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giovedì 22 marzo 2018

Nico Leonelli convocato per i Campionati Europei 2018 di 24 ore a Timisoara


La FIDAL ha convocato Nicola Leonelli (Bergamo Stars Atletica) per i prossimi Campionati Europei di 24 ore che si svolgeranno a Timisoara (Romania) il 26-27 maggio 2018. 

Gli altri atleti convocati sono: Enrico Maggiola (Podistica Fiamma Trieste), Fausto Parigi (Sanremo Runners), Paolo Rovera (ASD Dragonero).

Di seguito possiamo approfondire la conoscenza di Nico, Atleta Nazionale, attraverso risposte ad alcune mie domande.
Qual è stato il tuo percorso per diventare un ultramaratoneta? “Quando ero bambino sognavo spesso di arrivare ai paesi vicini a piedi. Per cui da adulto, quando ho iniziato a correre, il percorso per arrivare alle ultramaratone è stato abbastanza naturale e veloce.”

Mi è capitato di viaggiare in Marocco, Madagascar, Kenya e ho potuto constatare tanti bambini e ragazzi che raggiungevano a piedi i villaggi limitrofi per andare a scuola o lavorare nei campi o riempire taniche d’acqua. 
Nel caso di Nico Leonelli, il sogno inizia da bambino, la voglia di mettersi sulla strada e camminare, girovagare ad iniziare dai paesi vicini, una sorta di uscita dalla zona di comfort per scoprire quello che c’è fuori, quello che c’è in giro, in altri posti, in altri paesi, e sempre di più ha coltivato questa passione del camminare, dell’allontanarsi, di andare alla ricerca di altro, di nuovo, di diverso, per scoprire anche se stesso.
Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?Mi piace pensare che potrei attraversare paesi ed anche regioni, avendo come unico mezzo le gambe. Mi piacerebbe che questa capacità la mantenessi ancora per tanti altri anni.”
Hai mai pensato di smettere di essere ultramaratoneta?Ho pensato spesso di smettere con le gare, ma mai di non correre più lunghe distanze per conto mio.”
Cosa ti spinge a continuare ad essere ultramaratoneta?Il fatto che ci sono tanti altri traguardi da vivere ed assaporare.”
Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare?A ogni gara Ultra ho sempre creduto di aver raggiunto il limite per poi scoprire in seguito che quello non era il mio limite.
Quali meccanismi psicologici ritieni ti aiutano a partecipare a gare estreme?Non avere la reale consapevolezza di quello che starò per fare.
C’è una gara estremi che non faresti mai?Soffro il freddo in maniera patologica, per cui iscrivermi ad una gara in Alaska è l'ultimo dei miei desideri.
Cosa ti spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici?Credo che sia una cosa innata nell'uomo. Se l'uomo non avesse questa tendenza, la scienza non sarebbe arrivata a questo livello e noi ora non avevamo neppure il Garmin.”
Cosa pensano i tuoi famigliari ed amici della tua partecipazione a gare estreme?C'è chi ammira e chi ne deride...è normale!
Che significa per te partecipare ad una gara estrema?Non c'è un sempre un unico significato. A volte c' è la predominante agonistica ed altre volte c'è la curiosità di una nuova esperienza.”
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?Ho scoperto che se qualcosa nella mia vita non va come vorrei, è solo perché non ci ho messo la giusta forza e determinazione.”
Ai fini del certificato per idoneità attività agonistica, fai indagini più accurate? Quali?Fortunatamente stanno nascendo centri medici sportivi che per rilasciare il certificato agonistico, non si limitano solo a farti salire sulla cyclette, ma approfondiscono con ecografie ed analisi specifiche.”
Hai un sogno nel cassetto? Certamente, quello che si ha da bambino e cioè fare un mondiale.”

Nico ha coronato il suo sogno lo scorso anno 2017 partecipando ai mondiali di 24 ore in Belfast, di eseguito le sue impressioni post mondiale.
Ciao Nico, che sapore ti ha lasciato questo mondiale? Ciao Matteo, alla vigilia ero un po’ preoccupato per non essere riuscito a fare tutto ciò che necessitava la partecipazione a questo importante evento. Mi sono allenato ed ho curato gli aspetti di contorno (quali alimentazione, fisioterapia e preparazione mentale) in maniera inferiore, rispetto alle gare precedenti, per cui il timore di non riuscire a reggere le 24 ore di corsa era abbastanza forte. E invece sin dall'inizio ho sentito le gambe girare bene e questa condizione l'ho tenuta per molte ore, tanto da fare il mio PB sui 100 km in 8 ore e 27.

Per partecipare a un mondiale e rappresentare la propria nazionale, non basta solo essere forte atleticamente, ma avere una personalità da campione, presentarsi all’evento mondiale con tutte le carte in regola, sia dal punto di vista fisico che mentale e anche relazionale, bisogna avere la consapevolezza di voler e poter fare una buona prestazione sia a livello individuale che di squadra, quindi bisogna curare tutti gli aspetti cha hanno a che fare con il benessere e la performance individuale e di squadra, pertanto sembra giustificato il timore di Nico di non riuscire a reggere le 24 ore di corsa. Ma in certe occasioni l’atleta si trasforma e sorprende anche se stesso.
Soddisfatto? Avuto problemi, criticità? A posteriori credo che il mio errore sia stato quello di essermi rilassato troppo nella seconda parte di gara, in quanto dopo aver fatto quasi 134 km in 12 ore, invece di continuare a mantenere la stessa condotta di gara tenuta fino a quel momento, in modo da raggiungere un risultato di rilievo, ho avuto una forma di appagamento per aver ormai allontanato lo spettro del "ritiro" e mentalmente non ero più predisposto all'eccessiva sofferenza. Al contrario degli ultimi Europei con la nazionale, in cui non volevo mai fermarmi ed i dottori mi obbligarono a farlo, per indossare un abbigliamento più pesante per le ore notturne, questa volta io stesso ho deciso per il cambio di abiti e mentre gli assistenti mi vestivano, io ne ho approfittato per mangiare 2 piatti di brodo con patate ed un paio di barrette, per uno stop totale di 7-8 minuti.

Senza se e senza ma, credo sia andata benissimo così come è andata, una prestazione pregevole con tutto lo spirito di un ultrarunner che non si risparmia che vuole dare il massimo per se stesso e per la squadra, che torna a casa sfinito ma soddisfatto.
Hai conosciuto altri atleti di altre nazioni? Ho rincontrato molti atleti che avevo conosciuto agli Europei di Albi ed alla Spartathlon di Atene. Con quasi tutti gli atleti di questa specialità, c'è sempre tanta cordialità e disponibilità, non comune ad altri sport.”

Lo sport di endurance, degli ultrarunner è ricco di sorprese, di aneddoti, di persone sorprendenti e straordinarie, ci si incontra in gare impegnative e difficili, si torna a casa con nuove consapevolezze e con nuove direzioni, mete e obiettivi sfidanti da raggiungere.
Hai qualcosa in comune a Fausto o Paolo? Io, Fausto e Paolo, siamo caratterialmente differenti. Paolo vive la vigilia della gara con molta apprensione, sentendo molto il peso della maglia. Io e Fausto, invece (almeno questa volta) l'abbiamo vissuta in maniera molto più disincantata, avendo la consapevolezza che probabilmente sarebbe stata la chiusura di un ciclo.”
C'è ancora possibilità per te di altre convocazioni?Rappresentare l'Italia nel mondo è sicuramente un grande orgoglio e lo sarà per sempre, ma io generalmente partecipo a gare di lunga distanza con l'unico obiettivo di vivere una nuova esperienza e possibilmente di concluderla e quindi senza eccessivi stress mentali, al contrario invece delle Gare Internazionali per Nazioni, in cui la prestazione ed il risultato sportivo è ovviamente più importante di certi aspetti più romantici della corsa. Pertanto credo che a malincuore, Belfast rappresenti probabilmente la mia ultima presenza in Azzurro.”

Pareva appagato e soddisfatto Nico, ha trasformato in realtà il suo sogno da bambino di partecipare a un mondiale, ha sperimentato cosa significa indossare una maglia azzurra con tutti gli annessi e connessi, ci sono treni che bisogna prendere quando passano, ci sono momenti giusti, ma “mai dire mai”, sorprendentemente Nico indosserà ancora una volta la maglia azzurra.
Un’intervista a Nico è riportata nel libro “Il piacere di correre oltre (Il piacere di correre oltre dal punto di vista di uno psicologo dello sport)” di Matteo Simone. 
Editore: Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere. 
Data di Pubblicazione: novembre 2022. 

https://www.libreriauniversitaria.it/piacere-correre-oltre-piacere-correre/libro/9791259610171  Nico è menzionato nel libro “Maratoneti e
Ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, edito da Edizioni Psiconline.
 

http://www.ibs.it/libri/simone+matteo/libri+di+matteo+simone.html

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