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lunedì 13 febbraio 2023

Roberto Debbi, MTB: La competizione è uno stimolo eccezionale

 I risultati si ottengono prima di tutto con i sacrifici 
Matteo SIMONE 


La pratica di uno sport contempla anche la partecipazione a competizioni sportive che diventano stimoli per allenarsi e seguire periodi di preparazione con sacrificio e impegno, per cercare di ottenere ottime prestazioni e risultati importanti. 

Di seguito, approfondiamo la conoscenza di Roberto, attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Ho praticato lo sport in maniera continuativa iniziando all’età di 27 anni, facendo box saltuariamente per un anno poi bodybuilding e in successione running, calcetto, piscina. Nel 2004 ho iniziato il ciclismo con la MTB. Negli ultimi anni alterno MTB a bodybuilding. 
Quando ti sei sentito campione nello sport? Sicuramente vedere il proprio corpo bello è come sentirsi sempre un campione ma gli anni in cui ho partecipato a livello agonistico alle gare in MTB sono stati gli anni più paganti per me, la competizione è uno stimolo eccezionale.

Si è campioni per il solo motivo che si riesce a praticare un’attività sportiva trovando tempi e spazi per allenarsi ed eventualmente partecipare a competizioni che diventano test e banchi di prova rispetto al percorso di allenamento seguito.
 
Nello sport cosa e chi contribuisce alla tua performance? La voglia di superarmi ogni volta. 
Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? Che sono un pazzo. 
Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro della tua attività sportiva? La scoperta di un tumore, con successivo decesso negli anni, per un ottimo compagno/amico in seguito a una caduta in discesa causata al momento da svenimento. 
Quali capacità, risorse, caratter
istiche possiedi nel tuo sport?
L’allenamento in solitudine (per necessità) e la sopportazione della sofferenza per affrontare le marathon, la voglia di far vedere agli altri, del mio team e non, che i risultati si ottengono prima di tutto con i sacrifici e non solo con mezzi “super”. Quest’ultima è stata più volte una forte motivazione e soddisfazione arrivando al traguardo possedendo un mezzo di scarse qualità. 

Certamente la differenza la fa l’impegno e la disponibilità a impegnarsi duramente e non solo i mezzi super che si possono aver a disposizione. 
Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? In tutti gli sport ci sono difficoltà e rischi, purtroppo più ci spingiamo al limite più si rischia ma l’adrenalina esce solo in questi casi. Le difficoltà per me sono mantenere costanza nella frequenza/durata degli allenamenti.  
Cosa e chi ti ostacola?
Avendo famiglia ho ridotto i tempi e giorni di allenamento, naturalmente senza rimpianti. 
Quali sono gli ingredienti del successo?  La forza di volontà, la sopportazione del dolore specialmente nelle gare marathon mi hanno aiutato a finire molte gare specialmente quelle più lunghe, messe a dura prova, anche dalle avverse condimeteo. 

Il bello dello sport è cercare di superare se stessi, osare senza strafare, vedere fino a dove ci si può spingere con passione, volontà, trovando equilibri tra passione sportiva, lavoro e famiglia. 
Per quali aspetti e fasi ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Non saprei, io sono stato, e sono tuttora, abbastanza motivato nello svolgimento dell’attività sportiva, forse dopo un forte trauma o per chi perde la motivazione. 
L'evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? La Rampilonga dal 2005 al 2010 e i Sentieri del Sole e dei Sapori nel Lazio. 

La
Rampilonga, in Val di Fassa, con i suoi 4500 partecipanti è diventata la maggiore bike marathon italiana.  Il percorso classico misura circa 45,4 km con 1983 m di dislivello, mentre il percorso marathon arriva a 62 km con 2548 m di dislivello. 
 
Il circuito MTB Sui sentieri del Sole e dei Sapori” si compone di 9 manifestazioni dedicate alla MTB, concentrate sul territorio del Centro Italia.  
La tua situazione sportiva più difficile? Nelle marathon tra il 50° e il 65° km quando rimani solo viene messa a dura prova la resistenza psicologica otre che fisica, sperando poi che nessuno ti sorpassi altrimenti viene ancora meno la volontà di proseguire. 

Si tratta di gare dure e impegnative con difficoltà dovute ai sentieri, alla pesantezza della bici, stanchezza fisica e mentale che si fa sentire dopo alcune ore di gara e bisogna essere sempre focalizzati verso il raggiungimento del traguardo senza farsi male e cercando di tornare a casa integri. 
Come hai affrontato, gestito, superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?
Ricominciando immediatamente per recuperare il tempo perso. 
Cosa hai scoperto di te stesso e degli altri nella pratica dello sport? È un ottimo ingrediente per legare persone anche di età diverse. 

In effetti, lo sport è un ottimo strumento e veicolo di aggregazione, condivisione fatica e soddisfazioni, trasversale per età e ceto sociale. 
Quali allenamenti mentali utilizzi? Quando sono sotto sforzo o stress da allenamento canto mentalmente delle canzoni che mi fanno venire i brividi e poi mi sono sempre ripetuto che se lo fanno gli altri lo posso fare anche io. 

Ognuno utilizza la sua strategia per affrontare, gestire, superare momento di stress o critico e le arti espressive risultano essere molto utili per andare avanti con resilienza, distraendosi ma essendo comunque centrati verso l’obiettivo finale. 
Prossimi obiettivi? Sogni da realizzare?
Scalare una vetta nei dintorni. Chissà, se avessi cominciato prima …
Come vivi il pre-gara, la gara e il post-gara? Il pre-gara è in funzione di come mi sento e del tipo di gara da affrontare, comunque un po’ d’ansia ci sta sempre. La gara, una volta partiti, dopo circa 5-10 minuti, già sento come andrà a finire effettivamente la performance. Il post è legato all’effettivo piazzamento/risultato complessivo della gara. A volte parti che vorresti spaccare tutto ma non riesci nemmeno a raggiungere il traguardo per rottura catena, forature etc. Altre, invece, che non ti aspetti niente e invece fai un ottimo piazzamento. 

Un po’ d’ansia non guasta mai, anzi sarebbe l’attivazione ottimale pre-gara per far sì che tutto sia in ordine e pronto per affrontare la gara sfidante e stimolante. 
Cosa diresti a te stesso quando eri più giovane?
Avresti dovuto cominciare prima. Lo sport mi ha aiutato ad affrontare momenti particolari nella mia vita, durante gli allenamenti la mente è libera e quindi potevo riflettere su cose che mi accadevano intorno. Praticando lo sport mi sono accorto di essere più riflessivo e meno impulsivo nella vita, in più mi ha dato tonicità muscolare. 

La pratica di uno sport risulta essere un ottimo strumento di crescita personale e di benessere, una gran bella palestra di vita. 
A quale personaggio ti ispiri?
A nessuno in particolare ma tutti servono di esempio, purtroppo c’è anche chi non ha avuto un buon lieto fine ma comunque è stato un campione. 

Matteo SIMONE 380-4337230 - 21163@tiscali.it  
Psicologo, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR 

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