo per vincere imbrogliando: in realtà chi imbroglia non vince mai. È la sostanza assunta che vince, non certo l’atleta£.
Famigliari e amici cosa dicono del tuo sport?Lo ritengono uno degli sport più completi, anche se spesso molti lo trovano uno sport nel complesso semplice. Ebbene questi non si rendono conto delle difficoltà di un nuotatore!
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport?La cosa che uno scopre è il proprio limite. Personalmente ora so quanto in là posso spingermi, quanto posso resistere, non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico perché sono convinto che per fare cinque o sei chilometri di nuoto non basti la prestanza fisica.”

Nel percorso di atleta si incontrano gioie e dolori, a volte si fanno prestazioni eccellenti, a volte bisogna avere a che fare con infortuni o sconfitti, in ogni caso a tutto c’è almeno un rimedio, importante fidarsi di persone competenti e affidarsi a loro cure e attenzioni, importante è anche avere amici e/o familiari per elaborare e condividere sia soddisfazioni per ottime performance che prestazioni sportive non riuscite.

Ritieni utile lo psicologo dello sport?Non ho mai avuto un’esperienza con uno psicologo dello sport durante la mia esperienza agonistica, ma credo che condividere anche in modo lucido e critico vittorie e sconfitte con qualcuno possa essere un modo per proseguire il proprio percorso e per superare delle difficoltà che non sempre si riescono a superare individualmente.”
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?Attualmente dal punto di vista sportivo non ho grandi obiettivi, anche perché la preparazione scolastica richiede tempo e dedizione. I ritagli di tempo libero, però, li impiego nella preparazione atletica andando a correre o praticando palestra. Da poco mi sono iscritto a pallanuoto, sport che ritengo essere molto interessante perché in grado di unire contemporaneamente l’esperienza in acqua con l’esperienza di uno sport di squadra. Un altro sogno nel cassetto è quello di tornare a nuotare seriamente, magari anche avendo la possibilità di allenare perché sono attratto dalla voglia di trasmettere anche ciò che ho imparato ad altri atleti. L’esperienza di un’attività agonistica sono convinto sia indispensabile per ogni giovane per crescere consapevole delle proprie capacità, in un ambiente indubbiamente salutare.”

La vita è una ruota, si apprende e poi si è disposti a trasmettere ad altri gli insegnamenti ricevuti.

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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