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sabato 21 luglio 2018

Giorgio Calcaterra, mondiali 2018: Avevo capito che la mia convocazione era nell'aria

Cercherò di prepararla al meglio

La trentesima edizione dei Campionati Mondiali della 100 km su strada si è disputata l’8 settembre 2018 a Sveti Martin na Muri, in Croazia. 

La Direzione Tecnica Federale della FIDAL - su indicazione del Responsabile Tecnico di corsa in montagna, trail e ultradistanze Paolo Germanetto - aveva ufficializzato l’elenco dei seguenti atleti convocati: Hermann Achmueller (Laufclub Pustertal), Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport Asd), Matteo Lucchese (Atl. Avis Castel San Pietro), Francesco Lupo ( Atl. Imola Sacmi Avis), Andrea Zambelli (Ass. Pol. Scandianese).
Tra i criteri per la convocazione c’era il titolo italiano conseguito il 2018 presso la 100 km di Seregno e prestazioni inferiori alle 7 ore e 15 minuti conseguite negli ultimi 24 mesi in manifestazioni ufficiali nazionali e internazionali sulla distanza di 100 Km.
Tra gli atleti selezionati: Giorgio Calcaterra, tre volte campione mondiale, 7° ai Mondiali 100km a Los Alcazares del 27/11/2016 con il tempo di 6h41:16; Matteo Lucchese, attuale Campione Italiano 100 km conseguito a Seregno il 15 aprile 2018 con il tempo di 7h03:08; Andrea Zambelli, vincitore nel 2018 della classica 100km del Passatore in 6h54:35; Hermann Achmueller 7h12:38 ai Mondiali 100km a Los Alcazares; Lupo Francesco 7h13:15 a Seregno 2018.
La convocazione ai Mondiali è sempre qualcosa di importante per l’individuo che la riceve, per la squadra che dovrà fare gruppo per cercare di fare del proprio meglio individualmente e di squadra Italia, per la Federazione alla ricerca di talenti per essere competitivi come nazione a livello sportivo e far in modo che gli atleti trascinano altri individui alla pratica dello sport sia per sperimentare benessere e incrementare la salute sia per sperimentare performance: Di seguito alcune impressioni di Giorgio Calcaterra attraverso risposte ad alcune mie domande.
Ti aspettavi la convocazione al mondiale?
Sì, non perché mi sento forte ma perché stando nell'ambiente avevo capito che la mia convocazione era nell'aria.”

Nulla è scontato anche se meritato, non si resta campioni a vita, c’è sempre la consapevolezza che l’età avanza e che bisogna lasciare spazio ai giovani, ma se si è ancora in forma, se si ha ancora una forte passione e si crede in quello che si fa, se si è talentuosi e si riesce ancora nello sport dimostrando che l’età anagrafica e relativa se hai la mente, il cuore e l’anima per far bene e continuare a impegnarti allora massimo rispetto per gli atleti che hanno dato tanto in passato e che nel presente riescono ancora ad essere competitivi e performanti, un grande valore aggiunto per la Nazione e per la collettività.
Come hai ricevuto la notizia?
Con una telefonata da parte del responsabile FIDAL.

Certi atleti vanno coccolati e supportati non perché sono fenomeni e talentuosi, ma perché si mettono in gioco, davvero faticano per se stessi e per la collettività, ma si tratta di una fatica che rende forti e felici, che ripaga nelle prestazioni eccellenti, che permette di essere considerati modelli di riferimento, qualcuno da imitare. Ricevere una convocazione non è solo prepararsi per partire ed esserne fieri, ma diventa una grande responsabilità nell’impegnarsi non solo il giorno della gara ma fin da subito per fare in modo che tutto fili liscio quel giorno, per mettersi al lavoro fin da subito, per organizzarsi pianificando allenamenti e gare in vista del mondiale, a volte facendo anche rinunce ma con la consapevolezza che ora è il momento, certi treni passano e bisogna salirci nella miglior condizione possibile.
Cosa cambia ora?Cercherò di prepararla al meglio.”

Il mondo delle ultramaratone è un mondo molto umile e modesto, ognuno fa per sé, ognuno coltiva il proprio orto, ognuno sceglie direzioni e mete e poi ogni tanto ci si incontra per condividere lunghi viaggi rispettandosi l’un l’altro perché la prima vittoria è con se stessi, nel portare a termine il proprio viaggio, nello sperimentare benessere in gara, nell’approfondire la conoscenza di sé stessi davanti alla fatica, al fame, la sete, il freddo il caldo; trattasi di esperienze a volte estreme ma che fanno portare a casa ricchi insegnamenti di vita.
Conosci altri atleti convocati?Siamo in cinque, ne conosco quattro.”

Credo che Giorgio, definito Re per quello che ha fatto e per quello che continua a fare in ambito ultramaratone fino alle 100km, sia conosciuto dal mondo interno dei runner e ultrarunner, sia italiani che stranieri, oramai è una leggenda, fa parte del guinness dei primati per le tante maratone in un anno a ottimi livelli, ed è conosciuto anche perché porta in giro il suon nome attraverso la sua squadra, il suo negozio, i libri che pubblica parlando di sé, del suo amore per la corsa, per le ultramaratone, per la gioia che trasmette all’altro.
Conosci atleti di altre nazioni?Non ho visto i convocati delle altre nazione, ma alcuni atleti che hanno partecipato agli ultimi campionati del mondo (2016) me li ricordo.”

Le qualità di Giorgio sono tante e riconosciute da tanti, non solo atletiche ma anche umane. Molto educato e gentile con chi lo rispetta e lo considera, le sue parole sono attente e preziose e non si sente mai un campione, ha una forte consapevolezza che si può far tutto non solo 
con il talento ma il grande impegno.
Quali sono le consapevolezze della tua prestazione individuale e di squadra Italia?La cosa in cui credo è che ce la metterò tutta per dare il mio contributo alla squadra italiana e ringraziare così la FIDAL per la convocazione.”

Ora non si tratta che focalizzarsi per quel giorno importante preparandosi fisicamente e mentalmente giorno dopo giorno e portando con sé grandi consapevolezze maturate nel corso degli anni, attrezzature indispensabili ma anche tanto affetto, forza e coraggio trasmesso da tanti fan che lo seguono ogni giorno.
Cosa porterai dall'Italia di indispensabile?Completino, scarpe e voglia di dare il massimo.”

L’8 settembre 2018 a Sveti Martin na Muri, in Croazia, si è disputata la trentesima edizione dei Campionati Mondiali della 100 km su strada. A Sveti Martin na Muri, in Croazia, il primo europeo è stato Giorgio Calcaterra che ripete la settima posizione individuale di due anni fa.
Il titolo a squadra maschile va al Giappone che totalizza 19h37’01”, precedendo il Sudafrica 20h33’49”, Germania 21h02’12”, Stati Uniti 21h05’41”, Spagna 21h06’49”, Italia è 21h31’51”. Anche tra le squadre femminili vince il Giappone 23h03’50” che precede Sudafrica 23h56’44” e Croazia 24h13’57”.
L’Italia porta a casa individualmente una prestigiosa 7^ posizione mondiale di Giorgio Calcaterra (Calcaterra Sport ASD) con il crono di 6h42’35” e un 6° posto della squadra maschile con 4 atleti classificati.
Tra gli altri atleti italiani che hanno contribuito alla classifica di squadra da menzionare Hermann Achmueller (Laufclub Pustertal) in 7h10’55” e Lupo Francesco (Atl. Imola Sacmi Avis) 7h38’21” che ha esordito in nazionale dopo la sua brillante prestazione a Seregno 2018 dove il crono di 7h13:15 gli ha permesso di indossare la maglia azzurra e contribuire al 6° posto della squadra maschile Italia.
Interviste a Giorgio sono riportate nei miei libri:
Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2016.
“La 100km del Passatore. Una gara fra coraggio e resilienza”, Edizione Psiconline.
Giorgio è menzionato nei seguenti libri: 
L’ultramaratoneta di Corato. Esperienze, sensazioni, emozioni e aspetti psicologici di un atleta di corsa delle lunghe distanze, Arduino Sacco Editore, Roma, 2017.
Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, Edizioni Psiconline, Francavilla al Mare (CH), giugno 2019
Cosa spinge le persone a fare sport?, edito da Aracne Editrice 2020
 

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