Dott. Matteo Simone
Il 19 e 20 settembre 2026 ha avuto luogo la "32^ Lupatotissima – 24h", corsa su strada, valida come Campionato Italiano.
Il vincitore assoluto è stato Alberto Furlan che in 24 ore è riuscito a percorrere 235,805 km precedendo Antonio Zaini 228,643 km e Vittorio Silva 225,525 km.
Tra le donne il titolo italiano è andato a Elsie Cargniel Bergamasco (9^ assoluta) totalizzando 184,677 km, precedendo Marcella Martini 177,653 km e Michela Giacomuzzi 176,037 km.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Alberto Furlan (Magredi Mountain Trail) attraverso risposte ad alcune mie domande.
Grazie per i complimenti, riconfermarsi non è mai scontato e nel mio piccolo sono molto contento.
L’anno scorso, tra il 12 e il 13 aprile vince il titolo italiano vincendo la “V^ Ultramarathon Festival Venice 24h, totalizzando 242,070 km e precedendo Marco Visintini 225,942 km.
Potevi fare meglio?
Si poteva fare meglio ma pure peggio, luglio e agosto praticamente mi sono allenato a corrente alternata causa il caldo assurdo e sono arrivato a Verona non sapendo cosa potessi avere sulle gambe. Ho tirato i remi in barca le ultime tre quattro ore gestendo un po' il vantaggio accumulato quindi qualche km in più si poteva fare.
Trattasi di una gara molto difficile dove non si dà niente per scontato si può far meglio o peggio in base alla forma attuale dovuta agli allenamenti e allo stato psicofisico ma anche dalla giornata, stati emotivi, clima atmosferico.
Questa gara per me risulta, passami il termine, facile in quanto, essendo un giro corto, hai sempre la sicurezza del ristoro principale e del tuo ristoro personale dove poi hai tutto il tuo materiale li. Io, abituato a correre in montagna dove ti devi gestire per molte ore e non hai sicurezze, quando mi ritrovo nelle condizioni delle 24h mi sento molto avvantaggiato e non ho bisogno di assistenze esterne.
A chi lo dedichi?
Dediche? A me stesso perché è tutta farina del mio sacco.
Quali sono stati gli allenamenti più importanti?
Sperimento allenamenti nuovi di volta in volta.
Criticità? I momenti più difficili?
Momenti difficili in 24 ore ci sono, bisogna avere la pazienza e la bravura di gestirli al meglio e una volta passati trasformarli in nuova carica per quello che rimane da correre.
Trattasi di una gara lunghissima dove bisogna saper gestire ogni momento di criticità con fiducia e pazienza con la consapevolezza che è successo in passato, che si è lì per propria volontà e una motivazione valida e si cercherà di fare del proprio meglio fino alla fine.
Familiari e amici non sempre capiscono cosa c'è dietro a tutto questo e posso anche capirli; quindi, vado diritto per la mia strada, a volte risulta complicato spiegare certe cose.
Hai sperimentato il limite in questa gara?
Il limite non so dove sta, per me è appagante dare in quella giornata tutto quello che ho, ci sono giornate migliori di altre e questo a volte fa la differenza.
Un tuo messaggio per avvicinare atleti alle ultramaratone?
A Verona ho visto qualche ragazzo che in prospettiva può fare molto bene, il consiglio è testa bassa e continuare da dove si arriva, prima o poi qualcosa di buono verrà fuori.
Trattasi di uno sport molto faticoso e a volte usurante, bisogna andare avanti con gradualità senza fretta monitorandosi e cercando di migliorare con l’esperienza.
L'obbiettivo mio è di stare bene, gare future ce ne saranno ma non molte perché ormai hanno costi quasi proibitivi quindi a priori ne scarto molte.
Il benessere dovrebbe sempre andare a braccetto con la performance, si può osare ma sempre con i piedi per terra per durare a lungo e continuare a praticare una passione importante.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR




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