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giovedì 3 giugno 2021

Aurelia Rocchi, ultrarunner: In gara cerco di tirare fuori il meglio di me

 Quando mi metto la maglietta della società in gara è una festa
Matteo Simone

Aurelia Rocchi ha incontrato la corsa per caso grazie a un atleta della squadra Villa De Sanctis e da lì non si è più fermata.

Ha iniziato a macinare chilometri partecipando a gare sempre più lunghe e più dure, gare a circuito, gare di lunga distanza, anche trail e ultratrail.
Donna resiliente e performante per aver portato a termine la Nove Colli Running 202,4 km e la Milano - San Remo Running 285km, dimostrando il suo valore atletico.
Di seguito, Aurelia racconta la sua esperienza sportiva rispondendo ad alcune mie domande di un po’ ti tempo fa.
Prima di un allenamento o gara quali sono le sensazioni corporee?Prima di un allenamento sono sempre tranquilla e libera di testa, invece prima di una gara è diverso. Ogni gara è come se forse la prima, emozioni fortissime e in quel momento le mie gambe sono importantissime, con loro ci parlo, mi fido di loro e li sento leggere conoscendo bene la loro fatica negli allenamenti”. 

La corsa per Aurelia è come un treno che la porta in giro per paesi, città e nazioni faticando e divertendosi e spesso è sui treni per raggiungere i luoghi di partenza e per tornare a casa dopo aver terminato la gara.
Quanta importanza dai alle sensazioni del cuore in quello che fai?In ogni gara ci metto il cuore e l'amore per la corsa. Mi concentro tanto su di me in gara”.

E’ un mondo che l’affascina e porta a casa sempre qualcosa, tante esperienze, pacchi gara e tanti premi.
Hai un momento di meditazione o introspezione?Dopo uni gara medito, ci penso tanto durante la gara come mi risponde il mio fisico nel percorso gara”.
Quanto è importante l'abbigliamento e la maglia della squadra che rappresenti?Negli allenamenti non metto mai la mia maglietta della società, solo in gara e la tengo dall’inizio fino all’arrivo. Quando mi metto la maglietta della società in gara è una festa e sono molto orgogliosa dal primo giorno che l’ho indossata”.

La felicità è superare muri, crisi, ostacoli, difficoltà, superare sfide, e lì che scatta l’incremento di resilienza, l’essere consapevole che ce l’hai fatta, con le tue forze, con la tua forza di volontà, con il tuo impegno, passione e determinazione.
In che modo l'allenatore e i tuoi fan sono presenti in gara anche simbolicamente?In gara ci sono amici che cerco di sfidare e come sempre cerco di tirare fuori il meglio di me. Se sono soddisfatta del risultato della gara cerco sempre di condividere la gioia con chi mi ha sostenuto sempre in tutte le mie gare: l'allenatore”.
 
Aurelia ha scoperto anche il mondo degli atleti con disabilità visiva del progetto Achilles International Roma e si sperimenta come guida sia in allenamento che in gara, a disposizione degli altri ma arricchendosi con l’esperienza fatta.
Interviste ad Aurelia Rocchi sono riportate nei libri:
“Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti” (8 ottobre 2018) di Matteo Simone (Autore).
“Maratoneti e ultrarunner”
Aurelia è menzionata nei libri:
“Correre con la mente. Perché correre? Come iniziare? Superare le avversità, raggiungere obiettivi, realizzare sogni” (Matteo Simone), pubblicato da Progetto Cultura
“Sport, benessere e performance” di Matteo Simone (Autore).
 
Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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