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mercoledì 6 marzo 2019

Benedetto Scarpellino: I pensieri più belli nel rettilineo finale della maratona

Matteo Simone 

Prima o poi la corsa la incontri, può capitare che qualcuno ti inviti a fare una corsetta o tu stesso hai voglia di correre e a volte ti appassioni a questo sport e pensi che se ti alleni bene con costanza e impegno potresti anche portare a termine una maratona, e questo è successo a Benedetto che da tennista si innamora del running e un passo tira l’altro porta a termine una maratona e non solo.
Di seguito, Benedetto racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande un po’ di tempo fa.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?Tennis, per tenermi in forma, il running, poi la voglia di correre una maratona e ho abbandonato gli altri sport.”

Nella vita si fanno continuamente scelte e rinunce per lavoro, studio, sport; se scegli qualcosa devi rinunciare a qualcos'altro e si può anche tornare indietro nelle scelte, rincontrare vecchi amori.
Hai dovuto scegliere nella tua vita di prendere o lasciare uno sport?Durante l’Università abbandonai il tennis per la corsa per 5-6 anni, poi ripresi con il tennis e dopo altri 5-6 anni mi dedicai esclusivamente al running (a 34 anni).” 
Che consiglio daresti a coloro che devono fare scelte importanti nello sport?Di affrontarlo con passione ed estrema regolarità, ma senza strafare.”

La passione diventa il motore trainante per qualsiasi pratica, ti permette di trascendere la fatica e la stanchezza, di andare avanti nei tuoi progetti, di portarli a termine impegnandoti con costanza, determinazione e credendoci.
Come ha contribuito lo sport al tuo benessere? “Fondamentale per il benessere psico-fisico, mi ha consentito di affrontare bene il lavoro e i problemi che la vita ti riserva.” 
Quali sensazioni sperimenti facendo sport: pre-gara, in gara, post-gara? “Pre-gara: lavorare per un obiettivo; gara: ricompensa per il lavoro svolto; post-gara: soddisfazione e recupero di energie.”

Lo sport diventa un bel banco di prova, riserva tante sorprese da accogliere e trasformare, barcamenandosi nel vortice delle attività sfidanti, di obiettivi pianificati e programmati con cura. Superati i momenti critici che ti riserva lo sport, tutto il resto diventa non dico più banale, ma più affrontabile e più percorribile.
Riesci a immaginare una vita senza sport?Sì, ma sarebbe molto penalizzante.” 
Quali sono i tuoi pensieri in allenamento o gara?I pensieri più belli e forti sono nel rettilineo finale di una maratona, quando ti rendi conto di aver raccolto quanto seminato nei mesi precedenti.” 
Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere atleta?Per fortuna non ho mai avuto gravi infortuni, l’età e l’usura (anche mentale) mi hanno indotto da 3 anni ad abbandonare la maratona (ne ho corse 43) e l’agonismo ‘spinto’.

Lo sport diventa nutrimento della vita, dell’attività quotidiano, un bene primario, quindi senza è come vivere penalizzati, con qualcosa che manca, senza sport si sperimenta a volte privazione.
Quale alimentazione segui prima, durante e dopo una gara?Dieta normale…non uso praticamente nulla di particolare.” 
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o performance?I compagni di allenamento.” 
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli a uno sport di fatica?Bisogna farlo con regolarità e cercando sempre di divertirsi, considerando che le più grandi gioie possono nascere solo dalla fatica.”

Come dico spesso, “together is better”, insieme è molto meglio, la fatica condivisa si sopporta e si supera meglio, diventa un’occasione di condivisione.
La gara della tua vita, dove hai sperimentato le emozioni più belle?La migliore come performance è stata la Maratona dei Luoghi Verdiani nel 2002, dove avrei dovuto chiudere tranquillamente sotto le 3 ore, ma fummo penalizzati da un indescrivibile vento contrario negli ultimi 15 chilometri (praticamente era come correre su una salita al 4-5%). La più emozionante la Maratona del Sole di mezzanotte (Tromso), dove arrivai diciassettesimo assoluto e primo del gruppo di Terramia.” 
Sogni realizzati e da realizzare?Ho avuto il privilegio di correre molte delle maratone più belle del mondo; mi piacerebbe riuscire a praticare sport per tutta la vita.”

Portare a termine una maratone è una sfida e un grande obiettivo, poi diventa sfidante chiudere una maratona sotto le 3 ore che non è alla portata di tutti, ancora meglio piazzarsi bene e soprattutto un primo posto di qualsiasi classifica è soddisfacente e appagante.
Quale tua esperienza ti può dare la convinzione di potercela fare nello sport o nella vita?Quando vedo correre persone con gravi handicap, penso che chi è sano non debba mai sentirsi sconfitto.”
Come è cambiata la tua vita familiare e lavorativa?
Ho sempre dedicato tempo allo sport, quindi non ho mai avuto problemi di cambiamento.”

Lo sport è come un vestito, come una seconda pelle, fa parte della persona, a volte non si può fare a meno, è una dotazione della persona.
Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?La mezza maratona di Praga, l’ho impostata da turista, dal primo all'ultimo metro, fermandomi ogni tanto per fare fotografie…anche a 20 metri dal traguardo. Mi sono divertito tantissimo.” 
Quale è stata la gara più estrema? "Il Passatore".
Hai sperimentato l’esperienza del limite nelle tue gare? “Sì, nel 2009, quando corsi 7 maratone e poi una 6 ore e la 100 km del Passatore a distanza di 20 giorni.” 

L'8 maggio 2010, Benedetto ha corso la "6 ore dei Templari Memorial Vito Frangione totalizzando 61,969 km e il 29 maggio 2010 ha corso la "100 km del Passatore, Firenze-Faenza in 13h10'43".
Quale gara ritieni non poter riuscire a portare a termine? "Sopra i 100 km le vedo e le vedevo tutte difficili.” 
Quali condizioni ti hanno indotto a non concludere la gara o a fare una prestazione non ottimale? “Ritmo sbagliato o partenza con infortunio non smaltito.” 
Un messaggio per sconsigliare l’uso del doping?Doparsi è talmente stupido che non bisogna farlo e basta, non c’è neppure bisogno di dare particolari consigli.”

A volte è importante anche rilassarsi e divertirsi, prendere le cose alla leggera, non si può essere sempre competitivi e correre sempre con l’orologio che ti mette fretta.
Quali  meccanismi psicologici ti aiutano nello sport?L’impegno per un obiettivo specifico, è quello che cerco di applicare anche nel quotidiano.” 
Quali capacità, risorse, caratteristiche hai dimostrato di possedere?Costanza e metodo negli allenamenti.” 
Ritieni utile lo psicologo dello sport?
Certamente, soprattutto per chi voglia davvero avvicinarsi ai propri limiti.”

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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