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mercoledì 8 novembre 2017

Franco Draicchio, runner: Siamo noi che dobbiamo far sì che i sogni si avverino


Il mondo degli ultrarunner fa sperimentare fatica ma anche sensazioni emozionanti e sorprendenti insieme a tanta gente. Frequentare gli ultrarunner mi ha già permesso di scrivere alcuni libri e ne sto scrivendo altri.

E’ passato un po’ di tempo dall’intervista che feci a un ultrarunner, ora anche organizzatore di una bella gara di 6 ore che non ho potuto ancora riuscire a correre ma almeno cerco di pubblicizzarla scrivendo su Franco e la sua gara.
Ti puoi definire ultramaratoneta?Credo di sì ormai alla soglia delle 111 maratone ed ultra.”
Cosa significa per te essere ultramaratoneta?Per me essere ultramaratoneta non è solo percorrere una distanza superiore alla maratona ma riuscire a pensare di correre visto i miei 100 kg.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta?Sono partito correndo nel quartiere dove abitavo ma sentivo da subito il richiamo della maratona.”

Anche Franco è stato rapito dalla corsa, in particolare la maratona l’ha sequestrato e non se ne è più liberato, chilometri e chilometri di corsa, ora organizza lui una sei ore di corsa.
Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?Riuscire a staccare la spina dalla routine quotidiana, incontrare amici, conoscere posti nuovi.”

Ora, attraverso la sua gara che organizza è lui che permette a tanti di conoscere la sua Serra dei Conti un borgo duecentesco molto pittoresco ed ospitale.
Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?Noooooooooooooooooooooooooooo.
Non togliete la corsa a Franco, oramai non se ne può più liberare.
Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?Si, nel 2012 ho subito un intervento chirurgico al piede sx, sono stato fermo per un anno ma è servito a far crescere la mia passione.

Più è l’astinenza e più aumenta la voglia di correre.
Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?No, corro per il semplice piacere, non mi spingo mai al limite delle mie possibilità.

Franco sempre solare e con il sorriso, non esiste fatica, la ultracorsa un puro divertimento.
Quali i meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?Si dice che l’appetito vien mangiando, forse i 10 km dopo un po’ non bastano più e cerchi la mezza che ti spinge verso la maratona che diventa una 6 ore, il passatore, ecc., ecc.
Franco diventa un buongustaio di corsa a partire dalla 10km man mano assaggia sempre distanze più lunghe fino a competizioni di 100km, una vera goduria.
Quale è stata la tua gara più estrema o più difficile?La 12 ore di Carapelle, un circuito di 355m ripetuto per 200 volte, dopo 10h30’ non ne potevo più e sono andato a casa.”
Quale è una gara estrema che ritieni non poterci mai riuscire a portarla a termine?Di quelle che conosco la 6 giorni, troppo lontana da me.”
Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?Ritengo che ognuno di noi abbia una soglia che ci permette di fare cose che per gli altri possono sembrare assurde, per alcuni è la maratona altri la 100 o la 24h o la sei giorni, l’importante è stare bene con se stessi dall’inizio alla fine.

Concordo con Franco, è importante scegliere quello che è bene per te.
Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?Se non esagero sono felici, ma se manco spesso di casa un po’ me lo fanno anche pesare, questo sinceramente mi rende felice è bello sapere che moglie e figli ti vogliono a casa con loro.”
Che significa per te partecipare a una gara estrema?Un obbiettivo da raggiungere.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?Di essere più forte di quanto pensassi, affronto meglio le difficoltà della vita di tutti i giorni.”

L’ultracorsa rafforza la persona, fa sentire più sicuri, i problemi quotidiani si affrontano con più serenità.
Come è cambiata la tua vita famigliare, lavorativa?A casa sono più presente di prima nonostante le trasferte domenicali, sul lavoro non è cambiato assolutamente niente.”
Se potessi tornare indietro cosa faresti o cosa non faresti?Sono uno che pensa tanto prima di fare una scelta, quindi rifarei tutto ciò che ho fatto.”
Usi farmaci, integratori? Per quale motivo?Non sono un buon cliente per le case farmaceutiche ed ho smesso anche di usare integratori.”
Ai fini del certificato per attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?Faccio annualmente la visita medica, inoltre essendo un assiduo donatore di sangue sono perennemente sotto controllo.”
Hai un sogno nel cassetto?Il mio sogno l’ho realizzato il 2015 ovvero organizzare una manifestazione podistica. Siamo noi che dobbiamo far sì che i sogni si avverino ecco perché per il 4 luglio ho organizzato la sei ore dei Conti a Serra dei Conti in provincia di Ancona.

Franco Draicchio aveva un sogno che ha trasformato in realtà, organizzare una sua gara ed ora sta preparando la quarta edizione della sua gara, un grande obiettivo, di seguito le sue impressioni.
Ciao Franco, pensieri, sensazioni, emozioni per la prossima 6 ore dei Conti?Con l’aiuto dei miei amici podisti della Valmisa stiamo cercando di promuovere la manifestazione in tutta Italia presenziando alle varie maratone e ultra maratone. Stiamo lavorando per offrire a chi viene a Serra de Conti una gara diversa dalle altre cercando di distinguerci dalle altre.
Cosa dicono gli atleti che hanno partecipato? Devo dire che i riscontri degli atleti che sono venuti alla Sei ore de conti sono tutti positivi ecco perché spesso sono loro stessi che promuovono la nostra manifestazione. Già dalla prima edizione abbiamo raccolto tutti i loro commenti che ci sono pervenuti e gli abbiamo inseriti sul nostro sito www.seioredeconti.it in una sezione che abbiamo chiamato DICONO DI NOI.”

Anche a me piacerebbe esserci, ho visto tante foto, tutte bellissime che descrivono un paese spettacolare e dai volti dei partecipanti sembra si possa respirare un buon clima.
Gelati, come mai?I gelati sono diventati il nostro segno di riconoscimento ormai. In fase di preparazione della prima edizione abbiamo pensato al ghiacciolo per rinfrescare i podisti dal caldo di luglio. Devo dire che la scelta è stata molto ma molto apprezzata.  Ma quando dici Sei ore de Conti non si pensa solo al gelato ma da non dimenticare anche le mozzarelline con pomodorini, le nostre magnifiche crostate le bibite fresche fino alla fine della manifestazione, il ristoro a base di pasta oltre al classico pasta party finale ma lo scorso anno abbiamo offerto ai podisti durante l’ultima ora di corsa spiedini di pesce fatti alla griglia al momento.”

Che dire! Tocca provare questa sei ore di corsa tra festa e fatica, tra amici e vicoletti di Serra dei conti, quando ci sono tutte queste attrazioni e coccole è difficile dire di no.
Hai pensato di invogliare anche atleti disabili a partecipare?Ho avuto l’onore di avere alla partenza LORIS CAPANNA. La sua scelta di venire a Serra de Conti mi ha fatto immensamente piacere ecco perché gli ho assegnato il pettorale n°1. Era il minimo che potessi fare.

E quindi ce n’è per tutti, le pensi per tutti, a ognuno il suo, bravo questo è lo sport che vogliamo a misura di tutti grandi e piccini con ogni modalità.
Prevedi anche una non competitiva o eventi collaterali culturali?No, non prevedo gare di contorno. Mi piace concentrare tutte le attenzioni su una sola manifestazione. A me non interessa avere migliaia di persone ma voglio dare il massimo a quelle centinaia che decidono di venire.”
Presenti la gara?La gara la presento ogni giorno sui social.”
Chi ti aiuta e come?Il lavoro di preparazione nell’arco dell’anno lo faccio prevalentemente io. Nella promozione mi aiutano i miei amici maratoneti, mentre il Presidente della Podistica Valmisa si occupa di curare i rapporti con le istituzioni. Il giorno della manifestazione per fortuna la podistica Valmisa in massa devo dire cerca di dare una mano. Devo dire che anche la Protezione Civile e la pro loco di Serra de Conti sono al nostro fianco. Anche il Comune e in modo particolare l’assessore allo sport Marco Silvi non ha mai fatto mancare il suo sostegno.”

Un’intera città al servizio dello sport per offrire agli atleti ospitalità e accoglienza, cercherò di venire, mi piacerebbe davvero. Tutti ne parlano bene, soprattutto Domenico Martino che al riguardo esprime le seguenti parole: “La tua gara Franco ha lasciato un bellissimo ricordo a tutti. Colgo l'occasione per ringraziare te come Organizzatore Amico Atleta e confermo l'iscrizione per la prossima edizione 2018. Non posso mancare a questa bellissima "Festa". Ho fatto tante gare dott. Matteo Simone, siamo tra Maratone e Ultra, il fascino di questo piccolo borgo mi ha lasciato tanti ricordi. Organizzazione eccellente curata nei minimi dettagli l'amicone Franco Draicchio, Omar Atzori e altri sui collaboratori hanno curato nei minimi dettagli questa bellissima manifestazione. Per 6 ore non mi sono sentito mai solo non ho sentito la fatica, pubblico caloroso, musica, ristoro impeccabile.....non serve andare oltre, posso solo dire venite a Serra de' Conti”.

Anche Roberta Varricchione è molto entusiasta, di seguito le sue parole: “Franco per me non poteva esserci inizio migliore, la sei ore de conti è stata una gara bellissima, organizzata in modo impeccabile, senza dubbi non mancherò alla prossima edizione 2018!”.

Franco è menzionato nel mio libro
Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, Edizioni Psiconline, Francavilla al Mare (CH), giugno 2019.
La Resilienza e l’Autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo.
Gli atleti sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita.
Si impara a valutare che per ogni problema c’è almeno una soluzione; tale soluzione ti porterà al traguardo finale, ti permetterà di superare gli imprevisti e tollerare le sofferenze.

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