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sabato 7 aprile 2018

Roberto Mastrotto vince la gara di 109,7 km dell’ultratrail d’Istria


La 100 Miglia dell'Istria è considerata la corsa ultra trail più grande e più difficile in Croazia. Dal 2016, la gara fa parte dell'Ultra-Trail World Tour (UTWT), il campionato mondiale della corsa ultra-trail. Un bel bottino per gli atleti Italiani, Francesca Canepa vince la 100 miglia, quasi 170 km e quasi 7.000 metri di dislivello positivo, tra gli uomini vince lo scozzese Paul Giblin mentre arriva in seconda posizione Luca Moro.
Nella gara minore di circa 110 km e più di 4.000 metri di dislivello positivo è Roberto Mastrotto che vince la gara con una bella gara in progressione e rimonta, precedendo lo slovacco Martin Halasz mentre al terzo posto ancora un atleta Italiano, Carlo Salvetti.

Approfondiamo la conoscenza di Roberto Mastrotto, Trail/Ultra trail runner – Vicenza Marathon, attraverso alcune risposte a un mio questionario di alcuni giorni fa: Come hai scelto il tuo sport? Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Ho iniziato a correre un po’ “per gioco” a metà 2014, principalmente per rimettermi un po’ in forma. Nel giro di 6 mesi ho perso circa una ventina di kg, semplicemente grazie al ritrovato metabolismo e senza rinuncia alcuna a tavola. Nel 2015 le prime gare, rigorosamente in autonomia e sempre con lo spirito di gioco e sfida personale, passando senza troppa remore dalla mezza maratona al mio primo Ultra Trail. A fine anno il debutto in Maratona sotto le tre ore, poca cosa certo ma al tempo un grande risultato personale tenendo conto del fatto che non conoscevo ancora il termine ripetuta. Dal 2016 ho quindi iniziato ad allenarmi in maniera più metodica ed ho cominciato a togliermi le prime vere soddisfazioni. Nel 2017 ho iniziato ad allungare ulteriormente le distanze ed è arrivata una inaspettata vittoria ad una 100km.”

Quali fattori o persone contribuiscono al tuo benessere o performance?Penso che un fattore determinante sia avere un buon equilibrio a livello famigliare e a livello lavorativo. Penso sia fondamentale la costanza e la metodica degli allenamenti, difficilmente raggiungibile senza la giusta stabilità. Inizialmente non nascondo che a casa in molti erano perplessi dopo il primo periodo di “trasformazione”, mia nonna più di una volta mi ha ripetuto “te ghe perso tutti i valori” (in rigoroso dialetto veneto), ora però sono i miei primi tifosi.”

Concordo, è importante trovare un sano equilibrio tra sfera personale famiglia e lavoro: Quali meccanismi psicologici contribuiscono al benessere o performance?La testa conta molto nello sport in generale, ed ancor più se parliamo di sport d’endurance. La testa aiuta a non mollare, tanto in gara quanto in allenamento, a spingere l’asticella sempre un po’ più in su. Ho trovato molte similitudini se devo essere sincero con l’approccio che ho impiegato durante gli anni di ingegneria.”

Tanta testa, impegno, passione e volontà ci vuole nello sport di endurance e a proposito di ingegneria bisogna essere molto resilienti come l’acciaio piegarsi e non spezzarsi, rialzarsi sempre cavalcando l’onda del cambiamento con le risorse disponibili al momento presente: Quali sensazioni sperimenti facendo sport (pre-gara, gara, post-gara)?La tensione del pre-gara è la parte più complessa da gestire, pianificarsi fisicamente e mentalmente tutte le tappe di gara e mantenere la calma non è mai banale. La gara è forse la parte più facile, lì in fondo basta solo correre, fare ciò per cui ci siam preparati e che ci fa stare bene. Il post gara è un grande momento di condivisione, lì ogni tensione o paura svanisce. Per assurdo anche la fatica provata in gara fino pochi istanti prima viene meno.”

C’è un mondo dietro lo sport e soprattutto dietro gare di trail ultra, sport di endurance dove bisogna essere pronti e preparati fisicamente e mentalmente il giorno della gara, dove tutti i dettagli diventano importanti e fondamentali, dall’attrezzatura e abbigliamento sportivo all’alimentazione: Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa  devi fare attenzione nel tuo sport?Due cose forse sono le più complesse da gestire, la testa e la pancia. Entrambe possono attentare alla buona riuscita di una gara in diversi momenti ed entrambe sono spesso legate alle famose crisi più o meno grandi con cui bisogna convivere durante 'il viaggio'.”

Vero, fatica e integrazione, due aspetti al pari di quello fisico, importante una preparazione oltre che fisica anche mentale e nutrizionale, provare tutto oltre agli allenamenti lunghi e ripetute, la nutrizione durante la gara, le visualizzazioni di se stessi durante il percorso, la percezione delle proprie sensazioni, obiettivi chiari, difficili, sfidanti ma raggiungibili, incrementare fiducia in sé e resilienza, superare gestendo situazioni e imprevisti.

Cosa ti fa continuare a fare sport?La ricerca del mio limite, che cerco di spingere sempre un po’ più in la. Nello sport come nella vita quando tengo ad una cosa mi ci butto a capofitto fino a che non ne esco pienamente appagato. Poi la corsa, soprattutto in natura, mi aiuta a stare meglio con me stesso e scaricare/riazzerare le tensioni della giornata.”

Si inizia per caso, e poi ci si vuol spostare sempre più in là, più in alto, sfidando se stessi e gli altri sempre un po’ di più, incontrando sempre più se stessi e gli altri, confrontandosi sempre più con se stessi e gli altri, apprendendo sempre più dalla vita attraverso lo sport che diventa una scuola di vita.

Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Correndoci su in primis (anche su molti infortuni minori, credo molto in questo approccio), la corsa è la miglior medicina per crisi, infortuni e sconfitte varie. E poi con il supporto di molte persone che mi vogliono bene, fondamentale.”

Quale può essere un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarsi allo sport?Non abbiate paura di provare, di fallire, di non essere all’altezza o peggio senza talento. L’allenamento batte certamente il talento se questo non viene allenato, quindi se ci credete a sufficienza potete raggiungere qualunque obiettivo.”

Provarci sempre, mettere da parte qualsiasi giudizio, stare insieme faticando e divertendosi, questa è la vita attraverso lo sport che vogliamo far passare.

C’è stato il rischio doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso?Assolutamente no, andrebbe contro la motivazione stessa che mi spinge ad allenarmi quotidianamente, sarei il primo ad essere ingannato. Non ne vale la pena, un anno di lavoro in più ma con le proprie gambe.”

Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare attività fisica?Ho ritrovato nuove energie e nuove motivazioni e punti di forza che mi  han migliorato anche fuori dalla sfera sportiva.”

Lo sport può trasformare e arricchire dentro: Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport?Non ho mai avuto occasione di confrontarmici, forse la figura più vicina a questa la vedo nel mio allenatore Dario Meneghini che considero più un fondamentale punto di confronto e di discussione nei momenti critici/di debolezza che non un mero riferimento tecnico sul lavoro da pianificare in allenamento.”

Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare?Purtroppo ho appena sfiorato di poco il mio sogno/obiettivo della maglia azzurra che riproverò ad inseguire ancor con più ardore il prossimo anno. Ora ho due importanti obiettivi: migliorare il mio crono alla Lavaredo Ultra Trail e poi affrontare nel migliore dei modi la mia prima 100 miglia all’Ultra Trail du Mont Blanc a fine Agosto, ci sarà da divertirsi! Ti ringrazio del questionario anche perché nel risponderti ho ripreso visione del cammino che mi ha portato fin qui e mi lascia con ancor più motivazioni per affrontare le prossime sfide.”

Importante è continuare a essere sereni e propositivi sempre con una progettualità sfidante, treni passano ma arrivano altri e bisogna farsi trovare pronti per poterli prendere.

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
CONTATTI: 380.4337230 - 21163@tiscali.it

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