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lunedì 2 aprile 2018

Riccardo Borgialli: Non nascondo un po’ di emozione per l’esordio in Azzurro

Foto di Martina Valmassoi
In occasione del prossimo Campionato Mondiale di Trail Running 2018 che si disputerà a Penyagolosa (Spagna) il 12 maggio 2018, 85 Km (D+ 4000 mt), la FIDAL ha comunicato i seguenti nominati degli atleti selezionati: Riccardo Borgialli (Asd Bognanco), Stefano Fantuz (Ssr La Colfranculana), Andrea Macchi (Atl. Gavirate), Christian Pizzatti (TRM Team), Simone Wegher (Tornado), Marco Zanchi (Gs Marinelli Comeduno), Chiara Bertino (Asd Podistica Torino), Alessandra Boifava (Ultrabericus Team ASD), Lisa Borzani (Bergamo Stars Atletica), Lidia Mongelli (Atl. Correrepollino).

Di seguito, Riccardo racconta le sue impressioni prima prossimo grande appuntamento rispondendo ad alcune mie domande.
Foto di Martina Valmassoi
Quale ritieni sia la tua prossima gara importante? “Il mio prossimo grande appuntamento sarà il Campionato Mondiale di Ultra Trail, a Penyagolosa (Spagna), dove si correrà su un percorso di 85km e 5000m di dislivello positivo.

Una bella sfida, un grande giorno di fatica confrontandosi con atleti di tutto il mondo in una specialità durissima di testa e di fisico.
Ti senti pronto? Hai in programma allenamenti o gare test per valutare lo stato di forma?Sì, sono pronto e non nascondo un po’ di emozione per l’esordio in Azzurro. Negli ultimi 5 mesi mi sono allenato molto duramente, è stato un inverno caratterizzato dal freddo intenso, questa cosa penso mi abbia reso ancora più forte perché se riesci ad allenarti anche in queste condizioni, inevitabilmente, si fortifica mente e corpo in previsione di momenti più favorevoli.”

L’esordio in azzurro è veramente un giorno importante, la prima volta è sempre emozionate e l’attesa è ricca di fantasie, pensieri, preoccupazioni e tanto altro. Ma a tutto ciò si arriva pronti e preparati dopo periodi di intensi allenamenti e di risultati molto positivi, il riuscire in discipline che prevedono sport per ore continuative in condizioni atmosferiche e ambienti considerate quasi ostili per altitudine e terrenn sconnesso fortifica fisico e  mente, incrementa autoefficacia e resilienza.
Foto di Claudio Bellosta
Sensazioni, emozioni, pensieri prima, della prossima gara importante? “Ai mondiali chiaramente ci sarà il meglio del meglio che il Trail Running può offrire, c’è chi lo vivrebbe con un po’ d’ansia, io per mio modo di essere, la vivo come un’opportunità di crescita enorme; il confronto è qualcosa che mi stimola e mi fa dare quel qualcosa in più che si traduce poi in grandi prestazioni. E poi c’è l’onore e l’orgoglio di indossare la maglia Azzurra, quel sogno che coccolo fin da bambino e che ora non vedo il momento di godermi.

Parole belle e importanti che denotano la personalità di un atleta pronto per mettersi in gioco e confrontarsi con i più forti atleti del pianeta con la responsabilità di far bene individualmente e di squadra Italia.
Quali saranno le strategie di gara? “
Foto di Claudio Bellosta
Il pericolo in una gara del genere è quello di farsi trascinare dall’entusiasmo e seguire chi parte forte, io preferisco optare per una partenza apparentemente in sordina per poi aumentare il ritmo nel corso della gara e dare tutto nella parte finale
.”

E’ importante la conoscenza delle proprie caratteristiche, potenzialità, risorse e anche dei propri limiti per non rischiare di farsi prendere dall’entusiasmo e rischiare di bruciare energie utili fino alla fine della lunghissima competizione.
Foto di Claudio Bellosta
Ti consigli con un team? Famiglia, amici, figure professionali? “Certamente. Il mio allenatore Fulvio Massa mi segue da circa un anno e mezzo, grazie a lui sono arrivato al livello in cui mi trovo ora, saranno determinanti i suoi consigli su come affrontare l’evento, mentre a darmi la giusta carica ci penseranno i miei amici, la mia compagna e la mia famiglia.”

Un’intera squadra al servizio dell’atleta, una squadra composta da preparatori e fan, da consigli tecnici e suggerimenti a coccole e sostegno.
Utilizzi una preparazione mentale pre gara?Mi piace ripassare mentalmente il percorso, così una volta in cui mi troverò lì so esattamente come comportarmi. In particolar modo ai ristori, dove bisogna cercare di essere il più rapidi possibili e fare le cose giuste, senza dimenticarsi nulla. E poi, giustamente, un po’ di musica non guasta per caricarsi!”

Ognuno si conosce bene e sa come fare per arrivare pronto al momento della competizione per saper affrontare e gestire ogni momento prima, durante  e dopo il grande evento.
Foto di Claudio Bellosta
Hai un tuo idolo, modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno? “Nel corso delle mie esperienze in campo internazionale ho conosciuto diverse grandi personalità, da ognuna di loro ho appreso qualcosa per la mia crescita. Non mi ispiro ad una persona in particolare quanto più ad un movimento, quello del Trail Running puro, fatto di divertimento, allenamenti, gare e tanta amicizia.”

L’approccio in questo tipo di sport è importantissimo e quello di Riccardo sembra essere quello giusto, l’adesione a un movimento puro e libero a contatto con la natura e con persone socievoli che vogliono faticare senza barare ma per mettersi in gioco e sfidare se stessi e gli altri senza rischi.
Ricordi un’esperienza passata che ti dà fiducia nel riuscire nello sport o nella vita?
Ho conosciuto tante persone con storie molto più difficili della mia, ma sono contento di essermi guadagnato personalmente tutto ciò che sono. Io non ero un ultramaratoneta, non ho un background di corridore, ma sono convinto che la determinazione nella vita faccia la differenza, e così ho lottato, mi sono impegnato e ho conquistato ciò in cui credevo. Ogni giorno può essere una lezione nella nostra vita e non bisogna smettere mai di credere in quello che facciamo, vivere ogni momento intensamente, senza aspettare che le cose accadano, è questo il segreto.”

Una lezione per tutti, soprattutto per quelli che si avvicinano gradualmente un po’ per volta a questo mondo che può sembrare ostile e pericoloso ma con un giusto approccio e una preparazione adeguata può permettere una crescita personale, un arricchimento qualitativo di vita a contatto con sensazioni uniche aderendo a un mondo sportivo di fatica e di scoperta del territorio e di se stessi.
Foto di Claudio Bellosta
Una parola o una frase detta da qualcuno che ti aiuta ad affrontare la prossima gara? “Dopo la convocazione in nazionale ho ricevuto molti messaggi da parti di amici, conoscenti o anche semplicemente persone che mi hanno incontrato in uno dei loro viaggi. Quelli che mi hanno emozionato di più sono quelli dei miei amici Matteo e Riccardo che ricordavano tutti i sacrifici che facciamo per i nostri sogni, e che, prima o poi, vengono ripagati. La gente vede solo la tua prestazione domenicale, ma non sanno che dietro ci sono rinunce, sacrifici, momenti difficili…tutti per giocarsi una chance di gioia e emozione che però, effettivamente, ne fa valere la pena.

Ogni tanto è bello ricevere un ritorno, essere ripagati per tanti sforzi e a volte qualche sacrificio e rinuncia, i feedback positivi diventano importanti, un carburante più redditizio per andare sempre avanti con più forza e convinzione.
C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport?
Da un anno collaboro con Science In Sport, un'azienda inglese di integratori per lo sport. Mi aiutano nell’alimentazione in gare e allenamenti e mi trovo molto bene con loro. Non è facile alimentarsi sotto sforzo, ma i loro prodotti sono facilmente digeribili e questa è la cosa fondamentale. Per il resto cerco di fare una vita senza eccessi, è chiaro che alzando l’asticella delle prestazioni non ti puoi più permettere errori perché quello che ingerisci non è altro che il carburante per la prestazione.”

Ogni minimo dettaglio diventa importante per far bene e sempre meglio, per tutelarsi e restare sempre in forma nonostante sforzi e allenamenti intensi e faticosi. Allenamento fisico, mentale e nutrizionale da non trascurare per il benessere e la performance.
Quale aspetto del tuo carattere ti aiuta nell’affrontare gare importanti?Ho una testa dura, sono determinato e ho la capacità/incoscienza di non pormi limiti. Resilienza, se cado mi rialzo più forte.”

Bella storia, grande consapevolezza grazie all’esperienza attraverso lo sport che ti mette di fronte a situazioni difficili da affrontare e gestire senza fretta ma con pazienza e fiducia in sé.
Quali capacità, caratteristiche, qualità ti aiutano in gare importanti? Ho una buona capacità di recupero attivo, sarebbe a dire che anche in gara, riesco a recuperare tra una sezione e l’altra del percorso. Mi permette di concentrare lo sforzo nelle parti in cui sono più forte.”

Questo diventa importante, riuscire a ricavarsi dei micro recuperi ti permettono di rilanciarti sempre con coraggio e fiducia accogliendo brevi crisi senza timore di fallire.
Ritieni possa essere utile lo psicologo dello sport prima di una gara importante?In questo sport la testa conta tanto quanto l’allenamento. Superate le 3-4 ore di gara, cioè quando fisicamente si è più fragili, la testa fa la differenza, essere determinati e convinti di ciò che si sta facendo può spostare l’equilibrio tra il terminare la gara o meno; per questo motivo penso che avere un supporto di tipo psicologico prima di una grande appuntamento sarebbe una cosa altamente consigliabile.

Vero, risulta opportuno confrontarsi con persone che sappiano sostenerti senza pressioni, con moderazione e presenza silenziosa, in sport dove bisogna arrivare pronti e idonei sia fisicamente che mentalmente, il giorno del grande evento, per affrontare sabotatori interni gestendo tutti i momenti della gara, dal pregara ai vari momenti di eventuale difficoltà durante il percorso. Ciò richiede una lucidità mentale, una focalizzazione e centratura in quel giorno lontano da pensieri distraenti e intrusivi.
Grazie Riccardo anche per le foto inviatomi.
Riccardo Borgialli è menzionato nel mio libro “Maratoneti e Ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, Edizioni Psiconline.

Dott. Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR

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