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lunedì 7 dicembre 2020

Orlando Pizzolato (1° New York Marathon 1984 e 1985) allena podisti amatori

Matteo SIMONE 

Più di 30 anni fa Orlando Pizzolato era un fortissimo maratoneta di livello internazionale e vinse per ben due volte consecutive la maratona di New York negli anni 1984 e 1985, vinse le Universiadi a Kobenel 1985 e la Venice Marathon nel 1988. 

Inoltre il 1986 arrivò 2° ai Campionati Europei di Stoccarda e 3° alla Boston Marathon. Arrivò 6° ai Campionati Mondiali di Roma nel 1987. 
Nel 1992, finita la carriera di maratoneta, ha iniziato ad allenare podisti amatori ed è rimasto nel mondo dello sport anche quale direttore responsabile della rivista mensile Correre, commentatore tecnico RAISPORT, giornalista collaboratore di diverse testate, consulente sportivo di aziende, consulente sportivo di Terramia Viaggi.
In questo periodo di incertezza e preoccupazione, dovute al COVID 19, ho fatto alcune domande a Orlando relativamente alla sua esperienza di atleta e allenatore.
Cosa toglie e cosa dà lo sport?Lo sport che io pratico ed ho praticato, la corsa di resistenza, dà maggior efficienza fisica ed anche una sorta di euforia mentale per il piacere di sentire il corpo in forma. A me non ha tolto nulla perché l'ho sempre praticato con piacere. In qualche occasione ho avvertito un senso di impegno mentale quando però non era solo uno sport amatoriale ma la mia professione”. 


In effetti la corsa è un’opportunità per trasformare le persone in sane ed efficienti dal punto di vista fisico e mentale, in grado di resistere ad allenamenti sostenute e gare impegnative come le maratone e anche a gestire momenti e situazioni che hanno a che fare con pressione e stress prima di una gara importante o un test di verifica dove si tratta di comprendere se il lavoro, la fatica e i sacrifici fatti hanno prodotto un risultato degno di quanto si è investito in termini di tempo, denaro, e rinuncia ad altre attività.
Quali sono gli allenamenti più importanti e decisivi per un maratoneta?Senza dubbio la resistenza alla distanza per migliorare la tenuta strutturale, e anche il miglioramento del ritmo gara”.
 
Per esprimersi al meglio in maratona, come suggerisce Orlando, bisogna farsi amica la fatica, la resistenza fisica alle lunghe distanze, cercare di avere ritmi elevati per diversi chilometri e recuperare il meno possibile per abituare corpo e mente a qualche ora di esercizio fisico sostenuto per cercare di ottenere quanto desiderato, che sia il terminare una maratona o vincerla.
Cosa consigli a chi predilige il divano?
Se un soggetto non avverte il desiderio di svolgere attività fisica per il proprio benessere, è probabile che non abbia un interesse a fare una cosa che non gli piace, e difficilmente le mie parole lo motiverebbero proprio perché non ha questo interesse. Tanti soggetti non amano fare delle cose che non appassionano”.
 
Però se qualcuno iniziasse a compiere i primi passi potrebbe anche aver voglia poi di partecipare a uno stage che organizza lo stesso Orlando in posti dove prerogativa è la natura e l’aria aperta e potrebbe apprendere l’arte di correre. 
Per info mandate una mail a stage@orlandopizzolato.com
Come stai affrontando, gestendo, superando il periodo covid 19?Non ha modificato molto il mio modo di vivere perché lavoro da sempre in casa. Tuttavia ha limitato il mio rapporto con i ragazzi che alleno, ma seguendo le regole del contenimento del contagio sono riuscito a far svolgere una regolare preparazione. Purtroppo sono mancate più occasioni di fare gare ed in questo caso ho dovuto motivare i ragazzi proponendo obiettivi tecnici e non agonistici”.
Cosa consigli ad atleti e allenatori in questo periodo di pandemia?Mantenere la motivazione agli allenamenti puntando a migliorare gli aspetti tecnici e fisici che rappresentano dei punti deboli. In questo caso i progressi sono piuttosto tangibili in breve tempo. Per mantenere la carica agonistica ho proposto invece di fare dei test controllati”.

Purtroppo quando ci sono imprevisti e avversità come questo lungo periodo dovuto alla pandemia causa COVID, si tratta di accettare l’accaduto e riorganizzarsi cavalcando l’onda del cambiamento, non si può mollare del tutto ma cercare di comprendere come riorganizzarsi per rimodulare piani e programmi, visto che le gare sono quasi cessate del tutto, bisogna far trovate soprattutto ai ragazzi nuovi stimoli per non mollare ma continuare a trovare entusiasmo e stimoli utili per mantenere la forma e non abbandonare lo sport che risulta essere sempre una risorsa importarne e indispensabile per le persone.
Cosa diresti ad atleti e allenatori per non mollare e continuare a crederci?La situazione sanitaria attuale non è favorevole ma la possibilità di avere presto disponibile il vaccino dà speranza che in primavera si potrà tornare a gareggiare con più frequenza. È quindi una questione di concentrazione e determinazione”.
 
In effetti in questo periodo di stop dalle gare ci si può focalizzare su aspetti che in genere si lasciano in sospeso perché si ritiene di non aver tempo per tutto e si prediligono carichi di lavoro che assicurano una preparazione idonea alle gare imminenti, ora è il momento di coltivare metodi e tecniche comunque importanti che possono contribuire alla performance dell’atleta.
Quali sensazioni sperimentavi in maratona?Di base era una questione di fatica e disagio, sia fisico sia mentale, anche molto elevato - soprattutto nel tratto finale, ma si sa che queste sensazioni sono condizionate dall'esito della prova. Nel momento in cui la prestazione è positiva, fatica e stanchezza sono elementi che si percepiscono con minor rilevanza perché il pensiero è attratto dalla situazione favorevole. Pertanto, la maratona è una prova nella quale ci si deve impegnare a ricreare uno stato positivo e favorevole per sé stessi”. 

La maratona offre la possibilità di sperimentare un’enorme quantità di sensazioni ed emozioni, si elaborano pensieri e situazioni durante una maratona e tutto ciò dipende dal livello del maratoneta, chi ha ambizioni di vincita o podio deve concentrarsi e focalizzarsi per quel poco più di un paio d’ore che comporta fatica continuata ma con l’aspettativa di portare a casa almeno un ottimo crono e possibilmente un riconoscimento o premio che può essere una vittoria o un podio. 
Per gli altri c’è la possibilità di faticare e pensare, avanzare senza mollare, lavorare tanto sull’autoefficacia, sulla fiducia di potercela fare, poter fare un tempo migliore rispetto al precedente perché si ha più esperienza, perché si è lavorato bene, perché si riesce ad adattarsi alla fatica prolungata, perché ci si è affidati a un bravo e competente allenatore con esperienza e competenza.
Cosa consigli ad atleti e allenatori per affrontare le competizioni serenamente?Senza dubbio un'adeguata preparazione, un approccio realistico correlato alle proprie possibilità fisiche e mentali ed in questo contesto cercare soddisfazione dall'esaltare i propri punti di forza e allo stesso tempo essere consapevoli che i punti deboli non sono degli svantaggi ma occasioni per aumentare le proprie capacità prestazionali”. 

Ringrazio Orlando per la sua disponibilità e il tempo dedicato a rispondere ad alcune domande che potrebbero essere utili sia in questo periodo di incertezza e confusione, sia in futuro per chiarirsi bene le idee sui che cosa si vuol fare e come pensare di ottenere i migliori risultati eventualmente affidandosi a persone esperte.  

Un'intervista a Orlando è riportata nel libro “Maratoneti e Ultrarunner. Aspetti psicologici di una sfida”, edito da Edizioni Psiconline.
Orlando è menzionato nei libri
“Sport, benessere e performance. Aspetti psicologici che influiscono sul benessere e performance dell’atleta”, edito da Prospettiva Editrice.
Cosa spinge le persone a fare sport?”, edito da Aracne Editrice

Matteo SIMONE 
+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta


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