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venerdì 25 dicembre 2020

Stefano Emma, ultrarunner: Riesco sempre a trovare la forza di rialzarmi

 L'esperienza si costruisce anche da momenti di difficoltà imparando a superarli
Matteo SIMONE 21163@tiscali.it

Lo sport di lunga distanza mette a dura prova, si tratta di allenarsi duramente e costantemente con carichi di lavoro notevoli e chilometraggio elevato e a volte c’è bisogno di trovare la motivazione giusta e le energie sufficienti, fisiche e mentali, per non mollare.

Di seguito Stefano (Cambiaso Risso Running Team GE) racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. Nel 2021 Stefano correrà con l’Athletic Club 96 Alperia - Bolzano, vincitori di due Titoli Italiani di società nel 2019 e nel 2020.
Qual è stato il tuo percorso nello sport?Dall'età di 4 anni mi sono appassionato e ho praticato il calcio a livello semi professionistico arrivando a giocare nella squadra del Pavia delle giovani promesse. Ricevendo premi dalla lega calcio dilettanti e raggiungendo ottimi risultati. Dopo un infortunio abbastanza grave al ginocchio sinistro ho giocato nei dilettanti ancora per qualche anno fino alla svolta. 
Una domenica d'estate la mia fidanzata Ambra (attuale moglie) mi portò ad una gara di corsa su strada a livello amatoriale e avendo ottenuto subito un buon risultato mi appassionai alla corsa su strada e decisi di rimanere in questo campo ponendomi nuovi obbiettivi sempre più stimolanti e difficili”. 

Niente è per sempre, tutto cambia, e ad ogni crisi, difficoltà o avversità bisogna farne tesoro e comprendere cosa si può fare ora con le risorse residue e cavalcando l’onda del cambiamento. E così Stefano si è trasformato da forte calciatore a fortissimo ultrarunner. 
Chi ha contribuito al tuo benessere e/o performance?Sin dall'inizio ho studiato già abbinamenti di allenamento più efficaci e altri aspetti dell'atletica insieme a mio suocero Gatti Massimo che mi segue e mi consiglia tuttora. Negli anni realizzando ottimi risultati e vincendo molte gare su tracciati diversi e vincendo titoli provinciali e regionali poi ho costruito un vero e proprio team di professionisti che curano gli aspetti supplementari: il fisioterapista di fiducia Alberto Gambarin e il mio fitness coach Alessio Firullo che abbinato alla AMP Motonautica Pavese mi è di molto sostegno nelle fasi di preparazione in palestra e poi sono arrivati gli sponsor”.

Per essere atleta di alto livello è preferibile e importante avere a disposizione persone di fiducia competenti e preparati che sostengono, aiutano, consigliano, suggeriscono, finanziano e pare che Stefano abbia una moglie e un suocero che lo hanno introdotto in questo mondo di ultrarunner considerato bizzarro e inoltre si avvale di altri professioni per cercare di essere a livello nazionale e cercare anche di eccellere in gare internazionali con la maglia azzurra che è il sogno di tanti. 
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva?I miei familiari sono orgogliosi dei risultati che ottengo e mi sostengono nelle trasferte che prevedono anche lunghi viaggi. Un racconto molto significativo su quanto tengono alla mia salute e mi sostengono durante le fasi che precedono le gare risale al 2019. Mi iscrissi alla gara notturna che da Ovada arriva a Genova Nervi (poco più di 50 km). In preparazione a quella gara ogni settimana nei 2 mesi precedenti mi accompagnavano in macchina durante sessioni notturne di allenamento in collina dalle ore 11:00 alla 1:30 di notte. Mi accompagnarono anche la notte della gara che vinsi realizzando anche il nuovo record del percorso. Con gli amici della corsa mi alleno spesso ed è un gruppo con persone che mi sostengono e mi danno sempre qualche buon consiglio su come affrontare le varie gare”.

Per ottenere prestazioni eccellenti e per vincere sui diretti avversari non bisogna trascurare nulla e gli allenamenti più importanti, soprattutto per le gare di corsa di lunga distanza, sono quelle che simulano la gara, quindi fare il percorso nelle ore previste di gara è senza dubbio un ottimo modo per presentarsi in gara più sicuri. E tutto ciò Stefano lo sa bene e avendo a disposizione persone che lo sostengono meglio sperimentare i più possibile ciò che accadrà in gara per essere pronti a gestire il tutto. 
A cosa devi prestare attenzione nella pratica dello sport?Devo prestare attenzione a come mi alimento sia in preparazione di una gara, sia durante di essa. Soprattutto nell'ambito delle ultramaratone uno degli aspetti a cui devo sempre stare attento è l’integrazione durante la gara che varia a seconda del chilometraggio da affrontare e da moltissimi altri fattori”.

In gare di lunga distanza l’integrazione alimentare è fondamentale perché il fisico è messo a dura prova e le scorte di glicogeno si scaricano facilmente pertanto c’è bisogno di avere ristori adeguati durante il lungo percorso di gara per non compromettere la prestazioni e per stare bene in salute. 
Hai rischiato di mollare?Sono una persona molto costante e anche se ho dei momenti di scoraggiamento, riesco sempre a trovare la forza di rialzarmi, continuare e di sfruttare il momento per migliorarmi. Lo stesso faccio in gara, raramente mi ritiro dalla competizione se ho dei problemi, anzi cerco sempre di superare i momenti di crisi in gara e di non pensare se il risultato finale non è quello che avrei voluto. L'esperienza si costruisce anche da questi momenti di difficoltà imparando a superarli”.

Per eccellere in gara di ultramaratona bisogna essere forti fisicamente e mentalmente, bisogna mettere in conto periodi o momenti di crisi, difficoltà, avversità ma si apprende da tutto ciò a focalizzarsi su se stesso, avendo sempre una passione e motivazione elevata e voglia di andare fino in fondo con fiducia e resilienza. 
Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport?Personalmente non seguo il supporto di uno psicologo”.
L’evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle?L’esperienza più bella che ho vissuto e sperimentato è la mia prima gara sulla distanza di 50 km valida come campionato italiano di ultra maratona. Era metà novembre e venivo da un anno di allenamenti molto impegnativi e di gare miste: asfalto, trail, montagna e sterrato. Mi sentivo abbastanza in forma da poter affrontare per la prima volta questa distanza, senza però avere obbiettivi in mente. Partii con entusiasmo cercando di non staccarmi dal gruppo di testa per gran parte della gara ero terzo ma agli ultimi 2km persi la terza posizione mi superò Marco Menegardi  al termine della gara arrivai 4 assoluto e 4 italiano. All'arrivo durante l’attesa delle premiazioni ebbi la fortuna di conoscere due nuovi ragazzi che da quel momento diventammo amici e veri appassionati sulle ultramaratona, chi sono i due atleti? Sono Marco Menegardi e Matteo Lucchese”.

Un bel battesimo per Stefano gareggiare accanto ad atleti di livello Nazionale e arrivare giù dal podio dietro a un Campione Italiano della 100km Marco Menegardi che nel 2019 ha vinto la classica 100km del Passatore. Ora per lui è importante far parte del gruppo, di un grande team di professionisti delle ultramaratone per poter puntare a indossare la maglia azzurra in qualche competizione internazionale, dimostrando di valere quanto loro. 
La tua situazione sportiva più difficile?La situazione più difficile che mi sono trovato ad affrontare nella mia carriera da atleta è stata durante un Trail in Val Taleggio nel 2018. La Val Taleggio Trail a Vedeseta ( BG ) è un trail impostato sulla distanza di 25 km con un dislivello di 1700 m e una percentuale di sterrato pari al 90% . Io, seppur la mia famiglia sia di origini bergamasche, sono nato e cresciuto a Pavia in piena pianura e quindi nel periodo precedente alla gara avevo effettuato molti allenamenti fuori sede sulle colline appenniniche dell'Oltrepò Pavese, ma niente mi avrebbe potuto preparare alla situazione difficile che dovetti affrontare. Alla partenza mi mantenni nelle prime posizioni e mantenendo un ritmo in salita arrivai a metà del percorso in testa alla gara. 
La difficoltà arrivò in discesa con il sentiero roccioso scivoloso dovuto alle piogge dei giorni precedenti e con l'intensificarsi della difficoltà del percorso irregolare. Mi trovai in difficoltà perché penso che per affrontare certi percorsi di montagna in maniera temeraria bisogna essere molto esperti e probabilmente il mio lato conservatore mi ha sopraffatto, facendomi rallentare con il conseguente superamento degli atleti che erano subito dietro di me. Conclusi la gara arrivando 3° assoluto, con il tifo sempre presente della mia famiglia”.

Nonostante tutto, nonostante le difficoltà Stefano riesce a guadagnarsi la terza posizione e ad apprendere tantissimo in una gara impegnativa, questo è il bello e la ricchezza di questo sport delle ultramaratona, dove bisogna mettersi in gioco e sperimentarsi. 
Come hai superato crisi, sconfitte, infortuni?Le crisi sono un passaggio obbligatorio per un atleta che vuole gareggiare e migliorarsi, spesso perché si parte troppo forte rispetto al ritmo prestabilito oppure l'opposto cioè trovarsi ad avere impostato male una gara e sapere che potevi dare di più ma essere ormai in ritardo sulla tabella di marcia. In quel momento la crisi può sfociare in un male generico con dei dolori muscolari oppure semplicemente ad un indebolimento mentale e di conseguenza fisico delle gambe. In quel caso io cerco sempre di prendere fiato e cercare di superare la crisi e se riesco a superarla cerco di dare il massimo e aumentare il ritmo per riprendere i miei avversari, se non riesco a superarla cerco di mantenere almeno il ritmo comfort che mi permette di arrivare sempre a fine gara. 
Le sconfitte sono parte integrante dello sportivo, sono quelle situazioni che purtroppo accadono e con il quale bisogna convivere. I periodi di grinta in allenamento più forti che ho provato fino ad ora e che mi hanno portato a dei miglioramenti significativi sono tutti preceduti da un momento nel quale ho provato la sensazione della sconfitta o dell'insoddisfazione del mio risultato, spinto dalla voglia di rimettermi in gioco. Ho affrontato degli infortuni molto gravi quando praticavo il calcio, mentre nell'atletica ho affrontato qualche infortunio minore, che si è sistemato con riposo e  costanza nel approcciarmi alle cure. Proprio perché anche l'infortunio è sempre dietro l'angolo io seguo tutti i consigli del mio tecnico e del personal trainer e mi sottopongo molto frequentemente a trattamenti dal fisioterapista
”.

Le crisi come arrivano possono passare se le accettiamo e cerchiamo di gestirle senza farci sopraffare e, in ambito nazionale, a volte è importante arrivare al traguardo anche se si incontra la crisi perché a volte è importante comunque la prestazione di un compagno di squadra ai fini della classifica a squadre. 
Un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport? Cosa hai scoperto di te stesso nello sport?L'atletica ha molte varianti e questo può essere di aiuto ad un ragazzo che si approccia ad un nuovo sport anche con l'obiettivo di divertirsi insieme ai coetanei e nel frattempo scoprire la variante nel quale è più portato e che gli piace di più. Il percorso che ho intrapreso con l'atletica all'età di 23 anni  mi ha portato ad essere più sicuro di me stesso sia nello sport sia nella vita di tutti i giorni ed è questo miglioramento che mi ha dato la spinta per i miglioramenti sportivi e non che ho effettuato in questi anni. Con l'atletica ho riscoperto e confermato la persona grintosa che mi sentivo di essere e che mi ha portato in questi anni a lottare per mantenere e migliorare sempre i miei risultati e a non sottovalutarmi mai come persona”.

Lo sport è una grande opportunità per conoscersi, per confrontarsi con gli altri, per apprendere dall’esperienza, per diventare più sicuri e fiduciosi. 
Ti ispiri a qualcuno?Ho la fortuna di essere amico con il campione del mondo di corsa in montagna 2015, Tommaso Vaccina. Lui mi ha ispirato fin da quando ci siamo conosciuti, ci siamo sempre sostenuti a vicenda e mi ispira tuttora raccontandomi di episodi e della sua esperienza di atleta”.

E’ importante avere un modello di riferimento, è una delle 4 fonti dell’autoefficaia, aiuta a scoprire come fare per eccellere ed è importante avere amici con la stessa passione.
Una parola o una frase che ti aiuta a credere e impegnarti?La frase che mi ispira e che mi da la carica e supporto anche negli anni difficili come questo 2020 è: ‘Segui la tua passione’. Questa frase mi ha ispirato in maniera così netta che ho voluto anche inserire nel logo della gara regionale che organizzo, la Speed Run 10k. ‘Segui la tua passione’ per me significa realizzare e inseguire sempre i propri sogni, ascoltare i consigli ma pensare sempre con la propria testa”.

Davvero interessante e utile questa testimonianza di Stefano, è importante seguire le proprie passioni, sia nello sport che in altri ambienti come quello lavorativo. Interessante anche la gara che lui organizza.
 
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?Il prossimo obiettivo è arrivate nel 2021 pronto per le gare di selezione per i prossimi mondiali. Il mio più grande sogno è sempre stato partecipare ad uno sport in rappresentanza dell'Italia, sin da quando ero piccolo”.
 
Questo Covid, questa pandemia ha azzerato un po’ tutto e spento un po’ di entusiasmo ma bisogna trovare la forza per rialzarsi e riprendere le redini della propria vita inseguendo propri sogni ambiziosi come quello di Stefano di indossare la maglia azzurra rappresentando la nazione Italia in gare di ultramaratone insieme ad altri atleti validi più o meno quando lui.
Come ti vedi a 50 anni? Mi vedo a sostenere e accrescere a livello sportivo le nuove generazioni di atleti cercando di trasmettere i valori che reputo importante nell'atletica: la passione, la competitività, il sacrificio, il divertimento e lo spirito sportivo”. 

Stefano pare essere molto consapevole con l’intenzione di restare nel modo delle utlramaratone per tanto tempo oltre le sue imprese sportive metterà a disposizione dei più giovani i suoi apprendimenti grazie alle tante sue esperienze maturare in gare e allenamenti.

Ringrazio Stefano per la sua cortesia e disponibilità a raccontare e anche il celebre fotografo Sandro Marconi “Scrotofoto” per la sua foto che cattura il gesto atletico di Stefano.

Un’intervista a Stefano è riportata nel libro “Il piacere di correre oltre”. 
Sport & benessere 15 | ed. novembre 2022. 
Nel nuovo libro di Matteo Simone "Il piacere di correre oltre", l’autore riprende la sua consuetudine di parlarci di sport soprattutto attraverso il dialogo con gli atleti. 

Leggere il testo di Matteo Simone ci permette di conoscere alcune dinamiche psicologiche che forse ignoriamo o per lo meno di cui non siamo consapevoli.

L’autore nota che ciascuno di noi, se lo vuole, può riuscire a raggiungere i propri obiettivi nello sport come nella vita, e così diventano più addomesticabili e gestibili, la fatica e la paura; al contempo si rafforza la mente, si eleva l’autoefficacia personale e si sviluppa la resilienza. 


Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it

Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

Blog: http://ilsentieroalternativo.blogspot.it/

Libri: http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo


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