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lunedì 27 gennaio 2020

Filippo Poponesi: Sfidiamo il freddo, Arrowhead 135, Minnesota 217km

Matteo Simone 21163@tiscali.it 

Filippo Poponesi, della “Lunatici Ellera Corciano Asd”, questa volta è pronto a sfidare il freddo percorrendo tantissimi chilometri in autosufficienza con slitta a seguito. 

Di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande: Cos'hai in mente?Ciao Matteo. Questa volta sfidiamo il freddo. Arrowhead 135, cioè 217 km in nord Minnesota, in totale autosufficienza, con slitta da trainare sulla neve per trasportare tutta l'attrezzatura, gli alimenti e l'abbigliamento di scorta. Le temperature in questo periodo sono mediamente intorno a -20/-25 gradi, con picchi di -35/-40.

Qualcuno direbbe: ma chi te lo fa fare? Ma lo sport estremo di endurance mette alla prova gli atleti ma li arricchisce anche di insegnamenti validi e duraturi fortificandosi portando a termine tali imprese non con l’improvvisazione ma con una minuziosa preparazione e accortezza.
Quanto ci hai lavorato?La parte organizzativa e di reperimento materiale/ abbigliamento è stata massacrante, soprattutto in virtù dell'inesperienza in gare di questo genere. Mi sono dovuto affidare a mani esperte di amici scalatori e guide alpine che mi hanno portato in negozi specializzati. L'abbigliamento tecnico è molto costoso, così come tutto il resto se si vuol andare a correre una gara così lontani da casa, e fortunatamente ho avuto il supporto di alcuni sponsor che mi hanno aiutato a coprire parzialmente le spese. Insieme agli allenamenti, tutto ciò mi ha impegnato per circa 4 mesi, con sedute da oltre 8 ore di camminata fino a tappe da oltre 115 km di corsa e camminata in salita, per concludere con l'allenamento più lungo in occasione dell'ottavo Popof Day di dicembre on cui ho percorso circa 140 km. Non ho fatto allenamenti specifici sulla neve o trainando copertoni o slitte.”

Gli atleti ultrarunner, per tanti considerati folli, per tanti considerati uomini coraggiosi, decidono il loro obiettivo a tavolino e si organizzano per portarlo a termine studiando tutto ciò che occorre in termini di allenamenti e attrezzature, passando giorni e giorni a faticare e sperimentarsi in diverse condizioni estreme per simulare le difficoltà del giorno della gara, in modo da non essere colti impreparati e da poter avanzare superando ogni ostacolo e/o imprevisto con fiducia e resilienza grazie all'esperienza maturata attraverso le tante altre gare estreme portate a termine che hanno fruttato tanti insegnamenti. 
Dietro grandi imprese vi sogno anche tante persone che aiutano, consigliano, suggeriscono, coccolano, sostengono.
Ti senti pronto e preparato?Mentalmente mi sento assolutamente pronto e lo capisco dall'impazienza di trovarmi al nastro di partenza. La certezza di essere preparato non posso averla, proprio in virtù dell'inesperienza in questo genere di gare. Ho comunque fatto tanti allenamenti in salita che nel mio immaginario e un po' come trainare il peso di una slitta carica.”

Certe gare estreme si preparano fisicamente e mentalmente, con allenamenti e lavori faticosi ma anche visualizzando i momenti più intensi della lunga traversata cercando di capire quali potrebbero essere le capacità e quali le proprie risorse e capacità che contribuiscono al buon esito della sfida.
Rischi qualcosa?Come detto anche in occasione della conferenza stampa tenutasi il 23 gennaio al palazzo della regione Umbria, non voglio assolutamente correre alcun rischio e il fatto di avere un sistema di sicurezza che permetta agli atleti di segnalare qualunque difficoltà mi fa stare tranquillo, anche perché sono certo che se dovessi averne bisogno lo userei.  
Non voglio fare l'eroe, anche perché alla base di ogni mia avventura podistica c'è il divertimento. Dopodiché, non conoscendo il percorso e con l'incognita delle condizioni climatiche estreme, qualche rischio può anche esserci, ma l'attrezzatura che ho con me mi dà tranquillità.”

Filippo sembra essere molto consapevole di ciò a cui va incontro e il suo spirito di partecipazione teso anche al divertimento l’aiuta a essere positivo e fiducioso, grazie anche alla tantissima esperienza accumulata negli anni nella partecipazione di tantissime gare di endurance.
Hai un team a seguito? Preparati per aiutarti?La gara è in totale autosufficienza, pertanto gli atleti non possono avere crew al seguito. Simone Leo ha un bel team al seguito che mi ha aiutato molto nella logistica (voli, hotel, noleggi, etc.) e nel reperimento di parte dell'attrezzatura. Siamo un bel gruppo, ma come già detto, nel corso della gara gli atleti non possono essere né seguiti né assistiti, neanche ai check point, novità di quest'anno.”

Un’impresa da condurre tutta da solo dallo start fino alla fine, godendo il team solamente nella fase di preparazione e avvicinamento al momento della partenza.
A casa si preoccupano per le tue imprese?Sicuramente a casa c'è sempre un certo timore e agitazione quando mi accingo ad affrontare gare di questo tipo che i non addetti ai lavori definiscono ‘estreme’. Per chi, come me e altri ultramaratoneti, ha già corso gare sopra i 200 km, non sono gare estreme ma certamente non facili, che però è ben diverso dall'essere estreme. Quando hai la possibilità di essere soccorso in tempi rapidi e hai la giusta attrezzatura, non puoi correre rischi estremi a meno che non sia tu a volerlo e io proprio non ci tengo. Questo è ciò che dico sempre a familiari e amici quando affronto nuove sfide come questa. Capisco che per chi sta a casa e non vive di persona la gara, possa esserci molta preoccupazione, soprattutto a queste temperature.”

Sembra esser tutto sotto controllo per Filippo che ha fatto i compiti a casa per affrontare questa grande impresa.
Un’intervista a Filippo Poponesi è riportata nel libro “Maratoneti e ultrarunner”, Edizioni Psiconline.
Filippo Poponesi è menzionato nel libro “Sport benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, di Matteo Simone.  
Editore: Prospettiva Editrice. Collana: Sport & Benessere. Data di Pubblicazione: 15 novembre 2017.

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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