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lunedì 24 settembre 2018

Alessandra Silvestrini, 12x1h: I compagni trasmettevano fiducia, empatia e serenità

Matteo SIMONE 

Il 15 settembre 2018 ha avuto luogo, presso lo Stadio delle Terme, la 23ª edizione della Staffetta 12 x 1 ora, organizzata dall’ACSI Comitato Provinciale Roma. 

La squadra vincitrice è stata “La Sbarra & I Grilli Team Black”, totalizzando metri 177.090, al 2° posto il “G.S. Bancari Romani A” con metri 176.949, al 3° posto “ASD Podistica Aprilia” con 168.418 metri.
Per quanto riguarda le squadre femminili sale sul gradino più alto del podio “Podistica Solidarietà Top Ladies” che totalizza metri 150.377, al 2° per il terzo anno consecutivo “La Sbarra & I Grilli -Team Purple” con metri 149.519, al 3° posto il “G.S. Bancari Romani A” con metri 143.633.
Di seguito Alessandra Silvestrini che ha gareggiato con “La Sbarra & I Grilli -Team Purple” racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Hai sentito pressione o responsabilità per la tua ora di gara?Ho sentito responsabilità, perché fa parte del mio carattere ma non pressione, perché i compagni sia in campo che a “bordo campo” trasmettevano fiducia, empatia e serenità.”

La performance nello sport non è dovuta solo al fisico e all'allenamento fisico ma anche alla mente che è tenuta a gestire sensazioni ed emozioni, la mente che vuol condizionare il corpo, la mente che può aiutare il fisico a osare, ad andare avanti, a non farsi intimorire. Nella mente degli atleti prima di una gara si affollano tanti pensieri e dubbi e l’atleta deve essere bravo ad affrontare, gestire, superare tutto. Anche durante la gara, non c’è solo il fisico in azione ma anche la mente che può condizionare il fisico positivamente o negativamente, si tratta di far valere la fiducia il tentare di andare oltre mettendo da parte ogni pensiero che vuol sabotare.
Quali erano i pensieri alla partenza, alla mezz'ora e nel finale?Alla partenza, i pensieri sono rimasti confinati nella mente; alla mezz'ora hanno provato ad influenzare la gambe e non in positivo; nel finale si sono trasformati nella fanfara dei bersaglieri, corpo che amo fin da quando ero bambina!”

Nello sport bisogna saper essere pronti al meglio nel momento giusto e nel posto giusto, lo sport fa prendere decisioni e fa fare scelte di partecipazioni o meno ad eventi ritenuti più o meno importanti.

Ma quando si tratta di aderire a una prova di squadra la scelta è motivata dal clima che si sperimenta nella squadra, dal calore che si percepisce, dai legami che si instaurano tra i componenti della squadra. Importante è esserci, fare del proprio meglio, sperimentare sostegno, supporto e coccole per continuare a sentirsi parte di un gruppo con obiettivi comuni semplicemente di benessere e poi di performance.
Come hanno contribuito alla tua prestazione compagni di squadra, amici e parenti?I compagni facendomi sentire non ospite, ma membro effettivo della squadra.  Gli amici e parenti facendomi notare che era un'altra domenica dedicata allo sport.” 
Che aria hai respirato?Fantastica: di sfida positiva. No stress.” 
Cosa ti ha aiutato e cosa ha remato contro?L’impegno preso a suo tempo e la mia volontà sono stati trainanti. Nulla ha remato contro: non gliene ho dato spazio e modo.

Dietro ogni atleta c’è prima di tutto una famiglia che si interessa, che è paziente, che comprende, che aspetta, che accompagna, che mette in conto il benessere sperimentato dall'atleta nella pratica dello sport. Dietro ogni atleta c’è un gruppo che condivide, sostiene, coinvolge. Dietro ogni atleta c’è qualcuno, che consiglia, che si complimenta, che allena.
Cosa racconti a casa, al lavoro, agli amici e loro cosa dicono di te? “Al di fuori del nostro mondo, è difficile far capire come e perché si riesce a fare ciò che solo noi runner sappiamo. Magari 1 ora di fila dal medico e poi in farmacia viene quasi concepito di più che non il medesimo lasso di tempo dedicato a se stessi per il presente ed il futuro in termini di benessere psico-fisico.” 
Come ti sei preparata e organizzata?Seguendo comunque il programma condiviso con il mio coach, che ha per obiettivo il mio PB sui 10000 e sulla Mezza.” 
Chi ti ha appoggiato, sostenuto, consigliato?I miei figli, il mio coach.” 
Cosa è cambiato in te nel tempo?La capacità di cambiare.”

L’esperienza di un’ottima prestazione individuale rafforza il fisico e la mente, quando poi l’esperienza di performance è dell’intera squadra, soprattutto se si è determinanti nel successo della squadra, allora a casa si porta una forza interiore che rimane impressa nel tempo e alimenta la fiducia per le prossime prestazioni sportive e non solo.
Cosa porti a casa?Incoraggiamento e fiducia.
Hai appreso qualcosa in più su te stessa o dagli altri atleti?Ascolto, elaboro, elimino le scorie e prendo il meglio. Gli altri, nello sport e nella vita, sono linfa vitale. Ma evito accuratamente persone tossiche per negatività.

Dopo ogni gara c’è sempre un momento e un periodo di sollievo, di condivisione, di bilanci, si fa il punto della situazione, si elabora l’accaduto, ci si organizza per i prossimi impegni,
Che segno ti ha lasciato questa gara?Il segno dell’acqua: ottimo spugnaggio! Fondamentale, direi.” 
Qual è stato il tuo punto di forza?Crederci e corrispondere la fiducia riposta in me.” 
Ora cosa vedi davanti a te?PB nel 10000 e nella Mezza. A seguire, ma irrinunciabile, la ripresa degli studi.” 
Come recuperi ora e con quali coccole?Shopping with my darling daugheter, alla quale devo la vostra conoscenza e la mia riconoscenza. Un abbraccio immenso.”

La vita mette davanti a noi tante opportunità di conoscenze e di relazioni che bisogna saper cogliere costruendo legami e reti sociali che permettono di sentirsi uniti negli intenti e nella condivisione di esperienze. 
Ringrazio Alessandra per la sua testimonianza, per la sua positività, per le la sua energia che trasmette anche agli altri, per la sua presenza costante.

Matteo SIMONE  
380-4337230 - 21163@tiscali.it   
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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