Dott. Matteo Simone
Francesco Bona vanta quattro belle prestazioni che considera le gare della sua vita:
mezza maratona di Belgrado,
terzo posto alle Universiadi,
titolo italiano di mezza di Cremona,
titolo
italiano allievi sui m. 2000 siepi. Di seguito si racconta.
Qual è stato il
tuo percorso per diventare atleta? “Ho praticamente sempre fatto atletica fin
da bambino, 6 anni. Facendo una attività ad alto
livello ho dovuto rinunciare ad altri sport che da giovane praticavo come hobby, esempio lo sci che mi piacerebbe ripraticare.”
Hai dovuto scegliere nella tua vita di lasciare uno sport a
causa di una carriera scolastica o lavorativa? “No, o meglio, essendo l'atletica
il mio ‘lavoro’ ho dovuto rinunciare, esempio, allo sci.”
Che consiglio daresti a
coloro che devono fare scelte importanti nello sport? “Di praticare
lo sport che più gli piace e li gratifica. E' importante praticare sport ma
deve essere fatto trovando benessere sia fisico che mentale nel farlo.”
Quale alimentazione segui prima, durante e
dopo una gara? Usi farmaci, integratori?
“Alimentazione equilibrata sempre, evitando eccessi prima della gara o come si
è abituati nelle fasi dell'allenamento. Uso
integratori salini e amminoacidi per integrare gli sforzi derivanti
dall'attività. Farmaci solo in momenti di
malattie.”
Nello sport chi ha
contribuito al tuo benessere e/o performance? “In primis me stesso poi allenatore e medico
sportivo.”
La gara della tua vita, dove hai dato il meglio di te o hai sperimentato le emozioni più belle? “Mezza maratona di Belgrado, terzo posto
alle Universiadi; titolo italiano di mezza di Cremona e titolo italiano allievi
sui m. 2000 siepi.”
L'11 luglio 2009 Francesco si è classificato al terzo posto alla XXV Universiade di Belgrado correndo la mezza maratona in 1h04'35", preceduto dal giapponese Tomoya Onishi 1h04'30" e dal vincitore, il cinese Zhao Ran 1h04'28".
Il 16 ottobre 2011Francesco vinse il titolo italiano di mezza maratona correndo a Cremona in 1h03’52”, classificandosi in ottava posizione e precedendo Migidio Bourifa 1h03’58 e Domenico Ricatti 1h04’07".
Il vincitore assoluto fu il keniano Eric Kipkemei Chirchir 1h02’17", precedendo il connazionale Mark Bett Kipkinyor 1h02’21" e il ruandese Jean Baptiste Simukeka1h02’24". Tra le donne il titolo italiano è andato a Nadia Ejjafini 1h08’27", precedendo Valeria Straneo 1h09’42" e Fatna Maraoui 1h10’07".
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? “Essendo una vita che
pratico sport ed essendo per me un lavoro la mia vita è basata sullo sport
quindi è incentrata su quello. A livello familiare sono sacrifici, ma ho
l'appoggio della mia famiglia. Gli amici mi ammirano.”
Quali capacità, risorse, caratteristiche, qualità hai
dimostrato di possedere? “La maggior parte sono doti naturali che madre natura
ci ha dato e con la testa riesci a gestirle nel modo corretto.”
Che significa per te partecipare a una gara? Hai sperimentato
il limite nelle tue gare? “In quasi tutte le gare si cerca il
limite. La gara è l'obbiettivo e l'espletamento di tutto il lavoro fatto.”
Quali sono i tuoi pensieri? “Il cercar di raggiungere l'obiettivo e
migliorare se stessi.”
A cosa devi fare attenzione nella tua disciplina? Quali condizioni fisiche ti
hanno indotto a non concludere la gara? “Dosare le energie nel giusto modo. Se
non ci sono difficoltà fisiche il non concludere una gare dipende da una
condizione mentale in quanto non si riesce e raggiungere il risultato
prefissato.”
Cosa ti ha fatto
mollare o cosa ti fa continuare a fare sport? Come hai superato eventuali
crisi, sconfitte, infortuni? “Per
ora continuo ad essere atleta anche dopo alcuni interventi chirurgici. Le
sconfitte nello sport ci sono ma la passione per lo stesso ti spingono a
continuare.”
Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli a uno sport di fatica e impegno? “Lo sport
fa bene e quando inizi poi a praticarlo con l'approccio giusto e con la
compagnia giusta ti dona tante soddisfazioni.”
Un messaggio per sconsigliare l’uso del
doping? “In primis che chi lo pratica è un truffatore e cerca scorciatoie per
raggiungere un qualcosa con irregolarità e con minor sforzo e che probabilmente
potrebbe far male alla salute”
Per quali aspetti e in quali fasi dell’attività sportiva, ritieni utile lo psicologo nello sport? “A volte sì, ti aiuta nei
periodi di più difficoltà e a trovar più serenità.”
Se potessi tornare indietro cosa faresti o non faresti? “Chiunque
commette degli errori. Sicuramente ne ho fatti anche io. A volte scelte
sbagliate o azzardate per la giovane età hanno cambiato il corso della carriera
sportiva. A posteriori nessuno può dirci se con scelte differenti la propria
carriera agonistica e di riflesso la propria vita sarebbe stata migliore o
peggiore.”
Sogni realizzati e da realizzare?
“Sogni realizzati tanti perché fare sport ad alto livello ti gratifica. Da
realizzare potrebbe essere l'Olimpiade ma per ora rimane un sogno.”
Un'intervista a Francesco Bona è riportata nel libro "Maratoneti e
ultrarunner" edito da Edizioni Psiconline.
Dott. Matteo Simone





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