giovedì 20 settembre 2018

Tante gare, tanti obiettivi, tante mete nella mente degli ultrarunner


A volte lo sport diventa una terapia, aiuta a passare momenti brutti, aiuta a stare da soli ma anche ad uscire dalla solitudine, aiuta a far parte di un gruppo, di una categoria di atleti, aiuta a prendersi cura di se stessi sia fisicamente che mentalmente, aiuta a scaricare rabbia e tensione.

Nel tempo se il fisico può avere dei ripensamenti, l’esperienza un po’ riesce a compensare soprattutto negli sport di endurance dove non è sufficiente avere muscoli ma anche forza mentale che faccia risparmiare energia con serenità e positvità. Giorgio Calcaterra: Lascio il mondiale 2018, un mondiale bello dove avrei voluto arrivare in condizioni migliori ma che comunque non mi ha deluso.

Roberto Isolda, ultrarunner: Il 22 settembre sarò a Verona alla Lupatotissima

Coltivo nuovi progetti costruttivi in ottica di migliorare la prestazione sulla 100k

Lo sport a volte diventa un grande orto da coltivare oltre all’orto familiare e lavorativo, per esempio, lo sport diventa un orto individuale per esprimersi al meglio, per sperimentarsi, per coltivare benessere ma anche performance. Di seguito Roberto, della Bergamo Stars Atletica  racconta un po’ del suo orto rispondendo ad alcune mie domande: Ciao Rob, cosa combini ora?Ciao Matteo! Coltivo nuovi progetti costruttivi in ottica di migliorare la prestazione sulla 100k.”

Coltivare la passione della 100km significa dedicarsi a un grande orto che abbisogna di cura e allenamenti costanti e continuativi di lunga durata e intensi dal punto di vista qualitativo, ma se c’è passione, intenzione, motivazione, obiettivi chiari, difficili, sfidanti ma raggiungibili si può fare tutto, tutto pesa di meno.

Hermann Achmueller, 100km: Dopo questo mondiale mi sento arricchito d'esperienza

Matteo SIMONE

L’8 settembre 2018 si è disputato, a Sveti Martin na Muri in Croazia, il Campionato Mondiale della 100 km di corsa su strada vinto dal giapponese Hideaki Yamauchi in 6h28’05” davanti al connazionale Takehiko Gyoba 6h32’51” e al sudafricano Bongmusa Mthembu 6h33’47”.
(Foto di Sandro Marconi “Scrotofoto”)

mercoledì 19 settembre 2018

Cosa c’è dietro la fatica? La ciclicità dell'esperienza

Lo sport rende felici nonostante la fatica
Matteo SIMONE
http://www.psicologiadellosport.net

Cosa c’è dietro la fatica? Lo sport rende felici nonostante la fatica; lo sport per approfondire la conoscenza di se stessi e dell'altro; sport per comprendere la ciclicità dell'esperienza; sport per elargire e per ricevere daje! Che fanno tanto bene per attivarsi, per partire e ripartire.
Importante il fattore mentale anche nello sport per cambiare stile di vita, per un maggior benessere, per una miglior performance, per i vari passaggi e cambiamenti, per gestire infortuni, crisi e sconfitte; per gestire stress e ansia; per fare rete con altre figure professionali; tanti metodi, strumenti e attrezzi del mestiere; dal gol setting all'immaging; gestire il fine carriera; il passaggio al professionismo; pressioni da parte di familiari, allenatori, dirigenti.

La “Sbarra & I Grilli” alla 12x1h: primi gli uomini, seconde le donne

Team Purple 2^ squadra femminile con 149.519 e Team Black Primi Assoluti con 177.090

Presso le Terme di Caracalla ha avuto luogo il 17/09/2011 la 16^ edizione della 12x1h, organizzata dall’ACSI Comitato Provinciale Roma.
La squadra vincitrice è “La Sbarra & I Grilli Team Black”, per la prima volta e per appena 141 metri totalizzando metri 177.090 alla media di 4'03''94 al km, al secondo posto si classifica la squadra “G.S. Bancari Romani A” con metri 176.949 media 4'04''13, terzo posto “ASD Podistica Aprilia” con 168.418 metri alla media di 4'16''50, quarto posto “ASD Vitamina Running  Team” con metri 168.043 media al km 4'17''07, quinto posto “Podistica Tor Tre Teste” metri 166.944 media al km 4'18''76, sesto posto “Podistica Solidarietà Top Man” metri 166.556 media la km 4'19''37, settimo posto “La Sbarra & I Grilli Team Orange” metri 156.721 media la km 4'35''64.

Cosa c'è dietro una bici? Passione, incontri, salite e fatica

Matteo SIMONE
http://www.psicologiadellosport.net

Cosa c'è dietro una bici? Tanta passione, allenamenti, incontri, salite e fatica, aggregazione, selfie e caffè, tanti chilometri di curve, tante decisioni, equilibrio, presenza, attenzione, focalizzazione. Squadre, gruppi, associazioni, camere d'aria, banane e barrette.
Daje con la bici! Per assaporare la ciclicità dello Sport come nella vita, fatta di partenze e arrivi, incontri e congedi, attivazione e rilassamento, tensione e relax, salite e discese, chiusure e aperture. Importante è essere sempre pronti e sviluppare tanta consapevolezza, fidarsi di se stessi e di qualcun altro e sviluppare tanta resilienza.

martedì 18 settembre 2018

Cosa c'è dietro un record del mondo?

Il 16 settembre 2018 record mondiali: maratona e decathlon
Matteo SIMONE
http://www.psicologiadellosport.net

Il 16 settembre 2018 ci sono stati due record mondiali nell'atletica mondiale: maratona e decathlon.
Eliud Kipchoge ha vinto la Maratona di Berlino in 02h1’39” stabilendo il nuovo record mondiale all’età di quasi 34 anni, rafforzando sempre di più la supremazia sulla disciplina della maratona avendo già conseguito il titolo di campione olimpico a Rio de Janeiro nel 2016 ed avendo vinto tre volte la Maratona di Londra. Possiamo dire che ora è il suo momento, non ce n’è per nessuno. Il primato precedente di 2h2’57” era di Dennis Kimetto sempre a Berlino 4 anni fa.

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