Matteo SIMONE
Approfondendo il mondo degli ultramaratoneti ho scoperto che la motivazione è il motore principale per percorrere tantissimi chilometri e quindi c’è differenza di preferenze tra gli atleti.
Ci sono quelli che preferiscono il trail immersi
nella natura e non farebbero mai gare su strada, altri che è indifferente
correre su sentieri o su strada ma che non farebbero mai circuiti brevi da
ripetere enne volte come una pista di atletica.
Vito
Rubino per esempio è un atleta ultra, ultra, ultra ma gli puoi chiedere di
correre sott’acqua, nel deserto, in cresta di montagna, in bici, ma se gli dici
che c’è da ripetere un giro per enne tantissime volte non parte nemmeno perché
la motivazione è inesistente e quindi il motore di avviamento nemmeno si mette
in moto.




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