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domenica 29 luglio 2018

Roberto Isolda: La gara della mia vita è l’Ultra Trail du Mont Blanc nel 2014

Matteo SIMONE  21163@tiscali.it 

Foto di Sandro Marconi (Scrotofoto)

L’8 settembre 2018 si sono disputati i Campionati Mondiali della 100 km su strada a Sveti Martin na Muri, in Croazia. 

Tra i criteri per la convocazione c’era il vincitore del titolo italiano conseguito il 2018 presso la 100 km di Seregno e atleti con prestazioni inferiori alle 7 ore e 15 minuti conseguite negli ultimi 24 mesi in manifestazioni ufficiali nazionali e internazionali sulla distanza di 100 Km.
Roberto Isolda della Bergamo Stars ASD ha corso la 100km di Seregno impiegando 7 ore 15 minuti e 1 secondo è non è nella lista dei convocati ai mondiali. 
Di seguito riporto alcune risposte di Isolda ad alcune mie domande che riguardano il mondiale.
Pensavi di essere convocato? Ti senti uno dei primi esclusi? In gara a Seregno hai gareggiato anche per la convocazione?Ciao, arrivo subito al dunque, vivo di concretezza quindi sapevo benissimo le criticità legate a una mia possibile convocazione: ho una curva di esperienza ancora acerba in questa disciplina. A un mondiale è necessaria solidità esperienziale, non basta corrersi 100 km con zainetto in spalla per le vie di Seregno.”

Grande consapevolezza e modestia da parte di Isolda, ma sembra chiaro che ci sia la voglia di mettersi subito all’opera per non perdere i prossimi treni e cioè impegnarsi duramente e professionalmente per rientrare nella rosa delle prossime convocazione facendo esperienza e migliorando.
Ti avevano prospettato l'eventuale convocazione? Sei stato comunque contattato per comunicarti l'esclusione?Nessuno mi ha prospettato la possibilità di vestire quest’anno la maglia della nazionale, l’impegno dei prossimi mesi è quello di velocizzarmi e affinare la strategia di gara in una 100 grazie al mio coach Davide Grazielli del progetto Destination Unknow e poi vediamo cosa succederà nel 2019.”

Sembra esserci una mancanza di comunicazione tra Dirigenza FIDAL e atleti o tecnici, credo che se se si vuol puntare ad atleti competitivi e a squadre valide da portare in giro per il mondo per competere con rappresentative di altre nazioni bisognerebbe essere più chiari e coltivare legami e reti con atleti ed eventuali tecnici. 
L’atleta ha bisogno di sapere se ci sono i margini per investire su una eventuale convocazione in nazionale e prepararsi in tal senso programmando una stagione mirata, non disperdendo energie in altre gare o allenamenti che potrebbero ostacolare la crescita e maturazione tecnica, tattica e strategica della disciplina di che trattasi.
Come vivi questo periodo pre mondiale?Vivo queste settimane con serenità, il rancore appartiene a chi deve riscattarsi da una quotidianità che non gli appartiene. Io ho già tutto, una famiglia incredibile e un lavoro qualificato, la corsa è la chiusa di questo cerchio perfetto, se poi si colorerà di azzurro sarà un sorriso da ebete in più stampato sul mio viso.”

Sembra essere alquanto resiliente Isolda, prendere le cose senza astio e rancore aiuta ad andare avanti seguendo proprie direzioni tese a raggiungere proprie mete e cercando comunque di trasformare sogni in realtà con una buona dose di umorismo che non guasta mai, inoltre è importante coltivare i diversi orti familiari, lavorativi, amicali senza stress e tensioni.
Hai un messaggio per ogni convocato e per l'intera squadra?Auguro a Giorgio, Andrea, Matteo, Fra e Hermann un successo mondiale che alimenti i sogni di altri futuri atleti!”

Belle parole che aiutano a creare un buon clima di squadra. Approfondiamo la conoscenza di Roberto Isolda attraverso risposte ad alcune mie domande.
Quando ti sei sentito campione nello sport? Qual è la gara della tua vita?Mai sentito tale, i campioni sono altri. La gara della mia vita è l’Ultra Trail du Mont Blanc nel 2014, non la prestazione in sé ma per chi mi ha seguito in gara e per chi ho trovato all’arrivo.” 
Familiari e amici cosa dicono del tuo sport?All’inizio c’è stata qualche resistenza ma ora vedono la corsa come parte integrante del mio Io.”

Lo sport è bello perché non si tratta di performance solo fine a se stessa ma riguarda tutto il contesto, soprattutto quando si tratta di gare che trasmettono il senso del viaggio in condizioni difficili attraverso condizioni meteo a volte avverse, paesaggi naturalistici unici e spettacolari, gente che segue e fa il tifo, tanti amici e familiari che coccolano, sostengono, supportano, aspettano all’arrivo con un po’ di apprensione.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Ho iniziato nel 2010 con due ex colleghi con l’obiettivo, entro un anno, di riuscire a correre 8k. Poi la cosa è sfuggita di mano.”

In tutto c’è sempre un inizio e poi un percorso fatto di fatica e divertimento, di crescita e miglioramenti, di stop, infortuni, sconfitte, vittorie, e tanto altro. 
Questo è il bizzarro e divertente mondo dello sport.
In che modo hai raggiunto la performance? Chi contribuisce alla tua performance?Se di performance si può parlare, credo che il contributo maggiore venga dalla mia testa dura e da una soglia del dolore relativamente alta.”

L’atleta di ultradistanza ha la caratteristica di essere cocciuto, nel senso che se si mette in testa un’idea, un progetto, la vuole portare a termine a tuti i costi, si documenta, si allena, si affida a preparatori cercando prima o poi di trasformare il suo sogno in realtà.
Quale esperienza passata ti dà fiducia nel raggiungere i tuoi obiettivi?Il bagaglio di tutte le esperienze.” 
C’è un episodio curioso o divertente nella tua carriera sportiva?Le allucinazioni durante le gare notturne in montagna mi regalano grandi emozioni. Vedere donne anziane che tendono le braccia verso di me per poi scoprire essere alberi secchi.”

Bello, questo è comune tra gli atleti di endurance, si fanno strani viaggi, strane vedute, viaggi allucinanti. 
L’ultradistanza è una disciplina della corsa molto impegnativa, prevede lunghe sedute di allenamento a volte in autosufficienza dove l’atleta deve districarsi nei suoi impegni giornalieri lavorativi e familiari, inoltre bisogna simulare il più possibile le condizioni di gara.
Quali sensazioni sperimenti nello sport: allenamenti, pre.gara, gara, post gara?Le sensazioni sono le stesse che si provano al di fuori del contesto sportivo ma nella corsa diventano esponenzialmente più intense. In allenamento ricreo le possibili situazioni e pensieri durante la gara, crisi annesse, per trovare escamotage e possibili soluzioni.” 
Quali sono le difficoltà e i rischi nel tuo sport? La gara più difficile?L’unica difficoltà è il tempo dedicato, di rischi non ne vedo.”

Quando c’è un problema è importante comprendere cosa è successo davvero, cosa abbiamo trascurato, cosa possiamo fare ora, ed è importante non considerare il problema tutto intero difficile e impossibile da risolvere, ma studiarlo bene e comprendere da che parte iniziare la risoluzione cercando di curare diversi aspetti.
Come superi crisi, sconfitte, infortuni?Spacchettando il problema e vedendolo sotto più punti di vista e in tempi diversi, è l’unico modo per banalizzare un infortunio ed evitare che si ripeta o per accettare una sconfitta (se mai si può parlare di una sconfitta nella corsa).”

Lo sport è importante non solo per adulti, ma anche per i ragazzi per essere educati al gesto sportivo, alla fatica, alla condivisione di un tempo di sport e di regole, di successi e sconfitte, di allenamenti e gare di squadra cooperando e dando ognuno il proprio apporto, insomma un vero insegnamento allo stare in gruppo e anche a riuscire a fare qualcosa a livello individuale con passione, impegno e determinazione.
Quale può essere un messaggio per avvicinare i ragazzi allo sport?Vivere il gesto atletico come un gioco, reiterarlo per migliorarlo sarà una conseguenza naturale da vivere con leggerezza.”

A volte il doping diventa un cancro dello sport, ammazza lo sport, demotiva le persone a seguire lo sport e a fare sport.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un messaggio per sconsigliarne l’uso?Per fortuna no perché come atleta cresco in un ambiente genuino. Sapere che a Seregno su 20 controlli ben 2 son risultati positivi mi ha demoralizzato perché rende la prestazione ancora più relativa, interpretabile e da guardare con senso critico.”

Lo sport sviluppa l’autoconsapevolezza delle proprie possibilità, capacità, limiti, soprattutto lo sport di endurance aiuta a monitorarsi sempre, a fare attenzione a tanti aspetti non solo a livello fisico ma anche nutrizionale e mentale,
Cosa hai scoperto di te stesso nel praticare sport?La consapevolezza del problem solving oltre che alla resistenza allo stress.” 
Ritieni utile lo psicologo dello sport?Sì, è una figura sottovalutata ma spesso può fare la differenza tra un ritiro e un ottimo risultato in gara.”

Nella mente degli ultrarunnner si affollano sempre pensieri rivolti alle prossime gare e allenamenti, chilometri da percorrere, paesaggi da visitare, allenamenti da fare, tempi da migliorare: Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?Li sto ancora valutando, sicuramente rafforzare l’esperienza sulla 100K”.
Sogni realizzati e da realizzare?Tanti realizzati ma ancora molti da realizzare.”

Segnalo alcuni miei libri pubblicati con Prospettiva Editrice: Il piacere di correre oltre; Sviluppare la resilienza; Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti; Sport, Benessere e Performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta.

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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