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lunedì 21 gennaio 2019

Non c'è un'età per scendere dal treno dello Sport, se si è stanchi si può rallentare

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta

Non c'è un'età per scendere dal treno dello Sport, se si è stanchi si può rallentare, non bisogna dar conto a nessuno se non a se stesso, puoi arrivare ultimo ma sarai sempre acclamato, decidi tu quando scendere. 

Abbiamo una certa età e non molliamo; tocca lasciare spazio a bimbi e ragazzi, hanno tante energie da spendere e una vita intera da affrontare e con lo sport hanno una marcia in più.  
Portiamoli nei parchi, nei campi, per la strada non teniamoli in zona di troppo confort. Lo sport fa continuare a giocare come bimbi, fa perdere l'età anagrafica, fa apprezzare il gusto di sporcarsi, cadere, sbagliare. A volte lo sport contagia, confonde, fa perdere il senso del tempo atmosferico, del tempo che passa. A volte lo sport fa incontrare persone e paesaggi, fa viaggiare nei sogni e nella realtà.
Questo è lo sport che vogliamo, insieme si è più sicuri, più coraggiosi, si diventa anche più autonomi, consapevoli, autoefficaci e resilienti, è sempre il momento, non aspettare le condizioni migliori, certi treni passano troppo in fretta, bisogna farsi trovare pronti al momento giusto.
ORA è il momento per salire sul treno dell'attività fisica, non aspettare il momento migliore. Sport è anche solidarietà, inclusione, integrazione, consapevolezza corporea dei propri limiti, osare senza esagerare, lo sport dà ma a volte toglie.
Costruisci una meta, obiettivo, risultato, iniziando a piccoli passi, con piccoli movimenti, sperimentando e iniziando a utilizzare risorse personali, man mano sentirai crescere la passione, l'entusiasmo e svilupperai più consapevolezza corporea e dei propri mezzi, avrai più fiducia di te e delle tue possibilità e potenzialità.
È opportuno praticare sport con passione e consapevolezza; senza stress e pressioni; condividendo gioie e fatiche. Tutto ciò incrementa autoefficacia e sviluppa più resilienza nello sport e nella vita, aiutando a superare difficoltà, infortuni e sconfitte. 
Il treno dello sport a volte passa e bisogna farsi trovare scaltri e convinti per prenderlo al volo e lasciarsi trasportare per strade, ville, parchi e monti. Sul treno dello sport, si può salire e scendere quando si vuole, a proprio piacimento, in ogni momento senza dar retta a nessuno se non a se stessi, puoi stare davanti o dietro. 
Non c'è un'età giusta per iniziare o per smettere, non c'è un'esatta modalità per partecipare al treno dello sport, si può sperimentare benessere e anche performance.
 
Lo sport ti rimette al mondo ogni volta in modo diverso, importante è cavalcare l’onda del cambiamento, lo sport fa sperimentare più consapevolezza delle proprie risorse e dei propri limiti, fa sperimentare autoefficacia, pianificando e raggiungendo obiettivi sempre più sfidanti, fa sperimentare sempre più resilienza superando sempre più momenti e periodo di difficoltà o crisi.
Nella vita prima o poi lo trovi uno sport che fa appassionare, fa mettere in gioco, fa sperimentare benessere e performance. Lo sport permette di far parte di una squadra che segue obiettivi condivisi, fa condividere allenamenti e gare, trasferte e viaggi.
Lo sport è come un treno che porta in giro per città e paesi, per sperimentare fatica, incontrare gente e approfondire la conoscenza di se stessi e degli altri. È sempre il momento per mettersi in moto e iniziare a fare sport, incontrando gente in carne e ossa, allenandosi insieme..
Lo sport è una palestra di vita, una modalità per sperimentarsi e mettersi alla prova, un’opportunità per apprendere dall’esperienza. Lo sport permette di sperimentarsi, mettersi in gioco, uscire fuori dalla zona di confort per conoscersi meglio nell’affrontare la fatica, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarsi. Lo sport rende felici nonostante la fatica.
Lo sport regala emozioni uniche che ripagano la fatica condivisa partecipando a manifestazioni ed eventi; lo sport avvicina persone, culture e mondi; attraverso lo sport si conoscono nuove persone, avvengono incontri e confronti. Lo sport abbatte muri e barriere anche generazionali, lo sport rimette al mondo facendo faticare con i più giovani.
Lo sport davvero avvicina persone, culture, mondi e rende felici e resilienti sintonizzandosi sull'obiettivo da portare avanti seguendo mete e direzioni ed essendo sempre pronti a rimodulare mete e obiettivi cavalcando l'onda del cambiamento e utilizzando risorse residue, che diventano a volte sorprendenti e rinnovabili.
Lo sport diventa allenamento alla vita, alle intemperie interiori. La fatica diventa amica, più è grande la fatica e più si apprezza quando è finita, più si è soddisfatti quando è finita. Dietro lo sport c’è un mondo fatto di tanta fatica e impegno con passione.

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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