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giovedì 6 giugno 2013

Impressioni e sensazioni pre, durante e post ultramaratona di 100 km



La 100 km inizia con il decidere di fare tale impresa, con il credere di poterci riuscire, con il documentarsi su tali competizioni, con lo stilare un programma di massima che possa permettere di concludere tale gara, con il consultare diversi personaggi che hanno compiuto tale impresa, coj il rivolgersi ad un tecnico.

La 100 km non finisce all’arrivo ma con l’assicurarsi di essere integri all’arrivo e nei giorni successivi.
Nella preparazione della 100 km non bisogna tralasciare nessun dettaglio, è opportuno ascoltare i suggerimenti di coloro che hanno già sperimentato tale evento sia per ciò che concerne la gara che per quello che riguarda la preparazione.

Durante la preparazione è consigliabile svolgere le sedute di allenamento della durata prevista, così come è importante cercare di partecipare ad alcune gare di lunga distanza quali le 50 – 60 km.
E’ importante avvicinarsi alla gara continuando ad ascoltare i consigli di coloro che ci sono già passati, per quanto riguarda, per esempio, la giusta alimentazione nel periodo precedente la gara o il saggio recuipero pregara.
Importante è anche sapere a cosa si può andare incontro e come prevenire ciò, per esempio  disidratazione, ipotermia, ecc..
Durante la gara di 100 km è importante seguire un approccio volto all’attenzione, all’autoconsapevolezza, all’ascolto interno.

Questo approccio permette di giocare d’anticipo, essere attenti ai minimi segnali, essere consapevoli di quello che ti sta succedendo, ascoltare le proprie sensazioni, permette di correre subito ai ripari, di aggiustare il tiro, di prevenire il peggio.
In una gara lunga 100 km, la cui durata massima prevista è di venti ore è importante valutare attentamente se la propria andatura può essere un po’ più veloce di quella di cui ci si può permettere e, quindi, compromettere l’esito della gara. Importante è l’attenzione all’abbigliamento più adatto in modo da non rischiare, per esempio, un’eventuale ipotermia. Importante è prevedere l’uso della torcia adeguata se si prevede di correre nelle ore notturne o comunque per tratti bui.
Per tutti questi motivi, quindi, è consigliabile giocare  d’anticipo e non sottovalutare il minimo dettaglio, perfino l’eventualità di rischiare di non trovare la propria borsa con il cambio al punto previsto.
La gara inizia quando si considera di voler e poter raggiungere un certo obiettivo.

Per quanto mi riguarda ho pensato di voler correre una 100 km durante un corso di 10 giorni di meditazione Vipassana, ed in seguito ascoltando consigli di vari personaggi ho concretizzato di poter compiere tale impresa con un approccio esperenziale volto non alla competizione ma all’esperienza, all’osservaizone del percorso, alla curiosità, alla conoscenza personale e degli altri.
Tutto è iniziato durante un corso di 10 giorni di Meditazione Vipassana, come insegnata da S. N. Goenka nella tradizione di Sayagyi U Ba Khin, che consiste nel rispettare dei precetti e di seguire le indicazioni di un maestro. Tra le indicazioni vi sono l’ascoltare il respiro e le sensazioni corpore senza giudicare, senza reagire, senza bramosia.

Considerato che l’obiettivo è fattibile si passa all’azione e cioè si stila un programma di massima che ti possa permettere di raggiungere l’obiettivo stabilito.

E’ importantante anche stabilire degli obiettivi intermedi che, per quanto riguarda il percorrere una competizione di 100 km, potrebbero essere partecipazioni a maratone e ultramaratone ed allenamenti prolungati di diverse ore.

Diventano importanti non gli obiettivi intermedi ma quello finale.

Sono importanti anche il periodo precedente la grande meta, e considerare di focalizzarsi il più possibile per l’obiettivo stabilito mettendo da parte
eventuali distrazioni o altri fattori che potrebbero compromettere la riuscita.

Pertanto le due settimane precedenti la partenza della 100 km ho ritenuto opportuno sospendere gli allenamenti di Capoeira, ho cercato di recuperare più energie possibili sospendendo  le uscite di allenamendo correndo un paio di volte negli ultimi 10 giorni, ho cercato di riposare il più possibile e fare scorte soprattutto di carboidrati.

Il giorno precedente la gara ho pranzato con riso basmati, tofu e seitan, la sera ricco piatto di pasta, la mattina della gara con partenza alle 15 ho pranzato alle 11.30 con 2 etti di pasta.

Alla partenza pioveva, alcuni sono partiti con ombrelli, la maggior parte con impermeabili, le condizioni atmosferiche non ci erano favorevoli, sono partito cauto passando al 10° km in 1h15’ e al 20°km in 2h20’, dopo il 30° ho proseguito aumentando un po’ l’andatura, facevo soste ad ogni ristoro sorseggiando preferibilmente tè caldo e stuzzicando uvetta o biscotto, la salita mi piaceva e cercavo di alernare corsa alla camminata, a metà gara in cima al passo della colla dopo essermi cambiato ho preso del caffè caldo ed ho avuto brividi di freddo, ho ripreso a correre in discesa un po’ preoccupato ed ogni tanto mi succedeva di risentire i brividi di freddo quando alternavo un po’ di camminata alla corsa, anche perché quando mancavano ancora 40 km sentivo un po’ di dolore alle dita del piede destro ed ero un po’ preoccupato perché c’era ancora tanta strada da fare, ma un po’ di autoipnosi mi ha aiutato, mi suggerivo di sentire i piedi caldi e freddi, leggeri e pesanti, usando la tecnica della confusione mi distraevo e anestetizzavo i dolori, mentre con la meditazione vipassana mi dicevo che tutto passa, che non dovevo reagire alla sensazione di dolore, potevo solo ascoltarla senza giudicare, insomma è andata.

Quello che mi aiutava ad andare avanti era il non pensare a tutti i 100 km da percorrere ma di godere delle bellezze naturali, dei panorami, di pensare a pochi km per volta, del raggiungimento di un ristoro alla volta, di 5 km alla volta, dei traguardi intermedi.

Emozionanti sono stati il passaggio a Borgo San Lorenzo, molto particolare, inoltre in cima al passo della Colla ed anche la meta del 65°km, l’arrivare a Marradi mi ha aiutato in quanto è la località dove si tengono i corsi di Meditazione Vipassana.

Superato il passo della colla mi dicevo che il grosso è passato, metà gara più impengativa era passata, ma comunque non bisognava sottovalutre tutto il resto della gara e perfino gli ultimi chilomentri, quando mancavano 20 km mi sembrava di essere quasi arrivato ed al 85° km ho deciso di usufruire di un massaggio, non avevo fretta di arrivare ma voglia di arrivare bene ed infatti quando mancavano 10km ha ripreso a piovere e camminare era controindicato, si prendeva acqua e freddo e usando il mio approccio O.R.A.: Obiettivi, Risorse ed autoefficacia ho pensato che per raggiungere l’Obiettivo prefissato dovevo utilizzare tutte le Risorse restanti a disposizione e far leva sull’Autoefficacia, così ho pensato alla precedente maratona di Padova dove ho corso gli ultimi 7 km ad una velocità elevata e così mi sono venute fuori delle energie insospettabili che mi hanno permesso di fare l’ultima frazione più veloce delle precedenti arrivando al traguardo in velocità.

Le note positive è l’aver approfittato ad incontrare alcuni amici e parenti prima durante e dopo la gara che mi hanno invitato, accolto, ospitato.
Ho trovato positivo il percorso, le salite, i tornanti, le bellezze naturali, di negativo c’è stato il traffico, lo smog, la pericolosità relativa alla corsa su stra poco illuminata.
Aspetti negativi sono stati le macchine lungo il percorso sia per lo smog che per la pericolosità soprattutto nelle ore notturne a bassa visibilità e con la pioggia, in quanto si correva ai margini della strada facendo attenzione da una parte a non essere investiti e dall’altra a dove mettevi i piedi.

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