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venerdì 27 aprile 2018

Organizzazione Mondiale della Sanità: Strategia per l’attività fisica 2016–2025

Matteo SIMONE

Le linee guida per godere di una buona salute riportate sul documento intitolato “Strategia per l'attività fisica OMS-2016-2020”, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), prevedono l’ Obiettivo di Promuovere l’attività fisica nelle strutture prescolastiche e scolastiche
Le scuole dovrebbero prevedere un numero adeguato di lezioni di educazione fisica, in linea con le indicazioni scientifiche in materia e sulla base delle buone pratiche adottate dagli Stati membri.
Le lezioni dovrebbero integrare una varietà di attività e capacità, dalle nozioni in materia di attività fisica alla pratica della mobilità e del movimento, del lavoro di squadra e degli aspetti competitivi dello sport, affinché tutti i bambini e gli adolescenti possano apprezzare l’attività fisica a prescindere dalle inclinazioni personali o dal livello di preparazione sportiva, traendone pieno vantaggio per la salute.
Un simile approccio dovrebbe anche permettere di sviluppare quelle capacità e propensioni positive necessarie affinché bambini e adolescenti possano adottare uno stile di vita fisicamente attivo e sviluppare capacità motorie essenziali. Per perseguire questo fine, gli Stati membri dovrebbero prevedere un approccio intersettoriale che veda i settori dell’istruzione, dello sport e della sanità concorrere alla definizione dei programmi scolastici in materia di educazione fisica
.”

Si inizia a praticare sport per scelta, per caso, invogliati dai genitori o dagli istruttori di educazione fisica, perché è necessaria una riabilitazione, si inizia perché si prova piacere a praticare un’attività sportiva, per il gusto di giocare e di divertirsi. Tanti i motivi per iniziare a fare sport, se poi lo sport ti cattura, allora è difficile resistere, diventa un pensiero quotidiano. A volte nasce la sfida, sono tante le persone che sperimentano la voglia di superare i propri limiti, di scoprire quanto valgono.
Tanti i motivi per iniziare a correre, lo spiega anche Mark Rowlands nel suo libro “Correre con il branco”: “Ognuno corre per motivi diversi: alcuni lo fanno perché ci provano gusto, altri per sentirsi bene, in forma, felici e persino vivi. Altri ancora corrono per stare in compagnia o per alleviare lo stress della vita quotidiana. Ci sono persone a cui piace saggiare la propria resistenza, i propri limiti.”

Un altro interessante obiettivo delle linee guida è Ridurre il traffico automobilistico e aumentare la viabilità a misura di pedoni e ciclisti: “I governi nazionali e gli amministratori locali dovrebbero promuovere il trasporto a propulsione umana e istituire una rete integrata di infrastrutture pedonali e ciclabili accessibili nonché adeguate al contesto geografico e culturale del proprio paese. Le misure dovrebbero comprendere gli interventi per rimuovere le barriere ai danni delle categorie svantaggiate. Andrebbero inoltre previste strategie per potenziare il trasporto pubblico e renderlo un’opzione più invitante (in termini di costi, affidabilità e sicurezza).

Molti sono intenzionati ad iniziare a praticare una forma di esercizio fisico per diversi motivi ma dall’intenzione al voler iniziare c’è tanta strada da fare, molti intenzionati non hanno ancora iniziato e non inizieranno mai seppur ne abbiano l’intenzione o la necessità. Come fare per iniziare? si può intraprendere un percorso di autoconsapevolezza che possa agevolare la progressione nei sotto elencati stadi teorizzati con il modello transteoretico Di Clemente e Prochaska.
Nella prima fase, chiamata precontemplativa, i soggetti non sono consapevoli o interessati alle conseguenze del proprio comportamento nocivo e quindi non esprimono alcuna intenzione di cambiare nell’immediato futuro. In questo caso sono inutili i suggerimenti degli amici, parenti, colleghi perché la persona che non vuol sentire non sente ma continua la sua vita con le sue modalità perché è lui che conduce il carro che conosce i suoi bisogni e non accetta intrusi, in questo caso è indicata una psicoeducazione e cioè un esperto che illustri alla persona la sua situazione in una maniera diversa dal comune, ad esempio con metafore, con paradossi, con visualizzazioni.
Nella fase contemplativa
le persone dichiarano di aver pensato di cambiare il comportamento ma senza assumersi ancora impegni precisi verso una modifica. Questa può essere una fase di stallo, la persona è consapevole del proprio disagio, ha deciso di porre rimedio ma non ha ancora iniziato. Qui c’è da lavorare con la persona per permetterle una spinta propulsiva verso il cambiamento. Si può chiedere alla persona innanzitutto di individuare inizialmente un giorno della settimana in cui può pensare di iniziare una determinata attività.
La fase di preparazione indica l’intenzione di agire nel futuro prossimo e la presenza di tentativi di cambiare il proprio comportamento in passato. Dopo aver deciso la giornata giusta e valutato i diversi dettagli, si può dire che si è a buon punto in quanto è tutto organizzato e stabilito e bisogna solo aspettare il giorno stabilito. La persona non vedrà l’ora di sperimentare quanto programmato.
La fase di azione è caratterizzata da processi di liberazione, di rivalutazione di sé, attraverso i quali il soggetto si convince di essere capace di cambiare e si impegna nel modificare il proprio comportamento per un certo periodo. Eccoci arrivati al giorno e all’ora stabilita, la persona è pronta all’azione, a partire e questo le permetterà di sentirsi capace di portare a termine un obiettivo, di sentirsi in grado di prendersi cura di se stesso, durante questa fase farà attenzione a quello che accade in quel momento, alle sue sensazioni, valuterà se è una cosa fattibile e da ripetere.
La persona raggiunge lo stadio del mantenimento quando l’azione si mantiene nel tempo.

Inoltre le linee guida per godere di una buona salute prevedono come obiettivo Fornire opportunità e consulenza in materia di attività fisica sui luoghi di lavoro: “Gli Stati membri dovrebbero valutare l’opportunità di introdurre misure adeguate per la promozione degli spostamenti attivi e dell’uso del trasporto pubblico per recarsi al lavoro. Queste potrebbero andare dagli interventi di natura regolamentare all’introduzione di linee guida o incentivi fiscali per le imprese che offrono ai propri dipendenti rastrelliere per le biciclette, spogliatoi, docce, e opzioni praticabili di trasporto pubblico.”

La fatica ti fa compagnia, è il tuo angelo, ti ricorda che stai vivendo proprio ora nel momento presente, che non stai sognando ma stai faticando felicemente passo dopo passo, metro dopo metro, la fatica non ti abbandona, è lì per te per darti coraggio.
Costruisci una meta, obiettivo, risultato iniziando a piccoli passi, con piccoli movimenti, sperimentando e iniziando a utilizzare risorse personali, man mano sentirai crescere la passione, l'entusiasmo e svilupperai più consapevolezza corporea e dei propri mezzi, avrai più fiducia di te e delle tue possibilità e potenzialità, lo sport incrementa autoefficacia, supererai momenti difficili fatti di demotivazione, infortuni, sconfitte ma riuscirai a essere più resiliente nello sport e nella vita, incontrerai persone, culture, mondi e condividerli gioie e fatiche.

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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