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martedì 1 maggio 2018

Dante Gérard: Mi sono particolarmente appassionato ai trail grazie a mia moglie

Il sogno da realizzare è finire assieme a mia moglie il trail Swiss Peack in Svizzera, 360 KM
 Matteo SIMONE 

La vita è fatta di incontri, scoperte, conoscenze e soprattutto di vita all’aperto, Dante racconta la sua esperienza di atleta soprattutto all’aria aperta tra le montagna e in condivisione.

Come hai scoperto il tuo sport?Sono sempre stato un grande appassionato della montagna e sin da ragazzino ho praticato in maniera amatoriale gran parte degli sport che permettono di stare a contatto con la natura quali lo sci alpino, il free climbing, l’ice climbing, l’alpinismo ed il trekking. Negli ultimi anni mi sono particolarmente appassionato ai trail grazie a mia moglie Lorella la quale ha già preso parte a diverse gare.”

Non per forza bisogna fare sport per sentirsi campioni, per vincere, per guadagnare; lo sport fa bene al fisico e alla mente semplicemente praticandolo, semplicemente come passione da coltivare per star bene, per scaricare, per condividere, per apprezzare se stessi e il mondo che ci circonda. 
Bisogna sempre trovare spazi e  tempi per allenarsi e poter arrivare a eventuali gare pronti per terminarle e a volte per ben figurare.
Ti sei sentito campione?No mai. Pratico quotidianamente sport per star bene con me stesso.” 
Quali sono le difficoltà e i rischi?La principale difficoltà è riuscire a seguire in maniera corretta e costante una tabella di allenamento perché spesso, visti i molteplici altri impegni, gli allenamenti subiscono varianti non in programma. Personalmente vedo come rischio perdere di vista la finalità dell’attività sportiva. Prima pratico sport per stare bene con me stesso e per divertirmi. Anni fa, quando praticavo body building, tale attività era diventata un’ossessione e quindi questo è un rischio.”

Anche lo sport può nascondere insidie se non si fa attenzione, se diventa una dipendenza, se si vuol primeggiare a tutti i costi. Importante è definire obiettivi che ci aggradano, che ci soddisfano, che ci fanno sperimentare benessere e competenze, che ci permettono di alzare gradualmente l’asticella, che ci permettono di sfidare noi stessi e anche qualcun altro senza pretese, senza superbia.
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?I prossimi obiettivi sono diversi trail e soprattutto vertical in Valle d’Aosta. Il sogno da realizzare è finire assieme a mia moglie Lorella il trail Swiss Peack in Svizzera, gara di 360 km.”

Bello lo sport praticato in condivisione, permette di condividere fatiche, stanchezza, ma anche gioia e soddisfazione di arrivare, di terminare, di superare.
Cosa hai scoperto di te stesso e degli altri praticando sport?Di me stesso ho scoperto che ho una grande determinazione, che difficilmente mollo soprattutto per orgoglio proprio. Negli altri ho scoperto amicizia e condivisione.” 
Ci sono aiutatori o sabotatori? Non essendo io un atleta agonista ma un semplice amatore, non ho trovato sul mio cammino sabotatori. Al contrario tanti appassionati come me che dandoti consigli diventano quindi degli aiutatori.”

A volte lo sport come da così toglie, bisogna prestare attenzione a non farsi tentare da pratiche illecite per cambiare i connotati del proprio corpo, o falsare le prestazioni attraverso pratiche illecite; bisogna cercare di stare in contatto con le proprie capacità, mezzi, possibilità e anche dei propri limiti senza pretese assurde per non trasformare lo sport da una pratica salutare a una pratica rischiosa.
Chi approva e chi non approva il tuo sport?Quando praticavo body building tutta la mia famiglia era contro questa disciplina, non tanto per la pratica stessa, ma per il doping che gira attorno ad essa. Gli sport di montagna hanno unito ancora di più mia moglie ed io e quindi la prima ad approvare in pieno queste mie attività è proprio lei, mia moglie Lorella.” 
Quale messaggio per sconsigliare il doping?Perché rovinarsi la salute per qualche momento di finta gloria? Ne vale veramente la pena? La vera sfida è con noi stessi. Essere forti vuol anche dire accettare i propri limiti senza cadere cercare di superarli con il doping.”

A volte lo sport migliora la qualità della vita, permette di trovare strategie utili per superare momenti e periodi difficili, fa scoprire nuovi metodi di preparazione e allenamento o di gestione di ansia e stress o nuove modalità per recuperare prima.
Cosa è cambiato nel tempo?Nel tempo, aumentando le sessioni di allenamento, e quindi migliorando le mie prestazioni, è migliorata la mia sensazione di benessere che di conseguenza ha migliorato anche la mia qualità di vita.” 
Come superi difficoltà, disagi, crisi nello sport? Negli ultimi anni mi sono avvicinato, seppur come autodidatta, allo yoga. Questa disciplina mi aiuta molto a superare tutte le difficoltà che quotidianamente posso incontrare, tra le quali quelle sportive. Quindici giorni fa sono stato operato al menisco. La mia testa si era però già autoconvinta che in data 28 aprile avrei partecipato al primo vertical della stagione e così è stato. Bisogna rimanere positivi e lottare ancora di più difronte a momenti di disagio o di crisi.”

Lo sport aiuta a credere a qualcuno e a te stesso, aiuta a considerare parole o frasi che al momento giusto possono essere molto utili, lo sport fa appassionare alla vita, a persone che riescono nella vita come atleti per essersi impegnati e per avere dimostrato di avere una forte passione che li ha portati ad avere successi.
Hai un idolo, parola, frase?Anche se purtroppo ho iniziato a seguirlo negli ultimi anni della sua vita, prima dell’incidente, ho ammirato tantissimo Uely Steck, grandissimo alpinista svizzero. Le sue imprese e soprattutto i suoi pensieri mi hanno affascinato. Il mio motto MEMENTO AUDERE SEMPER, ricordati di osare sempre. Nello sport, nel mio piccolo, questa frase mi aiuta molto.”

A volte è importante avvalersi di persone competenti per comprendere come far meglio e sperimentare sia benessere che performance, a volte la scuola aiuta a introdurre le persone allo sport diventano un’opportunità di educazione e di palestra di vita accanto ai genitori e alla teoria di tante materie di insegnamento.
Ti avvali di figure professionali (allenatore, nutrizionista, psicologo)?Si mi è capitato negli anni di avvalermi sia di un preparatore atletico, sia di un nutrizionista. Mai di uno psicologo.” 
La scuola ti è stata di aiuto nello sport?No, ai miei tempi la scuola non era per nulla sensibile allo sport e ciò che ho imparato non mi è tornato utile. Ad oggi, seguendo l’attività sportiva di mia figlia, agonista nel mondo dello sci alpino, vedo con piacere che la scuola che frequenta, la TTS di Aosta, la aiuta molto anche solo nell’apprendere un metodo di lavoro. Lo stesso metodo che usa per studiare lo applica nella programmazione degli allenamenti a secco a casa.

Conosco la scuola TTS di Aosta grazie allo sport in quanto ho conosciuto la direttrice Chiara Raso in un running camp in Kenya da lei organizzato e da lì è nata un’amicizia e una collaborazione con lei e con la scuola sia per l’organizzazione dei camp running in Kenya che presso la sua scuola di Aosta che adotta il programma “Vinci nello Studio, Vinci nello Sport”.
Apprezzabile la pratica dello sport nella famiglia di Dante, che trasmette un senso di squadra e di sviluppo di competenze spendibili non solo in ambito sportivo ma anche nella quotidianità della vita famigliare, scolastica e lavorativa.
La tua famiglia pratica sport? “Mia moglie ed io abbiamo tre figli. Aline di 13 anni, Hervé di 11 ed Eloisy di 5. Mia moglie è una grandissima appassionata di corsa e di trail, Aline è agonista nel mondo dello sci alpino sin dall’età di 4 anni, ottenendo ottimi risultati. Hervé al momento non ha ancora scelto una sua disciplina ed Eloisy ha iniziato questo inverno con lo sci alpino.”
 
Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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