venerdì 2 febbraio 2018

Lelario Teresa, runner: Mi piace ascoltarmi (fiato, cuore, fatica, gambe)


Lo sport ti permette di sperimentarti, di metterti in gioco, di uscire fuori dalla zona di confort per apprendere sempre, per conoscerti meglio, per ascoltare te stesso come fatichi, come respiri, per ascoltare sensazioni corporee ed emozionarti.

Di seguito, Teresa racconta la sua esperienza di atleta rispondendo ad alcune mie domande.
Ti sei sentita campionessa nello sport almeno un giorno della tua vita?Campionessa beh oggi nella corsa amatoriale è una parola usata con leggerezza, con me è stata usata spesso da altri avendo vinto tanto e su tutti i fronti: 10km strada, 21 km strada, buon risultati nella 42 senza esagerata preparazione e vittorie anche nei trail ed ultra proprio perché come hanno detto altri ho una testa vincente ma io appunto non mi sono mai sentita tale per me i Campioni sono i miei idoli.” 
Come hai scelto il tuo sport? Qual è stato il tuo percorso per diventare un Atleta?Ho fatto sempre tanto sport sempre nuoto, full-contact, tiro con l'arco con titolo italiano, sci nautico, sci sulla neve, parapendio con brevetto, anni di fitness...ho cominciato a correre per puro caso solo perché mi svegliavo molto presto al mattino alle 5 solitamente e non sapendo che fare fino all'ora in cui la città si sveglia ed il lavoro comincia ho detto vado a correre. All'inizio non trovavo beneficio ma solo noia, poi ho messo le cuffiette ed andava meglio era meno noioso i km scorrevano ed io non me ne rendevo conto.”  

Proprio una vera atleta, una vera sportiva, una che cerca sempre nuovi stimoli e nuove sfide, una che più è grande la sfida e più è grande la gloria, una che crede nel detto “no pain no gain”, una che non scansa la fatica, non si mette da parte, una che è disposta a mettersi in gioco, a combattere, a lottare per la vittoria o un buon piazzamento, insomma una tosta e resiliente. 
Nello sport quali fattori o persone hanno contribuito al tuo benessere o performance? Spesso mi vedeva un signore della mia città un certo e conosciuto podista Pino Tupputi ed era lui che diceva ma perché non ti iscrivi in società fai qualche garetta e vedrai ti toglierai un po’ di soddisfazioni. Ma io niente non ero convinta di far bene ma un giorno ci fu una 21km a Barletta la mia città e mi buttai da libera volevo provare anche perché io 20 km li facevo tutti i giorni, io correvo senza neanche un 'garmin' non sapevo cosa fossero i tempi arrivai 4 assoluta e Pino il giorno dopo disse ora ti iscrivi perché ieri hai fatto una bella gara e così fu. Da allora è iniziata la mia passione viscerale per la corsa infatti non uso più neanche la musica solo raramente perché mi piace ascoltarmi, fiato, cuore, fatica, gambe. Colui che ha creduto in me più che io in me stessa è stato poi Sergio Palumbo, lui mi vide alla Firenze ulta Challenge, all'arrivo come 1^ Assoluta dopo 45 km di trail (in più avendo fatto15km il sabato sera) lui mi ha detto a distanza di un anno che pensò: se questa ha fatto questa gara in queste condizioni climatiche (grandine e pioggia da non vedersi ad un metro) e senza allenamenti lunghi, perché appunto stavo facevo il Campionato di Corripuglia, chissà cosa combina se la preparo per una maratona seriamente, cosa che purtroppo non ho ancora preparato con lui perché so capa fresca. 
Lui ha creduto molto in me e ci crede ancora ecco appunto uno di quelli che mi chiamano campionessa ed a me viene da ridere. Nella stessa gara ci fu un episodio ridicolo sul podio mi dissero vieni da Barletta a vincere contro gente francese inglese e del nord Italia che conosce le salite dei monti ed ha allenamenti ad hoc, dove ti alleni se la città di Mennea è pianura e lungomare? Ed io come se fosse normale risposi: sulle salite dell'Ipercoop volevo sprofondare! 
Il 2017 non è stato proprio un buon anno forse ho pagato le pazzie del 2016 e spero di rifarmi nel 2018. Per questo ultimamente mi sono rivolta ad un nutrizionista visto che lo hanno tutti, ci provo anch’io. Al primo incontro mi disse:” non so come tu abbia fatto, hai corso con la testa perché il tuo fisico è tutt’altro non sarebbe nelle condizioni di fare ciò che fai segui me e vedrai le tue prestazioni “..io che non prendevo neanche la vitamina c ah ah, devo dire la verità non so se continuerò proprio perché non mi sento all’altezza di avere un nutrizionista sta cosa mi fa sorridere e la vedo esagerata, ma staremo a vedere. Ho corso 12 anni così mangiando ciò che desidero.”   

Importante avere persone che mettono in risalto le tue qualità, che ti dicano quanto sei brava e quanto vali, si tratta di una fonte dell’autoefficacia, la persuasione verbale che diventa utilissima nei momenti in cui sei sfiduciata, basta ricordare queste persone e quello che ti hanno detto che riprendi con energie rinnovate ad andare avanti credendo in te stessa. Troppo simpatica Teresa.
 
Qual è stata la gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle?Le gare che mi piacciono molto sono le maratone o trail (con veri dislivelli anche se qui non ci sono e bisogna spostarsi). Tutte le gare danno emozioni in maniera diversa vincerle poi è emozione unica ed indescrivibile. Un anno ho voluto sfidare chi diceva sei brava nelle lunghe ma non nelle corte e così ho provato a cimentarmi nelle 10 km a dire la verità emozione della 10km non ha nulla a che vedere con una maratona o un duro trail nonostante io ne abbia vinte come ASSOLUTA 15 SU 16 (unica in cui sono arrivata 2^ per 20" scarsi era la prima gara da 10 del Corripuglia) ho capito che anche nelle 10km riuscivo ma il mio cuore va sempre oltre. Nello stesso tempo e periodo ho fatto 7 trail il più breve 23 il più lungo 58 qualificandomi anche qui 1^ o massimo 2^ assoluta e due maratone Ravenna e Valencia a distanza di 7 giorni una dall'altra tutto questo in un anno. Ho fatto anche la 100 km in 10.15 (il mio lungo più lungo in allenamento era stato 33 km) del Magraid la corsa nella steppa, nelle terre cosiddette magre (Magredi) una distesa di pietre di fiume in Friuli Venezia Giulia dove si corre a giugno con 40° o piogge torrenziali come va va ti va male, ah ah dormendo in tende allestite dall'esercito e in sacchi a pelo su brande. Forse questa 100 km e la Ultra Challenge di Firenze un ultra trail di 15 km il sabato sera e 45 la domenica sono le gare che mi hanno dato più emozioni e rifarei senza pensarci un attimo.” 
   
Teresa sembra essere una cannibale di chilometri e di gare, sempre pronta a mettersi in gioco, a partire, pronta ad adattarsi alle situazioni e circostanze, pronta a competere con chiunque.
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?Ho avuto tutti gli infortuni che e si possono avere, il peggiore nel 2013 cadendo da ferma in bici mi sono rotta la rotula ed ho subito operazione al ginocchio con cerchiaggio, dopo aver tolto i ferri ad un mese circa dall'operazione ho corso la maratona di Roma facendo il mio personal best di allora 3.17 li ho pianto come una stupida perché pensavo di fare 4'30 perché unica cosa che volevo era correre dopo 6 mesi di stop. Il personal Best che ho migliorato quest'anno a Berlino (maratona che dovevo fare l’anno in cui mi sono rotta il ginocchio ad un mese dalla gara) con 6 settimane di preparazione, proprio perché anche quest'anno ero infortunata ed appena mi sono ripresa ho abbozzato una preparazione facendo dal 1 al 31 agosto 430/50 km ormai era una sfida fare Berlino.” 
 
Lo sport ti fa sperimentare emozioni uniche, ti rimette al mondo ogni volta, ti fa sperimentare competenza e riuscita, ti fa scoprire il tuo talento e le tue doti insospettabili, ti fa scaricare da stress e tensioni.
Cosa hai scoperto di te stessa nel praticare attività fisica?La corsa per me è ossigeno e lo sport è vita, oltre faccio nuoto e palestra...il tutto conciliando lavoro e famiglia e casa se vuoi puoi perché il mio motto è che i limiti esistono nella nostra testa ed ogni volta raggiunto un obiettivo bisogna averne un altro! 

Vero, se vuoi puoi, tutto sta trovare gli stimoli giusti, essere coinvolti e poi il resto viene da solo, lo sport diventa puro nutrimento, si trova sempre il tempo e la modalità di fare un allenamento o partecipare a una gara, si riesce ad organizzarsi.
Riesci a immaginare una vita senza sport?La mia vita senza sport non sarebbe vita perché mi dà emozioni che la vita quotidiana non può darti, perché mette alla prova te stesso, perché ti fa conoscere realtà e persone diverse, perché apre la mente chiusa che avrei se stessi su un divano, perché mi fa viaggiare e scoprire.” 
 
Tutto vero, concordo, è anche quello che sperimento io stesso e tanti altri che fanno sport, lo sport ti permette e di sperimentarti e apprendere dall’esperienza, ti permette di conoscere e avvicinarti a persone, culture e mondi; lo sport abbatte muri e barriere mentali, culturali e generazioni; lo sport ti butta fuori di casa, fuori dalle comodità, fuori dalle zone di confort; lo sport ti fa sperimentare un mondo di sensazioni ed emozioni; ti fa crescere e maturare.
Ritieni utile la figura dello psicologo nello sport? Per quali aspetti e in quali fasi?
La figura dello psicologo dello sport credo sia utilissima perché soprattutto nell'infortunio almeno io perdo la testa e mi sento sconfitta, una nullità e terrorizzata dal non poter più fare ciò che facevo prima, un aiuto indispensabile perché ripeto ne ho avuti tanti di infortuni ed una cosa ho imparato, si resta isolati, gli altri fanno la loro vita fatta di gare, di allenamenti, di incontri e neanche la tua squadra, il tuo team che hai onorato sempre e comunque magari anche quando non ne eri al top neanche loro si scomodano per chiederti come va. Ho imparato che devo contare solo su me stessa e mi sono aiutata sostituendo sempre la corsa con altro sport principalmente il nuoto che non mi fa perdere resistenza nella corsa perché appunto per me tutto va a finire lì CORSA=VITA.” 

Lo psicologo aiuta a rimetterti in riga, a essere paziente, a trovare un piano B, a rimodulare obiettivi, a fare squadra, a stabilizzare l’umore, a incrementare autoefficacia e resilienza soprattutto nei momenti bui e duri come infortuni e sconfitte. 
Prossimi obiettivi? Sogni realizzati e da realizzare? Il mio obiettivo vicino è guarire al meglio per tornare a correre con il sorriso ed affrontare nuove sfide. Ho tanti sogni uno fra questi sarebbe partecipare all'UTMB (ultratrail del monte Bianco) , poi il Tor (Giro dei Giganti 330 km 24000km dislivello) e poi una gara nel deserto  beh direte strano che non sogni NY Marathon, infatti perché oltre 'Lei' la 'NY' che ormai è business ci sta un mondo di corsa che non conosciamo e fa onore a chi lo vive ed io vorrei un giorno far parte della storia di quei nomi in quelle classifiche. Tra i sogni più vicini ora abbassare il mio personale in maratona (3.15 Berlino 2017) perché qualcuno (il grande Sergio Palumbo) dice che non conosco ancora i miei limiti in questa distanza, sarà vero? Non so staremo a vedere non mi sono mai impegnata seriamente per la mia distanza preferita.”  

Bei sogni quelli di Teresa che sembra essere capace di trasformarli tutti in realtà, dall’UTMB al Tor des Geants, al deserto, sarei tentato di seguirla, ma il suo livello è altissimo.
Un’intervista a Teresa è riportata nel mio libro “Correre con la mente. Perché correre? Come iniziare? Superare le avversità, raggiungere obiettivi, realizzare sogni”, Progetto Cultura, 2022.

+393804337230 Psicologo, Psicoterapeuta

Nessun commento:

Translate