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lunedì 5 ottobre 2026

Simona Oggero finisher Spartathlon 246km in 32h13’39”

 Dott. Matteo Simone
 

Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.
Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.
Tra le donne da menzionare Simona Oggero (ASD Club Supermarathon Italia) che ha portato a termine la gara in 32h13’39” e di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande.

Ciao, complimenti per la Spartathlon, come stai ora? Soddisfatta? Potevi fare meglio? 
Grazie per i complimenti! Sto benissimo grazie…Sono soddisfatta della gara, anche se avrei potuto fare qualche minuto in meno, ma avendo deciso di godermi il viaggio nella seconda parte, ho preferito viverla più “lentamente”. Ho realizzato il PB sulla distanza maratona e sui 100km durante la Spartathlon…soddisfatta anche di quello: Maratona 4h02’, 100km 10h17’.

Una grande soddisfazione portare a termine una gara durissima come la Spartathlon e soprattutto per aver ottenuto due Personal Best sulla maratona e 100km.
In genere, in base ai propri tempi, si cerca di partire più piano, senza strafare, rientrando comunque nei cancelli orari.
Ciò significa che Simona in questa gara ci è arrivata preparata al massimo e che il meglio deve ancora venire nelle distanze di maratona e 100km scendendo sotto le 4h in maratona e sotto le 10h nella 100km, staremo a vedere.

A chi la dedichi?
Dedico l’arrivo a Sparta a tutti coloro che mi hanno supportata con frasi e gesti di incoraggiamento, in primis a mio marito, a Francesco Cannito e ai miei figli!
Cosa e chi ti ha aiutato?
Mi ha aiutato la mia crew durante la gara, appena poteva intervenire era lì pronta a condividere con me ogni momento.

Una gara lunghissima e difficile davvero sfidante dove può servire lil sostengo di qualcuno prima, durante e dopo il percorso, anche un solo gesto, un consiglio, uno sguardo per incoraggiare l'atleta a non mollare, a continuare, a resistere per arrivare fino alla fine dopo un adeguata periodo di allenamenti e quando tutto è finito la festa è di tutti.
Oltre al marito di Simona c’era anche l’espertissimo Francesco Cannito, un atleta capace di raggiungere traguardi sfidanti e difficili non solo lui personalmente ma permettendo a tanti altri atleti di raggiungere i loro sogni aiutandoli a interpretare al meglio la gara.

Criticità? I momenti più difficili?
Criticità nessuna, momenti difficili neanche… qualche difficoltà durante l’ascesa al Monte Partenio con relativa discesa: pioveva, quindi il terreno era fangoso e le scarpe non erano adatte per affrontare in maniera ottimale il percorso.

Possono capitare imprevisti e difficoltà lungo un percorso lunghissimo e durissimo anche a dovuto sia all’altimetria che alle condizioni atmosferiche avverse, ma si può fare tutto se c’è una motivazione solida e l’aiuto e il sostegno di familiari e amici esperti.
Quali sono stati gli allenamenti più importanti?
Gli allenamenti importanti sono state le gare a cui ho partecipato durante l’estate, tra cui 14 maratone in 14 giorni (consecutivi).

Non si inventa nulla e non si improvvisa nulla, per raggiungere risultati prestigiosi bisogna allenarsi seriamente e costantemente, cercando di simulare la grandissima fatica da fare e quindi tanti chilometri il più possibile concentrati in pochi giorni con pochi recuperi.

Cosa cambia ora?
Ora continuerò col mio percorso da runner “curiosa”.
Cosa pensano familiari e amici di questa gara lunghissima? 
Familiari e amici apprezzano ciò che faccio, anche se pensano che sia un po’ fuori “dal comune”.
Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara durissima?
Questa gara è stata dura, ma non più di altre affrontate, esempio Ultra Milano Sanremo e 100miglia con 6000D+: non erano da meno.
Hai sperimentato il limite in questa gara?
Adoro mettermi in gioco, arrivare a scoprire che posso riuscire a cavarmela in situazioni complesse, in gara come nella vita: l’ultramaratona aiuta a superare i propri limiti fisici e psicologici, necessari anche nella vita quotidiana.

La partecipazione a gare di ultramaratona considerate estreme è davvero una grande ricerca di sé stessi, spinge la curiosità di capire fino a dove si può spingere, come uscire dalle diverse situazioni di difficoltà durante il lungo percorso.

Un tuo messaggio per avvicinare donne alle ultramaratone?
Le donne dovrebbero approcciarsi a questa “disciplina” perché dimostrerebbero di non essere il “sesso debole”, non che basti questo per dimostrare ciò, ma sarebbe divertente scoprire come le donne si sentirebbero davvero a loro agio durante un’ultramaratona.  

Sempre più donne si approcciano alle ultramaratone dimostrando di essere capaci a portare a termine gare difficili e lunghissime e a volte arrivano al traguardo prima degli uomini.

Prossimi obiettivi?
Non ho obiettivi da realizzare a breve termine, vivo le gare “alla giornata”.
A chi ti sei ispirata in questa gara lunghissima?
Per affrontare questa gara ho chiesto informazioni e pareri a chi l’aveva già corsa; quindi, potrei dire di essermi ispirata a loro: Giulia, Francesco, Mirela…
Cosa hai rinunciato?
Non ho rinunciato a nulla, prima -durante-dopo la gara.
Che significato ha per te questa gara? 
Questa gara è un simbolo, definita un “sogno”, quindi il significato che posso darle è questo! 
Quali sono gli ingredienti del successo?
Gli ingredienti del successo sono: crederci, crederci, crederci! Tutto il resto viene da sé.

Dott. Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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