Dott. Matteo Simone
Attraverso
lo sport si fanno scoperte su se stessi e sugli altri, si apprende dalla fatica
raggiungendo risultati ritenuti prestigiosi come può essere il completamento di
una maratona di 42,195km. Di seguito Emanuela Pazzini dell’Asd “SemprediCorsa”
racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta? “Ho iniziato per far compagnia a mio marito nelle sue corsette ma non mi sento un'atleta”.
Si
fa sempre in tempo a iniziare la pratica di uno sport, si può iniziare da
bambini ma anche da adulti, si può far coinvolgere da insegnanti, atleti o
anche da propri familiari e poi il resto viene da solo, ci si può appassionare
al punto di andare sempre di corsa allenandosi per migliorare e per sentirsi
bene facendo parte di gruppi e squadre di allenamenti e gare.
Emanuela non si
sente un’atleta ma è di fatto una maratoneta e le sue migliori prestazioni nel
2019 sono state ottenute a Pisa sulle distanze della mezza maratona in 1h39' e in maratona 3h36'.
Una tua esperienza che ti possa
dare la convinzione che ce la puoi fare? “La maratona...amore
odio”.
La
maratona rimane comunque una grande impresa, è un lungo viaggio sia in
allenamento che in gara, un lungo periodo di preparazione che prevede alcuni
allenamenti di lunga durati per adattarsi alla fatica e in gara si possono
incontrare muri e crisi soprattutto quando si superano i 30km ma all’arrivo si può
piangere, si può ridere, si può urlare, si può abbracciare chi è vicino,
insomma un mondo di gioia e dolori che racchiudono l’essenza della vita fatta
di dolori e gioie, piacerei e dispiaceri, una ruota che va avanti ma è
importante che ognuno di noi tenga le redini per condurre il proprio carro con
maturità e responsabilità
La
maratona è una gara lunghissima e non bisogna abbassare la guardia fino all’ultimo
metro, ma ogni situazione, anche spiacevole, si può superare rimettendosi in
riga, rialzandosi e andando avanti fino al termine della gara per prendersi una
medaglia meritata.
Le sensazioni che sperimenti facendo
sport (pre-gara, in gara, post-gara? “Pre-gara: giorno
prima nervosismo; alla partenza non realizzo e dopo non realizzo all’istante...qualche
ora dopo sono soddisfatta”.
Sembra
che Emanuela voglia presentarsi alla gara con poca consapevolezza temendo
quello che sta per fare, ma dentro di sé possiede tutte le capacità, risorse,
competenze per far bene e portare a termine la gara e quando tutto è finito
sembra che si svegli da un sogno che è stato realtà ottenendo anche buoni
risultati.Le difficoltà e i rischi? A cosa
devi prestare attenzione nel tuo sport? “Difficoltà nessuna
perché trovo sempre tempo per correre, rischi quando corro per strada il
traffico, per come la vivo io non devo avere attenzioni particolari”.
Emanuela
riesce ad andare sempre di corsa, non ha problemi per trovare tempo per
allenarsi e sa che la strada può essere pericolosa, quindi di corsa ma con
attenzione.
Le condizioni che ti hanno indotto a fare una prestazione non ottimale? “Il troppo allenamento”.
Cosa ti fa continuare a fare sport? “Continuo perché mi da stimolo e mi fa sentire bene con me stessa e viva”.
Concordo
e tanti lo dicono che lo sport fa sentire vivi, soprattutto quando c’è tanta
passione e si è in contatto con sensazioni corporee.
Come hai superato eventuali crisi,
sconfitte, infortuni?
“Non ho mai avuto crisi o cose varie, infortuni
si...mi sono curata e ho continuato facendo bici”.
Emanuela
dimostra di essere resiliente e di saper riorganizzarsi se c’è un ostacolo o un
imprevisto che gli preclude la pratica del suo sport preferito, c’è sempre un
piano B come la bici che sostituisce la corsa e permette di sentirsi comunque
bene e in forma.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per
avvicinarsi allo sport?
“Fate qualsiasi cosa vi piace, qualsiasi
sport decidete”.
Familiari e amici cosa dicono circa
il tuo sport?
“In famiglia mi vedono felice e lo sono
per me”.
Lo
sport da tanto in termini di felicità e soddisfazioni personali, qualsiasi
sport può essere indicato per piccoli e grandi, importante è provare, sperimentarsi
e mettersi in gioco per apprendere dall’esperienza.
Cosa hai scoperto di te stessa nel
praticare sport?
“Ho scoperto che sono molto tenace e ho
grinta”.
Hai mai pensato per infortuni o
altro di smettere di essere atleta? “Sì, ho pure provato
ma ho trovato l’alternativa ...sicuramente qualcosa invento”.
La
pratica dello sport aiuta a scoprire capacità e risorse nascoste soprattutto
quando si tratta di affrontare, gestire e portare a termine una maratona che
prevede tanti dubbi e perplessità ma si riesce a gestirsi e arrivare al
traguardo stanchi ma soddisfatti.
Ritieni utile lo psicologo nello
sport? “Non lo so, forse per atleti ...per noi
amatori va presa come divertimento”.
Ringrazio
Emanuela per la sua testimonianza che fa comprendere cosa spinge le persone a
fare sport, soprattutto la maratona considerata una grande impresa.
Dott. Matteo Simone
Psicologo,
Psicoterapeuta
21163@tiscali.it +393804337230







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