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lunedì 25 maggio 2015

Gli ultramaratoneti sperimentano di possedere risorse insospettabili,

Matteo Simone 


Gli ultramaratoneti sperimentano di possedere risorse insospettabili, superando le diverse crisi e situazioni lungo il loro percorso. 

Per quanto riguarda le ultramaratone gli atleti sperimentano più sicurezza nel riuscire a portare a termine tali competizioni estenuanti, inoltre sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisione, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri ma prima di tutto da se stessi, si scopre di possedere capacità insospettate, e questo serve da insegnamento anche nella vita oltre che dallo sport, si impara a superare qualsiasi ostacolo, a comprendere che per ogni problema c’è almeno una soluzione e che è possibile trovare tale soluzione che ti porterà al traguardo finale a superare gli imprevisti le sofferenze che comunque diventano passeggere. 
Ecco perché queste persone non si fermano mai, più corrono e più sperimentano, più sperimentano più si emozionano, più si emozionano e più si sentono vivi, sentono che la loro vita ha un senso per loro anche se gli altri li giudicano matti da legare, o suicidi o masochisti, ma per loro l’essenza della vita è sperimentare le proprie capacità personali, misurarsi con limpossibile, l’incerto, sfide continue per conoscere se stessi, per entrare dentro se stessi e fare un viaggio interiore alla ricerca di se stessi e delle proprie possibilità, capacità di affrontare e ritornare sempre a rialzarsi quando si casca, ci si infortuna.
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i seguito le risposte ricevute alla domanda: Cosa hai scoperto del tuo carattere nel diventare ultramaratoneta?:
Angelo Fiorini: “Della mia esperienza ultra decennale da maratoneta e poi da ultramaratoneta, ho scoperto un lato del mio carattere che nella vita di tutti i giorni invece non è proprio cosi: quello di avere una fermezza decisionale e una sicurezza caratteriale prima e durante le gare che sono quelle che ti fanno arrivare al traguardo!
Pasquale Artuso: “Non credevo di esserne capace, fino al 2004 pesavo 105kg e non facevo sport.”
Marco Stravato: “Sicurezza, ho vinto la mia timidezza, la mia forza, non pensavo di avere tutta questa volontà mentale.”
Vincenzo Luciani: “Di avere un carattere che non si abbatte mai e che sa trovare in se stesso la forza per superare gli ostacoli con tenacia che a volte sfiora l’ostinazione. Ognuno di noi ha dentro di sé dei poteri insospettabili quanto non sollecitati a dovere. Ho scoperto anche di avere delle buone qualità di leader e di saper condurre anche gli altri al traguardo, sapendo suscitare in loro le giuste motivazioni e dando sempre l’esempio.
Gianni Greco: “Ha rafforzato la mia forza interiore.”
Marco Dori: “Ho scoperto di avere una mente forte, in grado di non pensare a niente se non a correre per tantissime ore, in grado di focalizzarsi su un impegno senza lasciarsi distrarre da pensieri, soprattutto negativi.”
Sole Paroni: “Che mi sono spesso sottovalutata senza valide motivazioni.”
Franco Draicchio: “Di essere più forte di quanto pensassi, affronto meglio le difficoltà della vita di tutti i giorni.”
Giuseppe Meffe
: “Pace e serenità, prontezza di riflessi e tanto altro ancora.”
Mauro Firmani: “Scoperto credo nulla, sicuramente alcuni aspetti si sono evidenziati, ma quello che dico sempre a tutti coloro che mi chiedono consigli per la loro prima ultra, tipo Passatore, dico che dal giorno dopo non si è più la stessa persona perché si acquista in consapevolezza e orgoglio.”
Ciro Di Palma: “Ho solo avuto conferme. Se voglio, posso fare tutto.”
Claudio Leoncini: “Non molto, sapevo già che le mie peculiarità caratteriali si sarebbero adattate all’ambito delle ultra.”
Monica Casiraghi: “Del mio carattere le ultra mi hanno insegnato a essere sicura e determinata e a superare le paure della vita.”
Laura Ravani: “Che posso smettere di avere paura inutilmente. Che se rimango concentrata sulla realtà e su quello che sto vivendo in genere riesco a capire come devo comportarmi.”
Marco D’Innocenti
: “Nulla di particolare. Forse la capacità di capire il momento in cui è opportuno sapersi fermare e rispettare il proprio organismo.”
Paolo Zongolo: “Che sono una persona tenace e che non ha paura di affrontare nessun limite.”
Enrico Vedilei: “Sembrerà strano ma ho scoperto di essere molto socievole e stare bene in mezzo alla gente, cosa che da piccolo non mi riusciva bene.”
Ivan Cudin: “Niente di particolare, ho semplicemente imparato a credere di più in me stesso.”
Daniele Baranzini: “Non ho scoperto niente di me, ma ho scoperto come vivono gli altri.”
Giuseppe Mangione: “Del mio carattere ho scoperto la positività, forza di volontà, tenacia nell’andare avanti.”
Aurelia Rocchi
: “In ogni ultra che faccio scopro una cosa nuova di me, è come se forse dentro di me c’è un’altra personalità che è ancora da scoprire che conosco poco di lei.
Francesca Canepa: Più che scoperte, direi che ho avuto conferme. Qualunque cosa abbia davanti l’aggettivo Uòtra amplifica il corredo di base, caratteriale o fisico che sia. Porta oltre, per definizione. Quindi ho avuto la conferma che se una cosa mi piace, se ci credo, nulla può impedirmi di portarla a termine. Se invece per qualsiasi motivo non provo più nessun piacere nel farla, semplicemente smetto di farla, qualunque sia la posta in gioco. Non mi arrendo se ne vale la pena, ma questo concetto si riferisce unicamente al mio sistema chiuso “mente-corpo”, non riesco a considerare obiettivi imposti o caldeggiati dall’esterno. L’aggettivo 'Ultra' amplifica anche la ribellione.”
Lisa Borzani: “Che a volte (non sempre purtroppo!) io (come chiunque altro) posso trovare dentro me delle risorse fisiche e mentali che non immaginavo lontanamente di possedere.”
Federico Borlenghi: “Penso di essere più sicuro di me, ho vinto qualche paura che prima avevo.”
So essere paziente e calcolatore.
Maria Chiara Parigi: “Del mio carattere ho scoperto di essere una romantica, che la natura è parte di me e che combatto per ciò che voglio fino allo stremo delle forze!
Paolo Barnes: “Ho scoperto che anche nei momenti di stanchezza estrema posso continuare a andare avanti.”
Michele Belnome: "Sicurezza nell'affrontare la vita quotidiana, aggredire le situazioni negative.”
Salvatore Musone: “Sono diventato più socievole e ilare, l’esperienza più bella e gratificante è che mi hanno spesso chiamato a fare il pace maker alle gare, e quando vedo che non ce la fanno, distraggo molto i podisti tanto che dopo il 21 km e con cadenza ogni 2 km racconto barzellette così da non fargli pesare i km.”
Giorgio Calcaterra: “Conoscevo già il mio carattere e che a volte sono un po' testardo non l'ho scoperto facendo l'ultramaratoneta, ma sicuramente l'essere ultramaratoneta me lo ha confermato.”
Roldano Marzorati: “Grande resilienza, aumento della autostima, a volte però quando esagero con gli allenamenti sono anche facilmente irritabile.”
Roberto D'Uffizi: “Ho scoperto che riesco a trasformare gli aspetti negativi in positivi, o al limite, a ragionare costruttivamente per la risoluzione di un problema. Quando hai un filo di forza e ti devi ingegnare per arrivare al traguardo, puoi tranquillamente avere la resilienza necessaria per affrontare altre problematiche quando sei in condizioni di relativo equilibrio psicologico e fisico.”
Marco Zanchi: “La capacità di affrontare i problemi e difficoltà in gara ti possono essere d’aiuto anche nella vita quotidiana!”
Mena Ievoli: “Che sono tenace, e che non mi fermo tanto facilmente, e che mi diverto, e sopporto bene la fatica.”
Valentina Spano: “Che la mente umana non ha limiti. Che se mi concentro bene posso affrontare alla grande le gare più dure, non sento neanche più il caldo o il freddo. So gestire bene le energie e la resistenza mentale è sicuramente la mia migliore amica.”
Gianluca Di Meo: “Da piccolo, più tempo correvo andavo in bici, stavo sotto lacqua gelata, più tempo spostavo i miei limiti più ero contento, non mi interessava la velocità ma la durata.
Vito Rubino: “Di essere determinato e paziente nel raggiungere gli obiettivi.”
Silvio Cabras: “Avendo un carattere molto timido e introverso, socializzando mi ha dato la possibilità di aprirmi!
Dante Sanson
: “Che le ultramaratone possono aiutare a vincere il senso di rinuncia al raggiungimento dei propri obiettivi.”
Monica Testa: “Ho scoperto di essere testona e codigna.”
Armando Quadrani: “Fondamentalmente non molto di quanto non sapessi già. Sicuramente ho migliorato la mia tenacia  e la voglia di pensare in maniera meno negativa di quanto facessi prima.”
Riccardo Borgialli: “Che ho una forza d’animo incredibile, non pensavo di essere così riluttante all’idea di gettare la spugna. La tenacia è sicuramente il lato di me ho più piacevolmente scoperto.”
Andrea Boni Sforza: “Niente che non sapessi già, lo sport rivela agli altri il tuo carattere ma non a te stesso.

Da queste risposte emerge che la passione e la pratica dell’ultramaratona permette di conoscere e scoprire delle risorse interne che in situazioni ordinarie sono insospettabili. L’adattamento graduale a situazioni di estremo stress psicofisico permettono di esprimere delle caratteristiche che hanno a che fare con la tenacia, la determinazione, la resilienza, che accrescono la forza mentale per andare avanti, per raggiungere un obiettivo prefissato, per superare eventuali crisi lungo il duro percorso.
Questo è il sorprendente, bizzarro, straordinario mondo degli ultrarunner, incontri, saluti, abbracci, condivisione dell’esperienza. 
Per approfondimenti è possibile consultare i libri:
Cosa spinge le persone a fare sport?, edito da Aracne Editrice 2020 
Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 
Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, Edizioni Psiconline, Francavilla al Mare (CH), giugno 2019 
La Resilienza e l’Autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. 
Gli atleti sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita. 
Si impara a valutare che per ogni problema c’è almeno una soluzione; tale soluzione ti porterà al traguardo finale, ti permetterà di superare gli imprevisti e tollerare le sofferenze. 
Lo sport delle donne. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 10 ottobre 2018. 
Nello sport non è importante solo la forza, la resistenza e i muscoli, ma è importante sviluppare anche la forza e la resistenza mentale che permettono di andare oltre, di consolidare lo stato di forma. 
Sempre più le donne stanno dimostrando di essere fortissime atlete e nelle gare di endurance competono anche con gli uomini con tanta grinta e forza, infatti è già successo che in gare considerate più dure d’Europa la vincitrice assoluta è stata una donna Americana. Raggiungere traguardi importanti diventa il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo ambito, la ricompensa di tanti sforzi e tanta fatica per ottenere qualcosa che si desidera con determinazione, tenacia, passione e con l’aiuto di qualcuno che sostiene.  
Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atletaProspettiva editrice, Civitavecchia, 2017. 
Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. 
Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance. 
E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. 
Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti. 
Simone M. – Baranzini D., Ultramaratoneta: un’analisi interminabile, Edizioni ARAS, Fano, 2016. 
L’intento di questo libro è di illustrare l'ultramaratona, un particolare vissuto di sport a volte considerato estremo, ai limiti della umana ragionevolezza. 
L’opera è una sorta di fantastico saggio poetico. 
L’intento degli autori è di illustrare un particolare vissuto di sport a volte considerato estremo, ai limiti della umana ragionevolezza. 
L’opera è frutto di una sorta di dialogo e corrispondenza tra i due autori. 
Daniele Baranzini si racconta attraverso la sua pianificazione e progettazione di lunghe gare da interpretare e portare a termine e Matteo Simone, come un archeologo, cerca di entrare nella psiche di Daniele alla ricerca di un senso. 
Sviluppare la resilienza Per affrontare crisi, traumi, sconfitte nella vita e nello sport, MJM Editore, Meda (MI), 2014. 
L’obiettivo del mio testo “Sviluppare la Resilienza” è illustrare, in maniera teorico e pratico-esperienziale, aspetti inerenti la resilienza e le modalità per svilupparla; fornire strumenti teorico-pratici per stimolare l’autoconsapevolezza e valorizzare le risorse personali e di rete. Prefazioni di Isabel Fernandez (Presidente Associazione EMDR Italia) e Sergio Mazzei (Direttore dell’Istituto Gestalt e Body Work di Cagliari). Introduzione di Isa Magli. 
O.R.A. Obiettivi, Risorse, Autoefficacia. Modello di intervento per raggiungere obiettivi nella vita e nello sport
, Edizioni ARAS, Fano, 2013 ISBN 978-8896378991. 
L’obiettivo di questo mio scritto è illustrare argomenti riguardanti il raggiungimento di obiettivi nella vita e nello sport, con un mio modello di intervento denominato Modello O.R.A. che è l’acronimo di Obiettivi, Risorse ed Autoefficacia. 
Si rivolge agli adulti, educatori, operatori d’aiuto, studenti di psicologia, psicologi, psicoterapeuti, professionisti che gravitano attorno al mondo dell’atleta e agli atleti stessi. 
Prefazione di Sergio MazzeiDirettore dell’Istituto Gestalt e Body Work di Cagliari, riporto alcuni passaggi: 
“…nell’attività sportiva così come nelle pratiche delle arti marziali, il lavoro con la consapevolezza non si riferirà soltanto alla dimensione corporea ma andrà esteso evidentemente anche all’esperienza emozionale e a quella del pensiero".
Psicologia dello sport e dell'esercizio fisico. Dal benessere alla prestazione ottimale, Sogno Edizioni, Genova, 2013. 

https://www.ibs.it/psicologia-dello-sport-dell-esercizio-libro-matteo-simone/e/9788896746394 

Il presente volume affronta le problematiche inerenti l’attività fisica intesa sia quale forma preventiva tesa al benessere fisico, sociale e psicologico, sia quale sport da praticare per raggiungere prestazioni eccellenti. Il tema del benessere è considerato da diversi punti di vista sia psichico che fisico e con un approccio della Terapia della Gestalt che è un approccio fenomenologico esistenziale. 


Matteo SIMONE 

380-4337230 - 21163@tiscali.it 

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

http://www.unilibro.it/libri/f/autore/simone_matteo 

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