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martedì 23 maggio 2023

Francesca Marafioti: Sono felice quando corro e questo arriva anche agli altri

 Lo sport è gioia ma anche tanto lavoro e sacrificio 
Matteo SIMONE  

Foto di Luca Bonanni
Lo sport rende felici e resilienti, questa sembra essere l’esperienza di tanti atleti, soprattutto corridori, maratoneti e ultramaratoneti.
 

Di seguito Francesca racconta la sua esperienza rispondendo ad alcune mie domande. 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Iniziato da bambina con il nuoto, poi attività aerobica in palestra, spinning. Da lì ho iniziato ad andare in bici, prima in mountain bike poi bici da corsa. Ho fatto gare impegnative come gran fondo o crono a squadre con atleti che erano anche professionisti. Io una semplice amatoriale che usciva una volta a settimana, con lavoro, famiglia, casa, ma ero lì grazie ad una squadra che mi ha incoraggiata e alla mia testardaggine 😁. Poi un motivo di aiuto per un amico che non stava bene, mi ha fatto avvicinare alla corsa. 
 
Sono tanti i motivi che spingono a fare sport, tra i tanti il coinvolgimento di persone che spingono ad allenarsi e partecipare ad allenamenti collettivi, la partecipazione a eventi e gare con vari scopi, dalla beneficienza a cause da portare avanti per raccogliere fondi o sensibilizzare su tematiche importanti. 
Quando ti sei sentita campionessa nello sport?
Mi sono sentita una campionessa quando ho terminato la mia prima gran fondo e la mia prima maratona. 
Gli allenamenti più importanti e determinanti? Quelli con tanti km, i famosi lunghi, per arrivare preparati alla gara. 

Lo sport prolungato per ore richiede allenamento fisico e mentale per gestire alcune ore di fatica sportiva, e quindi per portare a termine gran fondo di bici della lunghezza superiore a 100km o maratone di 42,195km bisogna allenarsi per poter fare una prestazione sportiva della durata di alcune ore per portare a termine la gara obiettivo. 
Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e/o performance? Condividere l'allenamento sicuramente aiuta e sprona a fare meglio. E sicuramente il fatto di stare all'aria aperta mi un benessere fisico e soprattutto mentale. 

Insieme è molto meglio nel condividere fatica e gioie, soprattutto allenamenti impegnativi che richiedono un tempo superiore a 1 ora per adattarsi alla fatica, alla gestione dell’alimentazione in gara, per provare l’
abbigliamento e le scarpe adatte da poter indossare il giorno della gara.
 
Quale tua esperienza passata ti rende più sicura di potercela fare? Maratona di Firenze in cui ho sofferto molto per un dolore sopraggiunto durante la gara, ma sarei arrivata a quel traguardo anche strisciando. Avevo fatto troppi sacrifici, allenamenti per arrivare fin lì, non avrei mai mollato. Mia figlia mi aspettava al traguardo e non potevo deluderla. Avercela fatta mi ha aiutato in tante altre situazioni future, anche lavorative. 

Riuscire nella pratica di uno sport e sperimentare dei successi aiuta a rendersi conto di essere capaci a gestire situazioni non solo nel campo sportivo ma anche in altri ambiti della vita quotidiana, come quello lavorativo, scolastico, familiare, amicale. 
Cosa pensano familiari, amici, colleghi della tua attività sportiva? All'inizio con l'esperienza della bici ho avuto un po’ di problemi, ero una mamma con due bambini piccoli che si assentava per tante ore la domenica mattina e non era bello, ma sia mio marito che i miei figli mi hanno sempre sostenuta e quindi sono andata avanti. Ora con il running sono tutti felici (la bici era anche motivo di preoccupazione per la sua pericolosità).
Un episodio curioso, divertente, triste, bizzarro della tua attività sportiva?
In una crono a squadre in Versilia mi sono ritrovata che alla partenza, davanti a me, c'era Cipollini con la sua squadra che doveva partire. Il gigante e la bambina. 
Quali capacità, risorse, caratteristiche possiedi nel tuo sport? Tecnicamente non sono forte, sono lenta perché non ho molto tempo di allenarmi tra lavoro e famiglia, ma sono tenace e determinata. Se decido una cosa la porto a termine. E poi credo che la risorsa più grande sia la gioia, la voglia di vivere quel momento con altre persone, scambiare un sorriso, incitare chi è stanco … sorridere sempre.  

Sorridere sempre è uno strumento vincente per se stessi e per gli altri, si incontrano situazioni difficili crisi, infortuni e sconfitte e bisogna accettare quello che avviene e sapersi organizzare rimodulando obiettivi con le risorse residue e con il sorriso che aiuta a rimettersi in gioco sempre, rialzandosi sempre, andando sempre avanti. 
Nella pratica del tuo sport quali sono le difficoltà e i rischi? 😎 I rischi sono dovuti alla strada, bisogna fare molta attenzione perché purtroppo gli automobilisti non ne hanno. 
Per quali aspetti e fasi ritieni utile lo psicologo nel tuo sport? Forse a chi deve affrontare un impegno importante. 
L'evento sportivo dove hai sperimentato le emozioni più belle? La mia prima Maratona di Roma, condivisa con due amici. 
La tua situazione sportiva più difficile? Incidente ciclistico dove ho veramente temuto di morire per la sua dinamica e nella corsa un dolore improvviso al 22 km e ne avevo ancora altri 20 da fare. 
Come hai affrontato, gestito, superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni? L'incidente in bici forse non è del tutto superato a livello psicologico, mi è rimasta dentro la paura di rivivere una cosa simile. Per questo mi sono dedicata più alla corsa.  Il problema del dolore in gara l'ho affrontato cercando di fare ciò che credevo giusto, un po' di stretching e ho continuato, fino alla fine. 

Bisogna sapersi gestire, capire come fare per prevenire situazioni scomode e difficili, organizzarsi in tempo per potenziare parti carenti che possano aiutare a star bene e a ottenere risultati migliori. 

Cosa hai scoperto di te stessa e degli altri nella pratica dello sport? Che non ci si deve porre dei limiti o credere che qualcosa sia impossibile. Odiavo correre perché mi mancava il respiro, ma una ragione importante mi ha fatto partecipare alla preparazione di una gara e a 45 anni ho iniziato a correre. Ho scoperto di essere resiliente. Sono felice quando corro e questo arriva anche agli altri. 
Sogni realizzati e da realizzare? Maratona di Roma dopo tanto tempo. Sogno da realizzare, la maratona di New York. 

La maratona di New York è il sogno di tanti runner che vogliono fare questa esperienza che raccontano sia straordinaria, coinvolgente, commovente. 
Come vivi il
pre-gara, la gara e il post-gara?
Pre-gara un po' di ansia, la gara con fatica ma cmq felice, il post con un sorriso e gioia infinita. 
Quali sono gli ingredienti del successo? Impegnarsi ma anche vivere con leggerezza, per me deve essere cmq un divertimento. 
A quale personaggio ti ispiri? A tutti coloro che si impegnano seriamente. Adoro vedere gli atleti che partono per primi e li incito perché li ammiro. Lo sport è gioia ma anche tanto lavoro e sacrificio. 

Per ottenere successo bisogna impegnarsi ma non troppo seriamente altrimenti diventa una fatica pesante, è importante fare del proprio meglio serenamente con la consapevolezza che si può fare, si può sperimentare, si può provare con una preparazione adeguata, apprendendo sempre dall’esperienza, mettendosi in gioco, e cercando di fare meglio la volta successiva. 
Cosa diresti a te stessa quando eri più giovane? Inizia prima e sii più sicura di te stessa perché puoi conquistare il mondo con la tua solarità, gentilezza e passione. 

Francesca denota davvero tanta passione nello sport ed è davvero gentile nel rispondere alle mie domande per approfondire il mondo e gli aspetti anche mentali degli atleti che vogliono migliorarsi e star bene allo stesso tempo.
 

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