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lunedì 9 luglio 2018

Sport non è solo performance ma anche relazione, amicizia, contatto

Matteo Simone 

Sport non è solo performance ma anche relazione, amicizia, contatto una grande palestra fisica, mentale, relazionale. 

Lo sport permette di sperimentare sia benessere che performance, fa rincontrare vecchi amici e ne fa conoscere nuovi amici, fa conoscere nuovi luoghi e nuove culture, fa apprezzare luoghi e persone.
Lo sport abbatte barriere culturali e generazionali, avvicina persone, paesi, popoli, rende liberi. 
Lo sport rimette al mondo, fa sempre rialzare, fa apprendere, fa mettere sempre qualcosa di utile in valigia da portare a casa dopo l‘esperienza, lo sport è una vera scuola di vita, a volte meglio di corsi di alta formazione o master.
Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. 
Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.
Occupandomi di psicologia dello sport, è importante, oltre allo studio e alla formazione accademica, confrontarsi con gli atleti per conoscere il loro punto di vista, le motivazioni, il benessere o le difficolta ch’essi sperimentano praticando sport, eventuali rischi. E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti.
Lo sport fa sperimentare tante e diverse sensazioni ed emozioni, ti fa incontrare tanta gente, tanti amici di città e regioni diverse. In particolare la 100 km del passatore diventa un incontro di popoli, persone provenienti dal sud, centro e nord Italia comprese le Isole e anche da altre parti del mondo.
Il mio amico delle scuole superiori Nicola, ora amico di corsa e camminate, racconta la sua esperienza
: “La 100 del passatore rappresenta per me un viaggio emozionale a contatto con gli amici e altre realtà cittadine sportive che lungo il percorso ci unisce un po’ tutti.

Unisce la strada, unisce la fatica, unisce la gioia e soddisfazione, si formano gruppi, si rompono gruppi, ma si va sempre avanti per i propri obiettivi individuali e di gruppo, per il proprio benessere.
Lo sport ti permette di trovare un tempo tutto tuo dedicato a te stesso da solo o in compagnia per fare qualcosa che diventa piacevole, ti fa sperimentare sensazioni ed emozioni, anche fatica ed impegno con determinazione per raggiungere obiettivi e trasformare sogni in realtà. 
Di seguito l’esperienza di Gianni Giansante: Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita?Si il giorno che ho spinto un ragazzo disabile su una carrozzina.”

Lo sport fa sperimentare benessere relazionale oltre quello fisico e mentale facendo sport insieme ad altri; condividendo esperienze di allenamento e di gara; facendo qualcosa in gruppo; facendo parte di una squadra, di un esercito di sportivi che si iscrivono a competizioni da portare a termine confrontandosi tra di loro e dandosi consigli sui miglior allenamenti e su come aumentare al performance. A volte lo sport ti fa sperimentare di riuscire in qualcosa, eleva l’autoefficacia, e tutto ciò si trasferisce nella quotidianità, ambiente familiare e lavorativo, si sperimenta di poter riuscire in qualcosa, di avere delle capacità, risorse, caratteristiche che permettono di fare sport in modo continuativo con passione.
La compagnia diventa una grande risorsa per affrontare allenamenti e gare, soprattutto se si tratta di sport di endurance che comporta tante ore di allenamento in condizioni anche avverse. 
Di seguito, Alessandro Damato racconta la sua esperienza di trail runner:
Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?Ho iniziato a correre per ragioni di benessere, poi ho partecipato ad una gara non competitiva e sono arrivato III al podio, nell'occasione ho ricevuto un invito a correre la mattina insieme ad un gruppo di podisti. Dopo circa un anno e mezzo, e qualche gara su strada, ho visto la pubblicità di una gara di trail running vicino Baunei (NU) con un percorso mozzafiato; mi sono iscritto senza esitare nonostante mancassero diversi mesi e le mie capacità atletiche fossero ben lontane da quell'obiettivo. Ho affrontato la gara con successo arrivando 18° al traguardo e non ho più smesso.” Chi contribuisce alla tua performance?Mi alleno insieme ad atleti di esperienza e più forti di me, mi danno forte motivazione. In ogni caso la compagnia in generale aiuta ad affrontare gli allenamenti con maggiore volontà.

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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