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lunedì 25 maggio 2015

Ultramaratoneti e gare estreme: Hai un sogno nel cassetto?


Simpatici, divertenti, ma anche impossibile sembrerebbero i sogni nel cassetto degli ultramaratoneti. 

Condizioni assurde, nel deserto, nei ghiacciai, caldo estremo. Ma loro se vogliono possono tutto, è questo che emerge dalla domanda: Hai un sogno nel cassetto?
Marco Stravato"La Nove Colli Running, ma di più l’UTMB e il TDG, il trail lo preferisco ultimamente.”
Stefano La Cara: "Quelli importanti sono tutti realizzati.”
Vincenzo Luciani: "Rifare una 100 km, ma per divertirmi per davvero mi servirebbero 15-20 anni di meno.”
Gianni Greco: "Poter correre una Ultra con mia moglie.”
Marco Dori: “
Relativamente alle ultra, sì, diversi. Mi piacerebbe correre nel deserto, una di quelle corse a tappe. Mi piacerebbe correre anche sul ghiaccio al Polo Sud o Nord e poi mi piacerebbe fare una sky race, un ultra trail in montagna in mezzo alla neve. Poi mi piacerebbe riuscire a fare la Atene – Sparta di 248 km… Insomma, parecchie cose…”
Fabrizio Terrinoni: “Ovviamente l’Ironman delle Hawaii!”
Sole Paroni: “Per ora mi accontenterei della 100km del Passatore".
Franco Draicchio: “Il mio sogno che spero di realizzare quest'anno sta per diventare realtà, ovvero organizzare una manifestazione podistica. Siamo noi che dobbiamo far sì che i sogni si avverino, ecco perché per il 4 luglio 2015 organizzo la Sei ore de Conti a Serra de Conti in provincia di Ancona. Spero che tu possa dare il tuo contributo alla realizzazione del mio sogno semplicemente con la tua presenza".
Giuseppe Meffe: “Fare la 202km Nove Colli.”
Mauro Firmani: “Il sogno attuale è la partecipazione alla Nove Colli del prossimo 23 maggio per la quale mi sto allenando, ma se dovessi riuscire a finirla già so che penserei alla Spartathlon, del resto l’asticella va alzata piano piano. E’ comunque vero che mai avrei pensato, prima di iniziare a correre, di poter fare quello che poi ho fatto, per carità nulla di speciale, tutto è relativo dico sempre. Sapere questo mi dà la tranquillità dell’accettare anche il momento negativo e so che un sogno non riuscirò a raggiungerlo perché non accontentandomi e ponendomene sempre altri prima o poi mi dovrò arrendere, ma sarò ugualmente felice di aver sognato perché questo mi rende vivo.”
Claudio Leoncini: “No, per le ultra ho raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissato (under 3h20’ nella 50Km, under 7h45’ nella 100km, 80 Km nella 6h e under 4h00’ nella Pistoia Abetone) e sono soddisfatto così.”
Monica Casiraghi: “Ho mille sogni, spero di realizzarli però uno alla volta !
Laura Ravani: “La Milkil, 1000 km che attraversa la Francia (il mio posto preferito).”
Marco D'Innocenti: “Si, poter continuare a correre in eterno.”
Paolo Zongolo: “Diversi tra cui la Badwater Ultramarathon, la Western States Endurance Run e il Tor Des Geants.”
Enrico Vedilei: “I sogni sportivi nel cassetto credo di averli raggiunti in quanto ho vestito 8 volte la Maglia della Nazionale nella specialità della 100km su strada mentre dal 2008 sono il Coordinatore Nazionale del settore Ultratrail e con presenze in Nazionale abbiamo sempre portato a casa qualche medaglia, per la precisione 6 di cui 3 individuali e 3 a squadreIl sogno nel cassetto attuale sarebbe quello di poter scrivere un libro sulle gare fatte intorno al mondo ma bisogna avere del tempo e anche se avevo cominciato, non riesco mai a concentrarmi per finirlo.”


Enrico nel frattempo ha scritto un suo libro dal titolo: "Oltre l’arrivo, 20 anni di gare ultra in Italia, raccolta dati e analisi".

https://krakatoasport.it/prodotto/oltre-larrivo-20-anni-di-gare-ultra-in-italia-raccolta-dati-e-analisi/  


Ivan Cudin: “Portare a termine la Badwater Ultramarathon.”
Daniele Baranzini: “Certo ma non te lo svelo, lo vedrai un giorno.”

Nel frattempo è uscito il libro a quattro mani “Ultramaratoneta: Un'analisi interminabile” di Baranzini D. (cur.) Simone M. (cur.) edito da Aras Edizioni, 2016. 

Giuseppe MangioneIl mio sogno nel cassetto è la convocazione in azzurro per la 24 ore, quest’anno l’ho sfiorata per un pelo e alla mia età è molto gratificante.”

“L'Ultramaratoneta di Corato”, edito da Arduino Sacco Editore è il libro scritto a quattro mani da Giuseppe Mangione e dal sottoscritto.   

https://www.unilibro.it/libro/simone-matteo-mangione-giuseppe/ultramaratoneta-corato-esperienze-sensazioni-emozioni-aspetti-psicologici-atleta-corsa-lunghe-distanze/9788869513183 


Francesca Canepa: “Vincere la maratona di New York nella categoria Over 70.”

Lisa Borzani: “Si, ma non si dice sennò non si avvera!”
Federico Borlenghi: “Si riuscire di fare più di 240km nella 24h, correre la Badwater e la Marathon de sables.”
Maria Chiara Parigi: “Il mio sogno è di vedere più possibile il mondo con tutti i suoi angoli anche i più remoti camminando e correndo!”
Filippo Canetta: “Ne ho tantissimi, non uno solo!”
Pablo Barnes: “Capire il senso della vita, essere felice, e potere invecchiare senza timori".
Antonio Carozza: “Si! Continuare a correre più a lungo possibile.”
Stefano Ruzza: “Sogni di gare, molti: Western States, Hardrock, Marathon de Sables, Passatore, Spartathlon. Ma anche dedicarmi prima o poi all'alta montagna. Un sogno in particolare no. Preferisco avere tanti piccoli sogni.”
Stefano Bognini: “Provare a correre la 9 colli.”
Michele Belnome: “Correre, correre, correre fino a quando il fisico potrà consentirmelo".
Salvatore MusonePenso che tutti hanno un sogno nel cassetto, dato che non posso fare più attività agonistica ma solo amatoriale, il mio sogno è quello di trasmettere la mia esperienza e soprattutto passione agli altri e chissà che ne venga fuori un campione.”
Giorgio Calcaterra: “Correre a 100 anni una 100km sotto le 10 ore non sarebbe male!
Roldano Marzorati: “Tanti…ad esempio un tour negli U.S.A. di 6 mesi: una gara ogni tre settimane, nuovi luoghi nuove esperienze e nuovi amici.”
Lorena: “Si, ma non lo posso dire, altrimenti non si avvera.”
Marco Zanchi: “Ne ho più di uno, spero di realizzarli presto in ordine? Reunion e altri.”
Marinella Satta: “Si, mi piacerebbe fare una gara di 10 giorni, oppure provare a fare la maratona palleggiando con 2 palloni. Appena mi capita l’occasione, spero presto, proverò a fare la maratona con 2 palloni.”
Mena: “The Western States (Il Western States 100 Mile Endurance Run è la più antica e prestigiosa 100 miglia trail corsa del mondo.”
Valentina Spano: “Uno?!?!? Troppi. Ho raggiunto finora tutti gli obiettivi che mi ero prefissata.sono molto fortunata! Se proprio devo dirne uno: la nazionale di ultramaratona!
Gianluca Di Meo: “L’Iditaroid, (avventura estrema sia per le condizioni climatiche, con temperature spesso vicine a -40 °C, che per la lunghezza del percorso, ben 1770 km. Si partecipa a piedi, in bici o con gli sci) dove per usare il cellulare ci vogliono tre persone per le bassissime temperature.”
Vito Rubino: “Il mio cassetto è pieno di sogni. Ma è come il vaso di Pandora, preferisco non aprirlo. Piuttosto lascio che i sogni escano soli uno a uno.”
Silvio Cabras: “Partecipare a un'ultramaratona nel deserto.”
Dante Sanson: “Partecipare alla Magredi MT 100M (ultra trail di 161 km e 7.000 mt di dislivello positivo che si snoda attraverso alcuni dei più spettacolari paesaggi del Friuli Venezia Giulia) ad Ottobre (raggiungibile), ma se mai raggiungessi i punti necessari mi piacerebbe tanto partecipare all’ Ultra Trail del Monte Bianco, prima o poi vorrei attraversare un deserto di corsa, ma il prossimo anno voglio scendere sotto le 11 ore al Passatore, ’I Sogni sono Gratis’.”
Monica Testa: “Il mio sogno sarebbe poter partecipare al Tor e cosa impossibilissima far parte di una squadra importante come tecnica o montura, sogni un po' troppo infantili ma sono sogni.
Armando Quadrani: “Chiunque ha una utopia e come tale, personalmente, so che non potrà mai
avverarsi. Ha un nome ben preciso: Spartathlon.”
Riccardo Borgialli: “Ne ho tanti, riguardo questo ambito mi piacerebbe partecipare alle gare simbolo del mio sport, l’ultra-trail, così mi piacerebbe un giorno partecipare alla UTMB (Ultra Trail du Mont Blanc), alla Western States Endurance Run e al Tor des Geants, ma c’è tempo per questo, sono ancora giovane e mi dirigerò su distanze così elevate solo tra qualche anno, per ora devo sfruttare la mia velocità sulle 50km, provando a fare dei buoni piazzamenti, così un sogno potrebbe realizzarsi già questa estate, sarebbe quello di salire sul palco di Chamonix entrando nei dieci alla OCC (gara che fa parte dell’evento UTMB)".
Andrea Boni Sforza: “VORREI FARE DELLA MIA PASSIONE PER LO SPORT IL MIO LAVORO.
Angelo Fiorini: “Visto che ho raccontato tutto al passato, essendomi fermato tre anni fa per i motivi ben noti, il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di poter tornare a fare almeno una maratona senza la preoccupazione dei tempi, ma avere la soddisfazione provata la prima volta e ciò significherebbe principalmente per me, aver rimosso la paura e con la promessa che ciò non significa ricominciare! Anche perché i miei mi caccerebbero da casa!!!! Grazie a te che mi hai dato l’opportunità di raccontare di un sport che non ha molta eco e che soprattutto dovrebbe avere più prescrizioni per poterlo praticare in sicurezza.

Il sogno del cassetto per gli ultramaratoneti sono partecipare a competizioni di distanza o condizioni superiori o più estreme rispetto a quelle già sperimentate. Ma anche gareggiare con la propria moglie oppure diventare organizzatori di gare ultra o estreme.
Questo è il sorprendente, bizzarro, straordinario mondo degli ultrarunner, incontri, saluti, abbracci, condivisione dell’esperienza. Per approfondimenti è possibile consultare alcuni miei libri:

“Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice 2020 

http://www.aracneeditrice.it/aracneweb/index.php/pubblicazione.html?item=9788825528275 

Il libro riporta alcune interviste fatte ad atleti di diverse discipline sportive e indaga sulle motivazioni che spingono le persone a fare sport. Non solo la performance, ma anche la voglia di mettersi in gioco, di mantenersi in forma, di rincorrere il benessere psicofisico, emotivo e relazionale. Una spinta motivazionale dettata da cuore, testa e corpo per provare a non mollare e per migliorarsi. 


DA 10 A 100 Dai primi 10 km corsi alla 100 km per Milano (Alberto Merex Mereghetti e Matteo Simone) 2020 

Questo testo nasce dall’idea di due persone di cui Alberto Mereghetti, atleta di corsa di lunghe distanze e triatleta e Matteo Simone, psicologo dello sport, scrittore e runner. 

L’intento è di raccontare le esperienze sportive di Alberto che a piccoli passi riesce ad andare molto lontano sperimentando benessere attraverso lo sport e anche performance. Si tratta di racconti di esperienze sportive intramezzati da aspetti di psicologia che vogliono trasmettere informazioni e cognizioni circa la psicologia dello sport e dell’esercizio fisico a partire dalla motivazione a fare sport, la pratica costante, la fiducia in sé, il superare crisi e difficoltà, la definizione di obiettivi difficili e sfidanti. 


TRIATHLON E IRONMAN La psicologia del triatleta.

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=463&controller=product 

Prospettiva Editrice, Civitavecchia, settembre 2019. Gli atleti vanno alla ricerca di sensazioni positive e di benessere, ed alla ricerca della sfida, per verificare quanto si è capaci a perpetrare uno sforzo nel tempo. Gli atleti considerano l’importanza del fattore mentale, affermando che non basta solamente l’allenamento fisico, ma è opportuno sviluppare anche aspetti mentali, quali la caparbietà, la tenacia, la determinazione e questi aspetti poi saranno utili anche per la vita quotidiana; infatti, essi permetteranno di saper gestire e affrontare determinate situazioni considerate difficili.  


Maratoneti e ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida, Edizioni Psiconline, Francavilla al Mare (CH), giugno 2019 

La Resilienza e l’Autoefficacia sono concetti importanti nella psicologia dello sport, ma anche nella vita in generale, per raggiungere i propri obiettivi in qualsiasi campo. 

Gli atleti sentono di valere, di avere forza mentale, di saper prendere decisioni, di sentirsi leader, in sostanza aumenta l’autoefficacia personale nell’ambito sportivo, si sentono riconosciuti dagli altri, scoprono di possedere capacità insospettate: l’ultracorsa diventa una palestra di vita. 

Si impara a valutare che per ogni problema c’è almeno una soluzione; tale soluzione ti porterà al traguardo finale, ti permetterà di superare gli imprevisti e tollerare le sofferenze. 


LO SPORT DELLE DONNE. Donne sempre più determinate, competitive e resilienti, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 10 ottobre 2018. 

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=425&controller=product 

Nello sport non è importante solo la forza, la resistenza e i muscoli, ma è importante sviluppare anche la forza e la resistenza mentale che permettono di andare oltre, di consolidare lo stato di forma. Sempre più le donne stanno dimostrando di essere fortissime atlete e nelle gare di endurance competono anche con gli uomini con tanta grinta e forza, infatti è già successo che in gare considerate più dure d’Europa la vincitrice assoluta è stata una donna Americana. Raggiungere traguardi importanti diventa il coronamento di un sogno, il raggiungimento di un obiettivo ambito, la ricompensa di tanti sforzi e tanta fatica per ottenere qualcosa che si desidera con determinazione, tenacia, passione e con l’aiuto di qualcuno che sostiene.  

 

SPORT, BENESSERE e PERFORMANCE Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atletaProspettiva editrice, Civitavecchia, 2017. 

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=397&controller=product 

Sollecitato da un amico triatleta ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni, ma anche dell’atleta comune lavoratore, il quale deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, praticare sport, stare con amici atleti, partecipare a competizioni. Attraverso questionari ho raccolto il punto di vista di atleti comuni e campioni, per approfondire il mondo dello sport, e in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance. E’ fondamentale conoscere il loro punto di vista a completamento delle teorie relative agli aspetti che incidono sul benessere e la performance dell’atleta e della squadra. Lo psicologo dello sport a volte diventa una figura di riferimento per il singolo atleta, per l’intera squadra, per lo staff, i tecnici, i dirigenti. 

  

Simone M. – Mangione G., L’ultramaratoneta di Corato. Esperienze, sensazioni, emozioni e aspetti psicologici di un atleta di corsa delle lunghe distanzeArduino Sacco Editore, Roma, 2017 

http://www.arduinosaccoeditore.eu/products/l-ultramaratoneta-di-corato/ 

L’intento di questo libro, scritto da uno psicologo e da un atleta di corsa di lunghe distanze, è di esprimere il senso dello sport, della corsa in particolare. Nel testo si parla del mondo dello sport che racchiude diversi aspetti quali il benessere psicofisico, emotivo e relazionale attraverso la partecipazione ad allenamenti e gare incontrando amici e avversari; sani stili di vita; l’aspetto mentale che ha grande importanza per il raggiungimento di obiettivi, la performance e per superare crisi e difficoltà sia nello sport che nella vita. Nel testo si parla di impressioni, sensazioni e tante emozioni; aspetti mentali quali l’autoconsapevolezza, motivazione, autoefficacia, resilienza. Giuseppe racconterà con le sue parole in corsivo le sue esperienze e le sue impressioni in gare lunghe e difficili. 


Ultramaratoneti e gare estreme, Prospettiva editrice, Civitavecchia, 2016. 

http://www.prospettivaeditrice.it/index.php?id_product=357&controller=product 

Sport & Benessere 1 | | ed novembre 2016 

Chi sono gli ultramaratoneti? Cosa motiva questi atleti? Quali meccanismi psicologici consentono loro di affrontare gare estreme? Cosa li spinge a spostare sempre più in avanti i limiti fisici? 

Questi i quesiti che si è posto l’autore Matteo Simone per stendere questo libro, si parla di ultramaratone e di gare estreme per lunghezza kilometrica, per condizioni fisiche-naturalistiche e metereologiche nelle quali si affrontano i percorsi, per le richieste mentali poste a questi atleti. Il testo consente di calarsi nella realtà degli ultramaratoneti, grazie all’esperienza diretta dell’autore ed al contributo di centinaia di atleti intervistati che hanno condiviso le loro esperienze di gara. Vi sono i racconti di amanti della corsa e di atleti professionisti. In primo piano è il vissuto esperienziale degli atleti, le loro problematiche, le loro convinzioni, le loro paure, le loro esperienze di vita e i loro successi. Come ci ricorda la psicoterapia della Gestalt è nell’esperienza che risiede la conoscenza. Un libro affascinante che riporta le motivazioni di queste persone, che tratteggia le loro strutture caratteriali. Un testo che permette di avvicinarsi a questo tipo di discipline considerate estreme e impossibili. 


Simone M. – Baranzini D., Ultramaratoneta: un’analisi interminabile, Edizioni ARAS, Fano, 2016. 

http://www.arasedizioni.com/files/catalogo/popup.php?cID=1&pID=854  

L’intento di questo libro è di illustrare l'ultramaratona, un particolare vissuto di sport a volte considerato estremo, ai limiti della umana ragionevolezza. 

L’opera è una sorta di fantastico saggio poetico. L’intento degli autori è di illustrare un particolare vissuto di sport a volte considerato estremo, ai limiti della umana ragionevolezza. L’opera è frutto di una sorta di dialogo e corrispondenza tra i due autori. Daniele Baranzini si racconta attraverso la sua pianificazione e progettazione di lunghe gare da interpretare e portare a termine e Matteo Simone, come un archeologo, cerca di entrare nella psiche di Daniele alla ricerca di un senso. 


Matteo SIMONE

Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
CONTATTI: 380.4337230 - 21163@tiscali.it

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