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sabato 10 agosto 2019

Alessio Di Giacomo: Ho deciso di mettermi in gioco con il triathlon

Più la fatica avanza, più la salita si fa dura, più gioia avrò all’arrivo
Matteo SIMONE 
Psicologo, Psicoterapeuta

www.fotoincorsa.com
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Lo sport è una grande risorsa per le persone, si fa parte di un gruppo o di una squadra, si organizzano allenamenti, si partecipa a gare, si apprende dalle situazioni difficili di fatica, si decidono obiettivi sempre più sfidanti. 

Di seguito Alessio, iscritto alla Podistica Solidarietà come runner e triatleta, racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno della tua vita? Credo di poter dire di esserlo ogni giorno che ho la fortuna di potermi allenare, anche se quando ho concluso il ‘Passatore’.” 

Ogni allenamento è una mattonella che serve a costruire il benessere dell’atleta e anche la performance in vista di una gara importante, difficile e sfidante come può essere la classica ultramaratona del Passatore di 100km da Firenze a Faenza.
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Qual è stato il tuo percorso nella pratica sportiva?
Sedentario e appesantito fino ai 33 anni (con qualche partitina a calcetto al quale ho regalato un crociato anteriore e un menisco). Poi grazie ad alcuni appassionati amici, che amavano la corsa ho scoperto le ‘Endorfine’, e li sono iniziati i guai.”

A volte è importante avere amici che stimolano, stuzzicano, coinvolgono, invitano a cambiare stile di vita, perché non è mai troppo tardi per cambiare, per lasciare il divano, per mettersi in gioco.
Nello sport quali fattori contribuiscono al benessere e performance?Il fattore principale è la sfida contro me stesso. Mi permette di essere ogni giorno migliore, anche quando il reale miglioramento non ci è stato. Già l’averci provato però mi ha dato ugualmente la gioia.”

Ogni giorno è importante stare in contatto con se stessi, fare il punto della situazione, capire come si sta e cosa si vuol fare, e lo sport aiuta a prendersi cura di sé curando fisico, anima, mente e spirito.
C’è qualcuno che contribuisce al tuo benessere e performance nello sport?Chi contribuisce al mio benessere è sicuramente l’affetto della mia famiglia. In particolare mia moglie e mia figlia sono la mia prima fonte di benessere. La cosa più bella è vederle all’arrivo delle gare mentre tifano per me.” 
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva?Sono Contenti, in maggior parte, perché vedono me rilassato, motivato ma soprattutto felice nonostante i modesti risultati. Altri si chiedono come mai, nonostante non vinca nulla, mi ostino ad andare avanti.”

Bello quando la famiglia comprende ed è partecipe, l’atleta è più sereno e coccolato, riesce ad essere meno teso e a focalizzarsi nel suo sport senza preoccupazioni o pensieri che possano sabotare la prestazione.
Un episodio curioso o divertente della tua attività sportiva?La cosa più bella è vedere il caro amico Sandro Mercuri che dopo avermi introdotto alla pratica della corsa dicendomi di provare, adesso guardando la continuità degli allenamenti mi dice: ‘Ma guarda che io scherzavo quando ti dicevo prova a farti una corsetta. Tu sta cosa la stai prendendo troppo sul serio!’ e ci ridiamo sopra. Sempre a lui è toccata la 'Bastardata'. Dopo avermi tirato per tutta la gara alla mia prima Roma Ostia, negli ultimi 200 metri gli ho fatto uno scatto per arrivare prima di lui: pessimo esempio di sportività.”

Se non ci fossero gli amici! Sempre belle e interessanti le storie e gli aneddoti tra amici, tante sfide tanti scherzi, tanta fatica insieme,
Cosa hai scoperto del tuo carattere nel praticare sport?
Che ho una ‘testa dura’. Più il dolore al ginocchio si fa sentire, più la fatica avanza, più la salita si fa dura mi fa capire che più gioia avrò all’arrivo. La medaglia 'Finisher' deve essere mia, a costo di arrivare strisciando.

Sono un po’ preoccupato per il ginocchio di Alessio, occorre prestare attenzione e andare avanti, uno sguardo al ginocchio e uno sguardo al traguardo avanzando con la consapevolezza che si può fare se vogliamo e che con l’aiuto della mente possiamo riuscire ad arrivare comunque senza strisciare.
Che significato ha per te praticare il tuo sport?E’ il mio momento, la mia coccola. Dopo aver avuto la mia ‘pausa sportiva’ nella giornata, sono una persona migliore.”

Bella questa risposta, infatti il momento di sport diventa una coccola per l’atleta, qualcosa da praticare prima o dopo un impegno per caricarsi o per scaricarsi, per ritrovare se stessi o amici per rilassarsi nonostante la fatica.
Quali sensazioni sperimenti nello sport?Senso di libertà, felicità, gioia, orgoglio, però prima di ogni gara ansia, agitazione fino allo sparo, poi solo sorrisi.” 
Quali sono le difficoltà e i rischi? A cosa devi fare attenzione nel tuo sport?Fino a questo anno ero concentrato principalmente sulla palestra e la corsa. Da questo anno ho deciso di mettermi in gioco con il triathlon. Difficoltà particolari sul nuoto dal punto di vista della tecnica (ma ci si diverte ugualmente) ma la mia paura è la bicicletta. Le due ruote le temo tanto per paura di incidenti. Ma nonostante tutto, si va avanti.”

L’atleta cerca sempre di alzare l’asticella, di provare cose diverse più difficili e complesse per mettersi alla prova, per cercare di riuscire, per consolidare la propria autoefficacia.
Quali condizioni fisiche o ambientali ti ostacolano nella pratica del tuo sport?Un dolore fisso continuo al ginocchio che con fisioterapia e infiltrazioni teniamo a bada. E a volte il poco tempo, al quale compensiamo levandolo al sonno.” 
Cosa ti fa continuare a fare attività fisica?La gioia di farlo, ogni giorno sono felice di avere la fortuna di poter fare sport perché vuol dire che sono in salute.”

Lo sport fa sperimentare benessere fisico e mentale, si percepisce un senso di benessere e di forma fisica, un senso di riuscita e di miglioramento nel corso di una preparazione atletica o in gara.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli al tuo sport?
Credo che qualsiasi sport faccia bene ai ragazzi, l’importante è vivere il tutto con il sorriso. La corsa ti fa stare bene e soprattutto ti fa mangiare tanto. Il triathlon è divertente, ma questo ancora devo capirlo pure io.”

Lo sport aiuta a capire il senso del pieno e del vuoto, delle energie che ci sono e che si possono esaurire, che si mangia per piacere e per bisogno, che non c’è solo fatica ma anche soddisfazione, che le cose bisogna guadagnarsele, che si può fare tutto con costanza, impegno e determinazione.
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi?Credo di sì. La mia unica esperienza personale con questo tipo di figura mi è capitata nel 2018. Il comitato organizzativo del Passatore, introdusse tra gli eventi collaterali alla gara, dei meeting/conferenze con psicologi dello sport (mental Coach), nel quale davano dei consigli su come affrontare la fatica. Devo dire che nei momenti più tosti, quelle parole che sembravano a volte scontate, mi tornavano nella testa e mi davano conforto e forza ad affrontare la fatica.”

La mente può aiutare il fisico ad arrivare fino alla fine sani e salvi, si tratta di integrare nella mente della persona sabotatori e aiutatori, gli uni remano contro ma è importante tenere in conto quello che vogliono trasmettere, gli altri sono più fiduciosi propositivi ma a volte troppo impulsivi, importante avere le idee chiare e sapersi organizzare ogni momento per decidere quello che si vuole e si può fare.
Prossimi obiettivi? Prossimi obiettivi da aspirante Triatleta, un 70.3 (forse Ostia a ottobre 2019). 
Sogni realizzati e da realizzare? Sogni da realizzare sono tanti. E cmq entro il compimento dei 50 anni sono in ordine: Maratona di NY, un Ironman e la Nove Colli Running. Esagerati? E sennò che sogni sono.

Tante sfide toste e difficili nella mente di Alessio, staremo a vedere cosa ci racconterà in futuro.
Sei consapevole delle tue possibilità, capacità, limiti?Si sono consapevole, ma il gioco sta proprio lì…nel mettere il tutto in discussione.” 
Quanto ti senti sicuro, quanto credi in te stesso?L’unica sicurezza che ho è che mi diverto, poi tutto l’altro viene dopo. Certo quando sono tornato a casa con due salamini beretta per aver vinto il premio 8° di categoria alla Mezza Maratona ‘La Panoramica’ per me è stata una vera gioia. E lo dico sinceramente.”

E’ importante avere ogni tanti dei premi di consolazione o dei feedback positivi da parte di amici o famigliari, aiutano a continuare a impegnarsi.
Quale esperienza ti dà la convinzione di potercela fare?Nelle gare ‘lunghe’, quali maratone, ultratrail, etc. è bellissimo confrontare i pensieri durante la gara con quelli del dopo. A neanche metà della gara pensi di ‘essere finito’, di aver dato tutto. E invece quella gara la finisci, riuscendo pure a fare lo ‘scatto finale’. Le gare lunghe le paragono (per sentito dire) a un parto: durante il parto i dolori lancinanti inducono le mamme a pensare ‘basta figli’, come il bimbo nasce pensi già al prossimo.”

Ultramaratone e ironman sono lunghi viaggi sia di preparazione che di gara, si è a volte soli con se stessi con dubbi e perplessità, elaborando situazioni e pensieri. Io stesso l’ho sperimentato quando mi iscrissi all’ironman, 9 mesi prima della gara, davvero è stato come un parto concludere l’ironman.
Hai un modello di riferimento, ti ispiri a qualcuno?Proprio modello no, ma chissà capiti una giornata come quella di Steven Bradbury il pattinatore scarso diventato leggenda nel 2002 ai giochi invernali.”

In effetti Bradbury vinse un inaspettato oro alle Olimpiadi di Salt Lake City ai 1000 m dello short track per una serie di circostanze a lui favorevoli come le cadute e le squalifiche di tanti atleti più favoriti. In Australia si usa dire: "doing a Bradbury" (fare un Bradbury), per indicare un successo clamoroso e altamente insperato.

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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