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domenica 27 dicembre 2020

Roldano Marzorati: Credo che i 60 anni non siano un limite per eccellere

 C'è da augurarsi che il 2021 possa essere un rifiorire di ripresa gare
Matteo SIMONE 

Non c’è un’età per iniziare a fare sport e non c’è un’età per smettere di fare sport. 

Lo sport può far sperimentare sia benessere che performance, c’è sempre tempo per eccellere nello sport.
Di seguito Rolando racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande.
Cosa ti spinge a fare sport anche dopo i 60 anni?Fondamentalmente il passare degli anni non han mutato la mia spinta a fare sport, sono cambiati i riscontri in termine di prestazioni ma la voglia di mettermi in gioco con traguardi calibrati all'età è la stessa di quando avevo 20 anni”.

Tra le motivazioni che spinge le persone a fare sport è mettersi in gioco sviluppando resilienza. Praticando sport ci si accorge di poter fare qualcosa di importante, di raggiungere mete e obiettivi sfidanti, superare crisi e difficoltà.
Cosa stai raccogliendo nello sport? “Lo sport è quello che molti atleti definiscono una palestra di vita. Ora raccolgo i benefici e gli insegnamenti che mi ha dato nel tempo, un bel rapporto che credo sia destinato a durare ancora molto”.

Lo sport è una vera palestra di vita per sperimentarsi e apprendere dall’esperienza incontrando persone, amici o avversari, incontrando situazioni da affrontare, gestire, risolvere e facendo sempre meglio la prossima volta.
Sperimenti più benessere o performance? In che modo?Correndo tutto l'anno, secondo cicli ormai consolidati nel tempo, sperimento entrambe. Quando non ho gare in programma o stacco per altri impegni, sperimento più il benessere che mi dà il correre, quando ho un traguardo da raggiungere e mi impegno con allenamenti mirati, sperimento la performance sia nel raggiungere il completamento della sessione di training sia nella gara che sarà la sintesi delle performance di allenamento”.

Lo sport a volta diventa compagno di vita, aiuta a star bene a provare sensazioni uniche non solo di fatica ma anche di soddisfazione raggiungendo traguardi importanti e sentendosi in forma nel corso degli anni.
Superati i 60 anni ce la puoi fare ancora ad eccellere nelle ultra?Nel senso più ampio direi di sì, abbiamo esempi di sessantenni che performano in gare di ultramaratona alla pari di atleti molto più giovani raggiungendo anche vittorie o podi. A mio avviso credo che i 60 anni non siano un limite per eccellere, in senso stretto il problema si può porre nella forza di volontà di fare allenamenti mirati e trovare la motivazione per non cedere, in questo caso serve più allenare la mente che le gambe”.

Concordo con Roldano, con il passare degli anni bisogna allenare più la mente per organizzarsi con le dovute attenzioni e precauzioni a considerare le proprie risorse fisiche mentali nell’affrontare situazioni e gare senza pretese e senza pensare troppo al passato rispetto a quanto si era forti.
Familiari e amici sono preoccupati o ti incitano a continuare?Conoscendo la mia storia atletica si stupirebbero e preoccuperebbero se non corressi più, sanno quanto è importante per me correre e mi sono vicini”.

Una vita dove lo sport ha avuto una parte importante per Roldano in condivisione con la sua compagna Sonia ultrarunner come lui ed ex atleta della nazionale italiana ultramaratone. Si sa che Roldano è un super atleta che va oltre ogni normalità e quotidianità per andare incontro ad avventure e momenti per accrescere sempre più consapevolezze selle sue risorse, capacità caratteristiche fisiche e mentali.
Un episodio divertente, curioso, triste, bizzarro nel tuo sport?Divertente è un terzo tempo a fine gara ad esempio: mangiare falafel con Pablo Barnes e Virginia Oliveri (due immensi campioni e belle persone dentro) ad Atene. Curioso è stato vedere una volpe che durante la notte, più e più volte, si aggirava in cerca di cibo sul percorso gara della 6giorni di corsa non stop in Ungheria. Triste: essere stati derubati in strada con stratagemmi fantasiosi a Barcellona prima di una gara 24 ore in pista Bizzarro: il tintinnio di campanelle che in corsa un atleta porta con sé pensando di allietare la fatica ma che in verità disturba la maggior parte dei concorrenti”.
L'evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle?Correndo il rischio di essere smentito da altre mie affermazioni, ritengo che non esiste l'evento più emozionante ma tanti eventi che mi han dato vere emozioni, anche in competizioni dove non ho raggiunto il risultato sperato ho provato emozioni... emozioni diverse da quella euforiche per un buon risultato ma sempre di emozioni”. 

Esperienze uniche e immense riesce a fare Roldano attraverso lo sport prolungato nel tempo, da solo o in compagnia apprezzando sia momenti insieme che da solo a contatto con deliri visivi e uditivi ma anche incontri preziosi con esseri viventi speciali in posti naturali. Lui che è anche molto sensibile e attento conducendo uno stile di vita pacifico e anche vegano come alcuni altri ultrarunner da lui citati e cioè la fortissima coppia Italo Argentina Pablo e Virginia che ho avuto l’onore di conoscere, entrambi di valore e diverse volte hanno indossando la maglia della Nazionale.
Ora quali sono le tue consapevolezze?Consapevole di essere alla fine di un percorso sportivo e di crescita interiore dettato dal fare sport con impegno e passione. Consapevole di essere riuscito a fare quello che volevo ma sempre con umiltà. Consapevole di essermi lasciato blandire da i social-media ma mai esserne schiavo. Consapevole che ci sono tanti modi per realizzare se stessi e che intendo esplorarli se mi sarà concesso tempo”. 

Lo sport conduce a ottenere benessere ma anche risultati e per alcuni è una continua ricerca interiore per approfondire sempre più la conoscenza profonda e a volte nascosta di se stessi e avere sempre nove consapevolezze per scegliere strade stimolanti ed entusiasmanti.
A cosa devi prestare attenzione soprattutto ora?Devo prestare attenzione a volermi bene, rispettare il mio corpo e soprattutto cercare la felicità non nei beni materiali ma dentro di te”.

Mi piace questa affermazione di Roldano, al contrario di quello che pensano tanti che gli ultramaratoneti sono masochisti, c’è tanta voglia di prendersi cura di sé, di cercare altre vie di essere al mondo alla ricerca del benessere.
Hai rischiato di vincere un prosciutto o altro non vegan?Certamente sì, alla Pistoia-Abetone un coscia di prosciutto crudo. Manca ancora, per esempio all'atto dell'iscrizione, l'informazione sulla scelta di non avere prodotti di origine animale o derivati né con ‘pacco gara’ né con premiazione podio o classifica age group: chiaramente offrendo una alternativa”.

Comprendo Roldano essendo anch’io vegano, a volte nei ristori si ha fame e c’è poca scelta per i vegani soprattutto in gare di lunga durata dove c’è bisogno di diversificare il cibo, e non si può saltare un rifornimento.
Ritieni utile lo psicologo nel tuo sport superati i 60 anni? Per quali aspetti e in quali fasi?Si dovrebbe avere già un bagaglio di conoscenze, esperienze, risposte per potere dire che non serve ma di fatto non è così , anche se parlare dello psicologo che segue sessantenni arrembanti non lo vedo ancora attuabile in questo momento ma più in là ci può essere terreno per futuri sviluppi. Paradossalmente spostandosi sempre più in là l'età avanzata gli aspetti potrebbero essere gli stessi che si incontrano in altre fasce di età”.

Conosco abbastanza bene Roldano e mi permetto di fare domande scherzose, ma in effetti uno sportello di ascolto per atleti di una certa età potrebbe servire a gestire una performance più scadente rispetto agli anni precedenti o un rallentamento dei ritmi di allenamento continuando a essere figure di riferimento per i più giovani. In effetti, uno stile di vita sano che comprende alimentazione adeguata e corretta e altre modalità di prendersi cura di sé rendono alcuni ultrasessantenni molto validi e competitivi.
La tua situazione sportiva più difficile?Non riuscire a gestire una gara come la Spartathlon, la competizione internazionale che non mi ha mai regalato la gioia di essere finisher, ma ci riproverò”.
Come ti rapporti alle crisi, sconfitte, infortuni, covid?
Le crisi fanno parte della gara, arrivano sempre, come non farsi travolgere ogni volta è esercizio a volte complicato da altre variabili: certe le superi, altre ti pregiudicano il risultato sperato, alcune ti inducono al ritiro. Accettarle fa parte del proprio percorso di crescita. Analizzarle per evitare che accadano dovrebbe sempre essere affrontato con introspezione psicologica. Le sconfitte insegnano più dei successi personali: imparare dalle proprie sconfitte è un imperativo categorico. Infortuni dovuti allo sport sono stati veramente pochi e circoscritti a brevi periodi, ritengo che avere sempre fatto sport mi abbia un po’ fortificato e abituato il fisico ad adeguarsi agli allenamenti. Causa Covid il 2020 è stato quasi cancellato dal punto di vista sportivo. C'è da augurarsi che il 2021 possa essere un rifiorire di ripresa gare e soprattutto di vita sociale. Detto ciò non dimentico come il virus stia ancora condizionando la vita di tutti noi. Stiamo vivendo questo triste momento storico come mai ci saremmo immaginati, ciò dimostra quanto fragile sia l'equilibrio della nostra vita su questo pianeta e quante responsabilità abbiamo nel preservarlo”.

L’ultramaratoneta è abituato ad affrontare tanti tipi di percorsi, tante crisi e difficoltà e sa che bisogna aver pazienza, bisogna saper accettare tutto da una parte ma comunque organizzarsi per riprendere, per insistere e persistere, cercando di arrivare dove si vuole ma vivi e vegeti. Oggi davvero siamo molto fermi a causa del COVID inaspettato e impensabile ma che ci fa riflettere su quanto siamo ancora molto piccoli e non possiamo considerarci padroni del mondo e fare come ci pare considerandoci superiori a tutto e a tutti.
Un messaggio per avvicinare gli adulti allo sport?Non è mai troppo tardi per fare sport, ci sono tanti motivi per farlo: sta a te scegliere una vita dove subisci gli eventi dell'avanzare dell'età o sei tu l'artefice del tuo benessere fisico, fare sport aggiunge anni alla tua vita!

Concordo, c’è sempre tempo e si fa sempre in tempo a fare sport, per star bene fisicamente e mentalmente e sentirsi sempre giovani dentro.
Cosa hai scoperto di chi ti circonda nello sport?Le persone che non frequentano il mondo dell'ultramaratona mi guardano come un alieno fuori dagli schemi precostituiti, se poi parlo della mia scelta di vivere in camper (ci vivo ormai da tre anni) mi pongono mille domande ma comunque non sento ostilità per le mie scelte sia in ambito sportivo sia in ambito di vita”.

La vita è bella perché è unica e preziosa e ognuno la vive al modo suo per il massimo piacere e un sano equilibrio. Si sperimenta sempre per conoscersi e apprendere.
Ti senti un riferimento per i più giovani e/o meno esperti?Non ho l'ardire di ergermi a sapiente in materia ma se qualcuno mi chiede un parere o un consiglio mi fa sempre piacere discutere e parlare di ultramaratona. Sento che c'è stima intorno a me.
Una parola o una frase che ti aiuta a non esagerare?Per imparare ad andare forte bisogna prima imparare ad andare piano. In questo semplice pensiero per me c'è tanta verità”.

La saggezza dell’ultramaratoneta, è vero che bisogna giocare di anticipo, riservarsi le energie per la parte finali, non serve scalpitare da subito in gare che durano decine di ore o diversi giorni, ma avanzare piano verso il traguardo con il passare dei chilometri e del tempo accorgendosi di quello che è passato e lasciamo dietro e vivendo il momento presente come qualcosa che ci piace, ci attrae, ci entusiasma.
Prossimi obiettivi?Sportivamente parlando credo che non mancheranno. Oltre a qualche classico appuntamento ho intenzione di correre gare a tappe di più giorni tipo la trans-Europe 41 giorni, 2497 km attraversando l'Europa, partenza da Brema e arrivo a San Marino”.

Questa mi è nuova e credo sia una grande opportunità per meditare stando tanti giorni con se stessi ed elaborando pensieri e situazioni. 
Sogni realizzati?Vivere full timer in camper: free as bird. Da un po’ di anni la mia casa è su quattro ruote, ho abbandonato le classiche certezze,  vivo in camper  furgonato girando Italia ed Europa correndo. Tanto spazio alla meditazione, cercando la felicità nelle piccole cose”.

Tanta stima, tanto coraggio, esperienze ricche e comprensibili da parte mia.
Come ti vedi a 70 anni? “Se non di corsa in cammino verso nuovi luoghi da esplorare sempre curioso, mai fermo”.
Come hai scelto la tua squadra?La scelta di essere parte del team Vegan runner riflette le mie scelte in materia di alimentazione, rispetto ed empatia per il mondo animale. Farne parte e diffondere queste mie convinzioni anche nel mondo della corsa endurance per me è importante”.

Complimenti a Roldano per lo stile e la sua ricerca interiore nonché il suo diffondere la cultura del benessere per se stessi e per gli altri.
Un'intervista a Roldano è riportata nel libro “Maratoneti e Ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, Edizioni Psiconline. 
Roldano è menzionato nel libro “Sport, Benessere e Performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta" (15 novembre 2017) di Matteo Simone (Autore) edito da Prospettiva Editrice.  
Formato Kindle 3,49 €. Copertina flessibile 13,30 €.  
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Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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