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giovedì 1 agosto 2019

Intervista doppia alla coppia di velocisti Giuseppe Leonardi e Giulia Magno

Puoi essere il più forte fisicamente ma se la testa non va non lo dimostrerai mai
Matteo SIMONE 
3804337230- 21163@tiscali.it 

Giuseppe Leonardi e Giulia Magno sono due velocisti siciliani. Giuseppe Leonardi, C.S. Carabinieri, allenatore: Filippo Di Mulo, medaglia d'argento con la staffetta 4x400 metri agli Europei juniores di Eskilstuna 2015. 

Ai campionati italiani juniores vince il suo primo titolo individuale giovanile sui 400 m. Nel 2016 vince il suo primo titolo nazionale al coperto, conquistando l'oro sui 400 m agli italiani promesse indoor.
Esordio in Nazionale assoluta nel 2016. Record: 200m 21"53 (2017), 400m 46"19 (2017), oro nel 2018 ai Giochi del Mediterraneo in Spagna – Tarragona, 4×400m, nel 2019 agli Europei indoor in Regno Unito – Glasgow, 4×400m 6º  posto 3'09"48. Agli European Games di Minsk medaglia di bronzo della staffetta “The Hunt” (800-600-400-200) vinta da Riccardo Tamassia, Irene Baldessari, Giuseppe Leonardi e Giulia Riva con il tempo di 4’29”07.
Giulia Magno è un’atleta velocista dell’A.S.D. C.U.S. Catania con i seguenti Personal Best: 400m: 55.56 – Ginevra; 200m: 24.99 – Palermo; 100m: 12.20 – Misterbianco; 800m: 2:24.76 – Enna. 
Di seguito Giuseppe e Giulia raccontano la loro esperienza atletica rispondendo ad alcune mie domande di un po’ di tempo fa.
Ti sei sentito campione nello sport almeno un giorno?
Giuseppe: “Ogni volta che riuscivo a compiere un risultato da me sperato, ogni volta che riesco a completare un allenamento che spinge oltre il mio limite, in queste occasioni mi sono sentito un campione, ma soprattutto quando dopo mesi di stop per infortuni, sono tornato più forte di prima e son riuscito a vincere un campionato italiano con pochi mesi di allenamento alle spalle.”
Giulia: "Certo, ogni giorno, perché la testa ed il sentirsi i migliori, sono una componente importante per riuscire a raggiungere i veri obiettivi.”

Per essere campioni bisogna impegnarsi costantemente, con piacere e alta motivazione, sia con l’allenamento fisico e sia mentalmente. Bisogna visualizzarsi campioni, continuare a crederci, avere obiettivi chiari da raggiungere e impegnarsi con fatica.
Qual è stato il tuo percorso per diventare atleta?
Giuseppe: “Mi ricordo da bambino (6-7 anni), vidi una cassetta in bianco e nero sulle olimpiadi, quello fu l'inizio, da lì capì cosa volevo fare nella vita e mi prefissai un obbiettivo ‘partecipare ad almeno un olimpiade nella mia vita’.”
Giulia: "Facevo atletica a 8/12 anni, poi ho mollato per più di 10 anni e l’ho ripresa ‘da grande’ a 25 anni. É quasi 4 anni che mi sono approcciata all’atletica agonistica."

L’atleta deve essere libero di fare il suo percorso senza pressioni e senza giudizi, c’è un tempo per giocare e divertirsi e un tempo che si possono fare le cose più sul serio.
Nello sport quali fattori hanno contribuito al tuo benessere o performance?
Giuseppe: “Fisiologicamente: Una buona alimentazione, avere almeno 7 ore di sonno alle spalle e ovviamente l'allenamento. Psicologicamente: I miei obbiettivi, concentrarmi sui miei obbiettivi aiuta a migliorare le mie prestazioni. Credere in ciò che faccio.”
Giulia: "Prima di tutto la serenità mentale, i risultati si fanno quando si è sgombri da pensieri o si è in grado di non portarsi i problemi in campo."

Quando si deve fare qualcosa ritenuta importante bisogna starci con la testa, si può immaginare di chiudere in un barattolo qualsiasi distrazione per riprenderla a fine impegno o allenamento.
Nello sport chi ha contribuito al tuo benessere o performance?
Giuseppe: “In primis l'allenatore, nel mio caso il Prof. Di Mulo, ex tecnico della nazionale settore velocità. Quando sono in pista io rappresento anche lui. In secundis, la mia famiglia, mi sostiene psicologicamente ed economicamente e aggiungerei che i miei genitori sono i miei più grandi FAN, ringrazio soprattutto loro se oggi sono qua.”
Giulia: “Il supporto del mio allenatore, del mio ragazzo e famiglia sono di certo una componente importante.”

Importanti le figure di riferimento che aiutano l’atleta a focalizzarsi sul compito, supportano, consigliano. Importante il supporto della famiglia che tifa e sostiene economicamente e anche la presenza di un allenatore di spessore che guida e permette di allenarti con criterio e professionalità.
Qual è stata la gara dove hai dato il meglio di te o dove hai sperimentato le emozioni più belle? Giuseppe: “Italiani Rieti 2015. Dopo 1 anno di infortunio, per un tumore benigno, vinco la medaglia d'oro con pochi mesi di allenamento.”
Giulia: “Ancora ho un grande percorso da fare, è la mia carriera atletica non è piena di esperienze. Ma le gare che ho fatto all’estero, sono state le più emozionanti, perché ho assaporato e visto l’atletica ad alto livello.”

Se hai degli obiettivi chiari e sfidanti, difficili ma raggiungibili allora la strada verso il successo non è tutta in salita, dipende dall’impegno che ci metti, dalla passione e un passo alla volta puoi avanzare verso il successo: Familiari e amici cosa dicono del tuo sport?
Giuseppe: “Mi sostengono, soprattutto i familiari. Gli amici pure, per amicizia ovviamente dico quella vera.”
Giulia: "Mio padre correva da ragazzo perciò è felice e avrebbe voluto non avessi avuto uno stacco di 10 anni dall’atletica. Gli altri amici, non capiscono bene cosa faccio, c’è un po’ di ignoranza, non si conosce bene l’atletica."

L’amico vero sa comprendere la passione per lo sport, le rinunce a uscite serali con orari che possono compromettere un allenamento o una gara importante: A cosa devi prestare attenzione?
Giuseppe: “Non esagerare coi carichi ma soprattutto a sapere quando fermarmi, in questi anni ho imparato a conoscermi.”
Giulia: "Devo stare attenta agli infortuni, che sono la cosa che più temiamo noi atleti."

Purtroppo l’atleta mette in conto gli infortuni ma allo stesso tempo deve capire come evitarli perché si fa presto a ritornare performanti e vincenti ma poi è un peccato saltare appuntamenti importanti che fanno crescere e permettono di dimostrare il proprio valore.
Come superi eventuali crisi, sconfitte, infortuni?
Giuseppe: “Concentrandomi sui miei obbiettivi.”
Giulia: "Due giorni di crisi, piango, mi sfogo e poi sono pronta a ricominciare a mille."

L’atletica non è solo risultati, vittorie e record ma anche tanta fatica, tanta disciplina, sacrifici, restrizioni, bisogna fare quello che si vuole e si può in un dato momento.
Un messaggio rivolto ai ragazzi per farli avvicinare allo sport?
Giuseppe: “Scegliete lo sport che più vi piace, ma sceglietelo, non ve ne pentirete, lo sport può portare solo soddisfazioni.”
Giulia: "Invito i genitori a far approcciare i ragazzi allo sport già da piccoli perché è importante sia nei rapporti sociali e sia per la testa, si diventa molto inquadrati e soprattutto li allontana dalla brutte tentazioni che oggi assalgono il mondo."

In effetti, l’aiuto dello sport per i ragazzi è fondamentale, si apprende a organizzarsi e focalizzarsi per raggiungere un obiettivo sportivo e ciò poi si trasferisce nell’ambiente lavorativo dove si fa parte di squadre di lavoro dove ognuno contribuisce con le proprie capacità dimostrate di possedere.
C’è stato il rischio di incorrere nel doping? Un tuo messaggio per sconsigliarne l’uso?
Giuseppe: “Doping... Ma di che parliamo? La sola parola mi fa schifo. Perché doparsi? A sto punto facciamo correre i robot, almeno preservate la salute.”
Giulia: "Non sono ancora ad un livello in cui possono propormelo, ma conosco ragazzi o ragazze che ne hanno fatto uso e hanno troncato la loro carriera atletica perché scoperti. Non lo consiglio perché la propria salute è più importante di un momento di gloria."

Lo sport deve aiutare a preservarsi nel tempo, a prevenire patologie dovute alla sedentarietà ma a volte il doping diventa una tentazione per gli atleti che attraversano periodi di fragilità e vulnerabilità che li portano ad annullare la propria vita e la propria carriera sportiva.
Ritieni utile la figura dello psicologo dello sport? Per quali aspetti ed in quali fasi?
Giuseppe: “Mai avuto... Non la ritengo utile, il mio psicologo è la pista.” (2016) Oggi sulla domanda dello psicologo, se lo ritengo utile ti risponderei il contrario, con l’esperienza ho capito che è importante.” (2019)
Giulia: "Sì, è importante perché la testa gioca il 90% nella competizione e nello sport. Puoi essere il più forte fisicamente, ma se la testa non va non lo dimostrerai mai. Al contrario puoi essere mediocre fisicamente, ma con una gran testa ed arrivare a livelli alti. Un esempio? Pietro Mennea."

Belle queste parole che trasmettono l’esperienza diretta di Giulia che grazie alla sua testa sa come ritrovare la motivazione per eccellere nello sport, sa quali possono essere le sue potenzialità e quindi sa che se continua a dedicarsi e impegnarsi a dovere con l’apporto di persone di riferimento può arrivare ancora tanto lontano: Sogni realizzati e da realizzare?
Giuseppe: “Sogni che ho realizzato... Vincere un campionato italiano e essere in cima alle graduatorie... Da realizzare, beh, sogno olimpico... Chissà.”
Giulia: "Spero di riuscire ad indossare la maglia azzurra una volta nella mia vita. Ho un coach fantastico che motiva nel giusto modo e che mi fa vedere il bicchiere sempre mezzo pieno."

Importantissimo il lavoro mentale di definizione degli obiettivi, di autoefficacia, di sviluppo della resilienza, per continuare con passione e motivazione ad essere performanti nello sport e nella vita.
Cosa hai scoperto di te nel praticare attività fisica?
Giuseppe: “La caparbietà, la tenacia, il non mollare, no, io non mollo.”
Giulia: "Che non è mal troppo tardi."

Un’intervista a Giuseppe è riportata sul mio libro “Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta, edito da Prospettiva Editrice.

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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