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lunedì 28 gennaio 2019

Zagato Michael, runner: Se ti alleni bene i risultati arrivano

Lo sport ci insegna che non c'è vittoria senza sacrificio
Matteo SIMONE

La vita mette davanti a scelte, percorsi, direzioni e poi man mano che si cresce si può decidere di seguire o cambiare strada in base alle proprie motivazioni, intenzioni, capacità. 

Di seguito Michael racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Ho iniziato a praticare sport all'età di 7 anni, cominciando con il calcio, fino all'età di 21 anni poi ho praticato un anno di tennis e all'età di 22 anni ho iniziato con l'atletica, ecco si può dire che ora mi sento un atleta con la pratica di questo sport.”

Dietro ogni persona ci sono altre persone che aiutano, sono presenti, sostengono, consigliano ma anche tanti professionisti che danno un apporto più qualificato per incrementare la performance.
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance?Nello sport hanno contribuito al mio benessere e alla mia performance in primis i miei genitori che mi hanno sempre sostenuto, dandomi la possibilità di praticare sport e seguendo i miei passi in ogni mia scelta, per poi passare ai vari allenatori che ho incontrato sul mio cammino, ognuno mi ha lasciato e insegnato qualcosa.”

Se ci si impegna costantemente con determinazione prima o poi i risultati arrivano:.
Una tua esperienza che ti può dare la convinzione di potercela fare?Secondo il mio punto di vista, la convinzione che mi dà modo di potercela fare è l'allenamento, se ti alleni bene i risultati arrivano. Sempre.” 
Hai mai pensato per infortuni o altro di smettere di essere atleta?No mai, anche se sono stati momenti difficili, pensavo a non arrendermi e a tornare al più presto competitivo.”

La pratica dello sport negli allenamenti e nelle gare fa sperimentare tante sensazioni ed emozioni, si arriva anche a sperimentare uno stato di grazia detto flow dove tutto risulta facile e si è un tutt’uno tra cuore, fisico e mente.
Quali sensazioni sperimenti facendo sport: pre-gara, in gara, post-gara?Sensazioni pre-gara: tensione, agitazione, paura di non fare bene. In gara: una volta partito tensione, agitazione e paura volano via, inizio a fare ciò che più mi piace e vado a ricercare la massima sintonia fra testa, cuore e gambe. Post gara: le sensazioni sono molto variabili, a volte ho sensazioni bellissime perché la gara è andata proprio come speravo e sto anche bene fisicamente, che è molto importante, altre magari sono deluso per il risultato e perché magari non sono al top a livello fisico.”

Dalle parole di Michael si notano gli insegnamenti appresi a Iten in Kenya dove si ripete sempre agli atleti di ascoltare il proprio corpo (listen your body) e le regole degli atleti: numero 1 allenarsi, numero 2 nutrirsi bene, numero 3 riposarsi; queste sono le componenti per il benessere e per il successo.
Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport?Io credo che non ci siano difficoltà, la mia passione e la mia voglia mi portano a superare le difficoltà se queste si presentano. Il rischio come in tutti gli sport è quello dell'infortunio, bisogna fare attenzione, ascoltare il proprio corpo, credo che sia molto importante conoscersi per sapere quando è il caso di fermarsi. Altre cose che secondo me bisogna porre attenzione sono l'alimentazione ed il riposo che secondo me è fondamentale.”

Da tanti la maratona viene definita come gara regina, come un sogno da realizzare soprattutto per i neofiti.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?No, non mi sono mai sentito campione nello sport, ho avuto delle soddisfazioni sì, ma ritengo che i veri campioni sono altri.” 
Quali condizioni ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Diciamo che le volte che non ho avuto una buona prestazione in primis è il poco allenamento e non essere arrivato alla gara sufficientemente preparato. Mentre altre volte per il poco riposo o per un'alimentazione poco corretta.”

Lo sport diventa nutrimento essenziale per il fisico e la mente, una passione da coltivare per stare bene, per sperimentare sia benessere fisico, mentale relazione che performance che aiuta ad aver fiducia delle proprie forze, del proprio coraggio.
Cosa ti fa continuare a fare sport?Continuo a fare sport perché per me è essenziale un po' come andare a lavorare per poter mantenersi, io faccio sport perché ormai è un elemento che non può mancare nella mia vita quotidiana, e poi va beh sicuramente anche la passione mi fa continuare a praticarlo. Lo sport è vita.”

Le componenti del successo sono anche la resilienza, la pazienza, l’attenzione. E’ importante non mollare, essere pazienti e prudenti, essere fiduciosi, saper aspettare, rimodulare propri obiettivi in base alle risorse residue, non abbattersi.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Ho superato momenti difficili come infortuni importanti (menisco, legamento crociato), seguiti da operazione chirurgica, sempre cercando di non mollare e lavorando duro nella riabilitazione per poter tornare subito in pista. Volere è potere.”

E’ importante trasmettere alle persone quello che si sperimenta attraverso lo sport, e significative sono le parole Michael che condivido spesso attraverso articoli e post sui social-
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport?Beh ragazzi, io credo che dovreste praticare sport perché lo sport vi fa stare bene, lo sport unisce, lo sport ci insegna a soffrire e a non mollare, cose che dovremmo applicare anche nella vita quotidiana. Lo sport ci insegna che non c'è vittoria senza sacrificio e ci sono sconfitte che possono insegnare più di vittorie. Praticate sport perché dopo un'ora di movimento vi sentirete stanchi ma felici. Lo sport è vita.”

Purtroppo ogni tanto qualcuno casca nel doping forse per una sua fragilità o un approccio allo sport errato, a volte la mente dell’atleta va fuori fase e commette pensieri seguiti da azioni poco consone e poco congrue con i valori degli atleti che faticano per arrivare, per partecipare, per vincere mettendosi in gioco.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso? No non mi sono mai imbattuto nel doping, conosco atleti che sono stati squalificati per questo, ma non ne conosco esattamente il motivo. Io credo che arrivare a fare uso di doping, sia la cosa più spregevole che possa fare un atleta, che gusto c'è a vincere sapendo di aver avuto l'aiutino. No al doping perché i risultati con il lavoro arrivano.”

La passione dello sport può essere compresa solo da persone che sono vicine e possono comprendere l’importanza di ciò che ne ricava un atleta nella pratica assidua e costante in ogni modo, spazio e tempo.
Familiari e amici cosa dicono circa il tuo sport?
I miei familiari sono contenti della mia pratica, mi seguono e mi sostengono. Alcuni miei amici mi stimano, altri pensano che io sia matto, perché si sa è una vita di sacrifici: a letto presto, fare attenzione all'alimentazione, allenamenti quotidiani, non eccedere con l'alcol. Ma si sa, lo sport praticato a buoni livelli è sacrificio e impegno quotidiano e io sono felice di tutto questo.

Lo sport permette di approfondire la conoscenza di se stessi, scoprire qualità, capacità, risorse, caratteristiche insospettabili che vengono fuori solo nei momenti di crisi e difficoltà.
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica?Ho scoperto che ho la propensione alla costanza , all'impegno e al non arrendersi mai anche nei momenti più difficili.” 
Riesci a immaginare una vita senza sport? “Impossibile, non riesco a vedere una vita senza sport, ormai fa parte di me, mi fa stare bene praticarlo e se proprio vogliamo dirla tutta mi piace arrivare stremato alla fine di certi allenamenti per il fatto che li ho fatti bene.”

A volte nella mente degli atleti ci sono sia aiutatori interni che sabotatori interni, a volte c’è bisogno di qualcuno dall’esterno che aiuti a mediare tra i due, a trovare un accordo se fare qualcosa o meno, se osare o essere cauti, se impegnarsi un po’ di più o accontentarsi.
Ritieni utile lo psicologo dello sport? Per quali aspetti e in quali fasi?Non ho mai avuto a che fare con uno psicologo dello sport, credo che comunque da certi punti di vista possa aiutare. A volte è la testa che blocca tutto il corpo.

L’atleta mette in conto le difficoltà avendole sperimentate sia direttamente che tramite esperienze di altri amici e sa che non si regala niente nello sport, bisogna sempre faticare per raggiungere un risultato, per crescere fisicamente e mentalmente attraverso lo sport.
Quale è stata la tua gara più difficile?La mia gara più difficile è stata senz'altro nel novembre del 2017 a Firenze, la maratona, pronti via ed inizia a piovere, acqua e vento freddo per 42 km, i quali mi hanno fatto rallentare tanto che dal 35°km al traguardo correvo e tremavo, non riuscendo più né a muovere le mani né a parlare dal freddo. Tagliato il traguardo in 2h48'45" mi hanno portato nella tenda termica per ristabilire la temperatura corporea. Ovviamente finito si pensava già alla prossima.”

La maratona oltre ad essere una gara è anche un viaggio sia durante il percorso dei 42 e più km sia un viaggio nel percorso che si fa prima per allenarsi e arrivare pronti alla partenza.
La gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle?La gara a cui penso sempre come gara della vita è la maratona, la maratona da, la maratona toglie, ed è in questa lunga gara che si percorre un "viaggio" dove puoi contare solo su te stesso, quest'anno per me lo è stata a Valencia dove dopo mesi di allenamento sono riuscito a migliorare il mio PB e a fermare il crono a 2h43'08", non è di certo come tagliare per primo il traguardo ma per me è una vittoria personale. Perché si sa nella maratona corriamo contro il tempo.”

Nella mente degli atleti c’è spazio per sogni realizzati e sogni da realizzare, per obiettivi prossimi a breve, medio e lungo termini_; per direzioni da seguire finché si è motivati.
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?I miei obbiettivi sono di migliorare i personali sulle distanze dei 5km - 10km - mezza maratona e maratona. Ed iniziare con il piede giusto la stagione 2019 con i cross. Un mio sogno nel cassetto è stato andare ad Iten in Kenya ad allenarmi due settimane, li si che mi sono sentito atleta. Spero di poter ritornare un giorno. L'altro sogno nel cassetto è correre la maratona di new York. Ed un altro sogno che non può essere realizzabile ma che comunque sognarlo non costa nulla sarebbe stato di indossare una volta la maglia della nazionale e rappresentare l'Italia.

Allenarsi un periodo a Iten in Kenya è un sogno realizzabile, bisogna solamente decidere, programmarlo e organizzarsi e una volta sul posto si vive un periodo di spensieratezza, di naturalezza a contatto con un ambiente naturale fatto di colori, sapori e odori a contatto di persone speciali che ti guardano, ti sorridono, sono interessati a te e al tuo mondo e cercano di trasmetterti nozioni e insegnamenti utili per progredire nella carriera di runner soprattutto ma utile anche per accompagnatori per apprezzare uno stile di vita povero ma sano, con poche cose, con l’essenzialità delle relazioni e della nutrizione dei prodotti della terra e dei campi.
Un'intervista a Michael è riportata nel libro "Il piacere di correre oltre" (Il piacere di correre oltre dal punto di vista di uno psicologo dello sport). Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022. 

In linea di massima, la passione della corsa permette alle persone di mettersi alla prova, di condurre un sano stile di vita, di salire su un treno fatto di fatica e gioie, di relazioni, di mete e obiettivi da costruire, di situazioni da sperimentare. Bisogna sviluppare consapevolezza delle proprie risorse e capacità, ma anche dei propri limiti: è necessario consolidare questi concetti per mantenere un buon equilibrio. Nel nuovo libro di Matteo Simone Il piacere di correre oltre, l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti. 

Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli. L’autore nota che ciascuno di noi, se lo vuole, può riuscire a raggiungere i propri obiettivi nello sport come nella vita, e così diventano più addomesticabili e gestibili, la fatica e la paura; al contempo si rafforza la mente, si eleva l’autoefficacia personale e si sviluppa la resilienza. 


Psicologo, Psicoterapeuta
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