mercoledì 13 marzo 2024

Claudio Ramognino Gentile: Nel 2025 farò la ultramaratona del deserto del Gobi

 La gara più emozionante l’Ultramaratona nel deserto dell’Iran 
Matteo SIMONE 
 

La Mongolian Gobi Utramarathon è una gara a tappe di 250 chilometri/155 miglia, sei tappe, sette giorni. 

Di seguito approfondiamo la conoscenza di Claudio (A.S.D. Esercito Cecchignola) attraverso risposte ad alcune mie domande. 
Qual è stato il tuo percorso nello sport? Provengo dagli sport da combattimento, thai boxe, ho conquistato il titolo italiano nel 1995… poi partito militare ho dovuto interrompere ma ho cominciato a correre, precisamente nel 1997 nei Paracadutisti… da lì non mi sono più fermato.
Ma non facevo gare, però l’addestramento era duro… almeno 10 km al giorno e palestra per tutta la settimana…Ho cominciato a fare qualche gara nel mondo delle 10 km...sempre con tempi non inferiori al 39/40 minuti...
Poi ho scoperto il triathlon, prima Sprint, poi Olimpico e 70.3, per poi rimanere sugli Ironman. Circa 3 terminati il migliore in 13 ore nette. Poi la moglie, i figli...e il tempo per 3 sport è svanito… così ho cominciato a preparare le ultramaratone estreme nei deserti… in completa autosufficienza ormai dal 2022. 

Si nasce predisposti per un dato sport ma a volte si nasce predisposti a ogni sport che si approccia. Davvero interessante e sfidante performare negli sport più diversi da quelli da combattimento a quelli di resistenza alle multi discipline come il triathlon che prevede tre sport nuoto bici e corsa ed è spettacolare e sfidante portare a termine un Ironman che consiste in 3,8kn di nuoto, 180km di bici e la maratona di 42,195km, tutto di continuo uscendo dall’acqua, montando in bici, scendendo dalla bici e continuando di corsa fino al traguardo. 
Ti ho visto correre con lo zaino e ho pensato che preparassi maratona nel deserto? Ogni gara da due anni e mezzo la faccio sempre con lo zaino…anche alla maratona di Roma domenica lo farò. 
Nello sport chi e cosa contribuisce al tuo benessere o performance? La performance cambia tanto a seconda delle mille variabili della vita…, con i tanti km che percorro, però ho bisogno di un osteopata almeno ogni 15 gg. 
La gara della tua vita dove hai sperimentato le emozioni più belle? La gara più emozionante è stata sicuramente la mia prima Ultramaratona nel deserto dell’Iran, una 150 km in autoalimentazione dove sono arrivato 2 assoluto...e in 5 edizioni nessun italiano era riuscito a spodestare gli iraniani! Era anche morto mio padre due giorni prima di partire. Ma ho utilizzato la forza della sua mancanza per vincere! 

La WRA –XRO ISRU 
Iranian Silk Road Ultramarathon  è una gara podistica in autosufficienza alimentare della durata di una settimana suddivisa in sei tappe.
 
Cosa pensano familiari e amici della tua attività sportiva? La gente pensa che io sia un pazzo… ma questo mi carica ancora di più… e la famiglia è contenta perché sono sempre presente, nonostante gli estenuanti allenamenti fatti a ogni ora…
Cosa hai scoperto di te stesso praticando sport? Hai sperimentato il limite? Praticando le ultra, dopo aver superato l’incidente accaduto nel Sahara, ho acquistato una consapevolezza della mia forza di volontà e controllo del dolore veramente assurda. Durante la gara il secondo giorno, ho subito l’asportazione di parti delle piante di entrambi i piedi, ma ho voluto continuare nonostante il dolore e il rischio della setticemia, zoppicando ho comunque terminato! Questa è la mia esperienza limite in gara. 
Come hai superato eventuali crisi, sconfitte, infortuni?
Dopo la Marathon des Sables, che mi hanno asportato le piante… ho impiegato quattro mesi per ricominciare, però la voglia è sempre quella, anzi ogni giorno di più. 

Tra il 21 aprile e il 1° maggio 2023, Claudio ha corso la Marathon des Sables (MAR) 250 chilometri in sei tappe in autosufficienza alimentare. 
Quali sensazioni sperimenti nello sport (allenamento, pre-gara, gara, post-gara? In gara provo tanto piacere e adrenalina...ma non in mezzo alle nostre strade...bensì nel deserto… quando faccio le ultra...sono innamorato del deserto. 
Quali sono i tuoi pensieri in allenamento e in gara?
I pensieri sono sempre rivolti alla mia famiglia… e alla medaglia da conquistare! 
Cosa ti ha fatto mollare e/o cosa ti fa continuare a fare sport? Non ho mai mollato, nella vita e nel lavoro… tanto meno nello sport. 
Un tuo messaggio rivolto ai ragazzi per avvicinarli allo sport? Ai ragazzi dico sempre che non c’è niente di impossibile, gli ostacoli della vita e la fatica nello sport, sono solo stati mentali... la testa è più forte di tutto. 

Lo sport diventa una vera palestra di vita soprattutto se si tratta di ultramaratone dove bisogna allenarsi duramente e costantemente per portare a termine gare molto faticose, impegnative ma non impossibili. Soprattutto nel deserto dove ci sono tanti fattori critici che mettono davvero a dura prova l’atleta, dal caldo elevato, le escursioni termiche, gli zaini pesanti da portarsi a seguito, vesciche a causa della sabbia che entra nelle scarpe.
Ma dopo portato a compimento queste gare durissime considerate impossibili, ci si sente degli eroi, dei superuomini e la vita quotidiana diventa facilissima, soprattutto i problemi diventano piccole criticità da superare facilmente.
 
Ritieni utile lo psicologo nello sport? Per quali aspetti e fasi? Ho fatto un percorso di mental coach… e mi è servito molto per la preparazione e lo svolgimento della gara stessa! Lo consiglio sempre a tutti…
Sogni da realizzare? Prossimi obiettivi? Nel 2025, a luglio, farò la ultramaratona del deserto del Gobi… in Mongolia. 
Una frase o parola che ti aiuta nelle difficoltà? La parola magica è Hurrà...(bersagliere). 
Ti ispiri a qualcuno? Non mi ispiro a nessuno… ma rubo e personalizzo dai grandi ultramaratoneti nel mondo. 
Cosa diresti a te stesso quando eri più giovane? Corri più spesso ❤️. 

Mentre andavo alla Vola Ciampino domenica 10 marzo ho visto un atleta correre con uno zaino e ho pensato che si allenasse per gare nel deserto, il mio amico Flavio che era in macchina mi disse che lo vedeva spesso in giro per i Castelli Romani e poi ho avuto la fortuna di contattarlo e conoscere la sua testimonianza molto interessante. 
Sostieni l'Iniziativa di Matteo SIMONE per Sport Senza Frontiere Onlus. 
Anche altri amici hanno aderito al progetto del 17 marzo 2024 correndo la maratona individualmente o in staffette e raccogliendo fondi per i progetti a favore dei bambini in condizioni svantaggiate, tra loro: Andrea Miro, Emma Caputo, Michele Fiale, Cinzia Febi, Laura Ligia, Massimo Castellano, Gianni Guarnera.  
Unitevi a noi correndo o donando, insieme è molto meglio. 

Matteo SIMONE 
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR 

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