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giovedì 14 maggio 2015

Focalizzarsi sull'obiettivo mondiale Ultratrail

Su richiesta di Enrico Vedilei, che è dell'idea che mai come in questo momento ci sia bisogno di psicologi sportivi, ho preso parte al raduno premondiale della Nazionale di Ultratrail.
Intanto ringrazio Enrico ed anche Stefano Sciavaroli e il Direttivo IUTA per avermi dato la possibilità per avermi imbarcato in questa avventura mondiale e per avermi offerto questa possibilità di collaborazione che sembra essere molto efficace per il benessere degli atleti, della squadra e quindi dello Staff.
Per quanto riguarda il mio operato e le mie considerazione c’è stata innanzitutto un entrare nel mondo Ultratrail per conoscerlo e poter far qualcosa o dare suggerimenti di strategie o metodi di comunicazione o intervento più funzionali o più efficaci.
La mia esperienza del raduno è stata positiva, in quanto mi ha permesso di approfondire la conoscenza dello stesso Enrico, dello Staff e di alcuni di atleti.
Quello che ho potuto notare è il collante della squadra composto dalla passione che ognuno ha per questa disciplina sportiva che è anche uno stile di vita.
Per quanto riguarda Enrico nel corso delle due giornata ho notato un lieve cambiamento verso un maggior benessere, infatti da quando ci siamo incontrati ho potuto notare una sorta di stress elevato come se tutte le responsabilità, tutte le problematiche ricadessero su di lui e in quel particolare momento sembrava che le cose fossero irrisolvibili o comunque difficilissime da gestire o risolvere.
Nel corso dei due giorni l’ho visto più sereno, come se il carico fosse stato un po distribuito tra i suoi collaboratori, era come mollare un po le redini e fidarsi che assieme è meglio, è meno faticoso, è più gestibile.
Importanti sono le diverse figure dello staff che permettono di avere più sicurezza, ognuno per la loro parte può apportare un contributo, che può essere di natura logistica, medica, psicologica e altro.
Inoltre ho notato lo spirito di gruppo che si veniva a creare e, soprattutto, l’orgoglio con cui i vari atleti manifestavano di far parte della Nazionale, quindi una sorta di ringraziamento solenne a chi ha permesso loro di essere lì.
Mi sono sentito a mio agio un po con tutti che mi hanno permesso di fare il mio lavoro tranquillamente, innanzitutto prendendo in considerazione e considerando l’importanza della figura dello psicologo dello sport che non è un semplice motivatore ma un professionista esperto nel campo dello sport che utilizza approcci, metodi e tecniche diverse in base al contesto, alle circostanze, alle persone, al gruppo, al momento particolare.
Apprezzabile l'impegno da parte di tutti nel fare bene e nell'essere presenti, degno di nota anche la partecipazione all'alllenamento collettivo da parte di tutti compresi componenti dello Staff e accompagnatori ognuno con le proprie modalità e tempi.
Quello che è emerso è la voglia di far bene e di star bene da parte di tutti sia individualmente che di squadra con il sostegno di ogni componente del gruppo che sia atleta, staff, accompagnatore.
L'esperienza mondiale è qualcosa di unico e indossare una maglia nazionale, in effetti, non è da tutti non si tratta di mostrare solamente capacità fisiche ma anche qualità umani, dell'essere persona rispettosa, umile e quindi è importante in questa esperienza non solo il corpo fisico ma anche la parte mentale ed il cuore nel fare le cose e nello stare con gli altri per formare un gruppo unito, coeso, che vuol far bene.
Ho avuto modo nel corso del raduno di approfondire la conoscenza con alcuni ed utilizzare strumenti di psicologia dello sport e di psicoterapia per fare piccoli lavori volti all’incremento dell’autoconsapevolezza, dell’autoefficacia ed all’intravedere margini di superamento di crisi momentanee o durature facendo leva anche sulle proprie risorse, qualità, capacità, caratteristiche personali.
Con queste persone si è riusciti ad istaturare un clima di fiducia e di affidamento fondamentale per l’alleanza terapeutica in entrambi gli interventi.
E’ stato come allegerire un pochetto la zavorra per entrambi gli atleti, ma la cosa più importante è che loro sanno ora che se vogliono questo lo possono fare da soli o facendosi aiutare.
Inoltre è stato importante, anche il colloquio con i pochi atleti assieme a Enrico e Stefano, ritengo questa una buona modalità con diversi scopi, il primo è quello di far comprendere all’atleta che la Federazione ci tiene a lui, al suo benessere a 360°, si interessa a lui, alle sue esigenze; inoltre serve anche a fare una sorta di valutazione delle attitudini, delle potenziallità, ad intravedere eventuali criticità.
Rispetto ai pochi colloqui è emerso che gli atleti ci tengono a far bene sia individualmente che con la squadra e si comportanto proprio da atleti professionisti di alto livello, non vogliono arrivare stanchi alla gara, vogliono curare tutti gli aspetti del pre gara quali sistemazione logistica, alimentazione.
Ho notato negli atleti voglia di fare bene, di non trascurare niente, nessuno aspetto che potrebbe inficiare la riuscita della gara, quindi l'attenzione al pregara, al percorso.
Ora i giochi sono fatti, c'è la convocazione, c'è la maglia da indossare, c'è una data del mondiale, un percorso da percorrere fino al mondiale.
Importante ora è focalizzarsi sull'obiettivo con attenzione, concentrazione ed ognuno con l'esperienza che ha sa come focalizzarsi su questo grande impegno, sa che si tratta di un periodo di tempo dove c'è la priorità mondiale.
Importante che ognuno sia una risorsa per l'altro, i veterani più esperti sapranno consigliare gli altri, saranno più sereni, più fermi, più sicuri, le new enrty porteranno nuova linfa nel gruppo con la voglia di inserirsi gradualmente ed iniziare a fare esperienza.
Sarebbe importante l’attenzione maggiore verso i nuovi entrati ed una sorta di affidamento ai più esperti che diventerebbero una sorta di tutor, in modo da facilitare il loro ingresso nella squadra e monitorandoli a distanza sentendosi tra di loro.
Importante ora è focalizzarsi sull'obiettivo con attenzione, concentrazione ed ognuno, con l'esperienza che ha, sa come focalizzarsi su questo grande impegno, sa che si tratta di un periodo di tempo dove c'è la priorità mondiale.
Importante che ognuno sia una risorsa per l'altro, i veterani più esperti sapranno consigliare gli altri, saranno più sereni, più fermi, più sicuri, le new enrty porteranno nuova linfa nel gruppo con la voglia di inserirsi gradualmente ed iniziare a fare esperienza.
In conclusione queste sono le considerazioni, i suggerimenti, le strategie utilizzate e consigliate per il benessere e la best performance degli atleti, dello staff e dell’intero Team, certo non è facile coordinare, dirigere atleti ultratrail che hanno e vogliono avere uno spirito libero, avventuriero. Avrei tanto da dire sugli aspetti mentali, strategie, sull'autoefficacia, resilienza.
Grazie ancora per l’opportunità avuta.
Libri sulla psicologia dello sport e del benessere reperibili presso Frizzi e Lazzi, negozio di “Scarpe running e non solo” sito in Corso Manfredi 303, Manfredonia oppure a Roma presso Planet Sport Running, viale Spartaco 60/66.

Matteo SIMONE
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
CONTATTI: 380.4337230 - 21163@tiscali.it

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