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martedì 2 ottobre 2018

Giuseppe Mangione: Campione Italiano IUTA 100 Miglia categoria SM55


Si è svolta a Policoro, dal 10 al 16 settembre 2018, la 6 Days UMF - Italian Ultra Marathon Festival, su un circuito di poco più di 1 km. Il Festival prevedeva anche il Campionato Italiano IUTA 2018 della 100 Miglia di corsa su strada (assoluto e di tutte le categorie IUTA) che ha preso il via venerdì 14 alle ore 15.00 ed è stata vinta da Nicolangelo D’Avanzo in 16h32'56” che ha preceduto Giuseppe Mangione 18h47’26” vincitore del titolo SM55 e Flavio Sortino 18h54’29”.

La gara femminile è stata vinta da Luisa Zecchino in 22h28'38” che ha preceduto Stefania Caimmi 37’28’56” che ha vinto il titolo di categoria SF45 Stefania Caimmi: 37’28’56”.
Tra i partecipanti il vincitore della categoria SM50 Martino Domenico 30h21’02” e il vincitore della categoria SM60 Marcello Arena: 33’32”14”.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Giuseppe Mangione attraverso risposte ad alcune mie domande.
Come ti sei preparato e organizzato?Ciao Matteo, ti rispondo con piacere immenso, allora sinceramente la 100 miglia non l’avevo proprio preparata, non avevo sedute lunghissime, solo alcune belle gare, tra le quali Rapone e qualche 6 ore.”

Gli ultrarunner nel tempo e con l’esperienza acquisiscono tanta esperienza e tanta sicurezza e fiducia in se stessi e sono sempre pronti a mettersi in gioco affrontando gare difficili per lunghezza e durata, anche decine di ore e più giorni.
Cosa ti ha aiutato e cosa ha remato contro?Ciò che mi ha aiutato sono state un po' di sedute veloci e tanta volontà in gara organizzandomi con le mie solite maltodestrine e gel poi l’organizzazione offriva tanto. Remato contro assolutamente nulla, anzi in gara ci siamo aiutati molto lealmente io e Flavio Sortino della mia categoria poi giunto secondo appunto M55 e terzo assoluto, persona eccezionale, un caro amico.”

Gli ultrarunner sanno come gestire nel tempo fatica e chilometri, sanno come affrontare le crisi e le varie fasi della giornata o della notata, sanno come aiutarsi tra di loro facendo squadra nella condivisione dell’esperienza di corsa che comporta gioie e dolori.
Cosa è cambiato in te nel tempo? Cosa porti a casa?Dopo una gara in me cambia sempre qualcosa in positivo, la voglia di continuare con la consapevolezza dell'età che avanza, mi stupisco positivamente, porto a casa un altro bel bauletto di amicizie, tanta positività e un sincero arrivederci.”

Molti considerano gli ultrarunner un popolo di matti, di masochisti, ma quello che sperimentano in genere gli ultrarunner è tanta forza e volontà di andare a vanti, di farcela, tante amicizie da coltivare, tanta fiducia in sé, tanto coraggio nonostante l’età che avanza.
Cosa dicono di te a casa, al lavoro, gli amici? Cosa racconti a casa, al lavoro agli amici?A casa il risultato lo sapevano già in quanto mia moglie stavolta era con me, naturalmente scherzando mi dà del matto, i miei figli sono davvero orgogliosi di tutto ciò. Anche gli amici e la mia società che hanno seguito la gara ne vanno fieri, io corro per la grande Barletta sportiva, Enzo Cascella mi pubblicizza a destra e a manca ma bisogna restare con i piedi per terra. Al lavoro sanno cosa faccio dopo turni abbastanza duri, qualcuno scherzosamente mi indica come l’uomo buono.”

Bella testimonianza questa di Giuseppe che fa comprendere cosa c’è dietro un atleta e soprattutto dietro un atleta di corsa di lunghe distanze, c’è una famiglia che da una parte si preoccupa e dall'altra parte supporta e sostiene, c’è una squadra e degli amici fieri e orgogliosi dell’operato di un amico o del proprio atleta, c’è un presidente che coinvolge e sostiene fiero dei suoi atleti, c’è un ambiente di lavoro che a volte sa e a volte non sa cosa combinano i propri colleghi nonostante il duro lavoro, nonostante i turni di lavoro stressanti ma nonostante tutto lo sport provoca piacere, stimola, entusiasma e in genere rende le persone più produttive e responsabili al lavoro e in famiglia.
Dedichi a qualcuno questa tua prestazione?Questa gara è interamente dedicata alla mia famiglia e ai miei che non ci son più o meglio sono dall'altra parte, il mio rito prima di una gara è andare a trovarli e parlarci.”

Gare di ultramaratone sono sempre opportunità di fare grandi esperienza approfondendo la conoscenza di se stessi e di altri atleti che condividono l’esperienza di fatica e di riuscita nel portare a termine le proprie sfide nel miglior modo possibile.
Hai appreso qualcosa in più su te stesso o dagli altri atleti?Su me stesso credo di aver appreso che nonostante la età c'è ancora qualcosa nel mio motore lo dimostra il fatto che a distanza di un anno stesso percorso stessa gara mi son migliorato di 3 ore siglando il record italiano M55 con 18h38’, ho potuto vedere emergere nuovi talenti tra cui nelle 48 ore Giuseppe Matteucci un vero exploit e mi ha fatto davvero piacere.”
Qual è stato il tuo punto di forza? Be' il mio punto di forza è il mio cambio di ritmo grazie ai numerosi lavori veloci effettuati e anche all'aiuto reciproco col grande Sortino.”

L’esperienza di gara di lunga distanza è un’occasione per sperimentare sensazioni ed emozioni importanti, per mettersi alla prova, per capire fino a dove si può arrivare.
Lasci qualcosa al Policoro? Che segno ti ha lasciato questa gara?A Policoro lascio un pezzo di cuore, è stato un weekend da ricordare su tutti i fronti, questa gara mi ha aumentato autostima e mi ha lasciato tanta positività per il futuro.” 
Chi ti ha appoggiato, sostenuto, consigliato?  “Chi mi consiglia da anni è un tecnico della marcia di Barletta Antonio Marchiselli, abbiamo fatto un ottimo lavoro, il sostegno è mio e delle mie gambe con l’aiuto del mio cuore.”

Nella mente degli ultrarunner ci sono sempre nuove gare e nuove sfide per mettersi alla prova, per testarsi per sfidare se stessi e gli altri, per incontrare amici e avversari, per condividere gioie e dolori, per sperimentare le coccole delle premiazioni.
Ora cosa vedi davanti a te? Come recuperi ora e con quali coccole?Al momento voglio far bene la 6 ore in pista di Campobasso, poi un po' di riposo, sai l’età! Le coccole basta pensare al finale di gara, al clima festoso creatisi con tutti gli altri e alla premiazione con tanto di inno nazionale, più coccole di così! Per il recupero, già recuperato grazie alla mia modesta tempra di 57enne preparato.”

Interviste a Giuseppe sono riportate nei miei libri:

 “L'Ultramaratoneta di Corato”, edito da Arduino Sacco Editore è il libro scritto a quattro mani da Giuseppe Mangione e dal sottoscritto. L’intento del libro, scritto da uno psicologo e da un atleta di corsa nelle lunghe distanze, è di esprimere il senso dello sport, della corsa di in particolare. Nel volume sono raccolte impressioni, sensazioni e tante emozioni; aspetti mentali come l’autoconsapevolezza, la motivazione, l'autoefficacia, la resilienza.

https://www.unilibro.it/libro/simone-matteo-mangione-giuseppe/ultramaratoneta-corato-esperienze-sensazioni-emozioni-aspetti-psicologici-atleta-corsa-lunghe-distanze/9788869513183

 “Ultramaratoneti e gare estreme”, edito da Prospettiva Editrice.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product

 “Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, edito da Edizioni Psiconline.

https://www.edizioni-psiconline.it/anteprime/maratoneti-e-ultrarunner-aspetti-psicologici-di-una-sfida.html

“Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice.

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275

 

Matteo SIMONE - 21163@tiscali.it

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta

https://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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