martedì 24 marzo 2026

Identificare e definire un obiettivo

Dott. Matteo Simone  

Prima di tutto è importante avere la consapevolezza di quale obiettivo vogliamo raggiungere.

Avete un obiettivo ben chiaro a voi stessi? Discusso e confrontato con qualcuno che possa richiedere un periodo di preparazione e impegno?
Identificare e definire un obiettivo significa conoscersi bene anche in base alle esperienze passate e capire quale obiettivo potrebbe essere talmente stimolante da poterci farci impegnare con costanza e fiducia, focalizzandoci per quell’obiettivo a cui teniamo e quindi siamo disposti a impegnarci in modo da riuscire a raggiungerlo nel miglior modo possibile e nelle migliori condizioni possibili. 
Conoscete abbastanza voi stessi?
Ciò comporta anche la consapevolezza dei nostri mezzi, qualità, capacità, caratteristiche e quindi se percepiamo di essere carenti in qualcosa possiamo essere disposti a lavorarci su in modo da migliorare anche attraverso l’aiuto di familiari, amici, esperti, professionisti.
Cosa vuoi/volete davvero ottenere? Individualmente o in team? È chiaro a te? A entrami? All’intero gruppo? Quando? Come? Cosa comporta? Si può fare? Sei, siete fiduciosi?
Una modalità per lavorare sull’obiettivo è immaginare e visualizzare ciò che voglio ottenere e raggiungere, a partire dal momento presente, il percorso da fare, immaginare di aver raggiunto l’obiettivo e come mi sento. 
È un grande lavoro da approfondire prendendosi del tempo, chiudendo gli occhi e notando respiro e sensazioni corporeementre la mente spazia tra il momento presente e il momento del raggiungimento dell’obiettivo per simulare esperienze e percorsi futuriper capire se è una strada percorribile e immaginando cosa potrebbe succedere chi aiuta o sabota.
Importanti e utili sono anche lavori simbolici con il corpo ed esercizi di visualizzazione e immaginazione.
Un ottimo esercizio simbolico con il corpo è l’Archer Pose (Posizione dell'Arciere in Piedi - Kundalini Yoga) simula un arciere che tende un arco. Ho preso lo spunto dalla mia maestra di yoga in una lezione che invitava a questa posizione.
Piedi divaricati più delle spalle, piede sinistro ruotato di 90 gradi verso l'esterno, piede destro leggermente rientrato.
 Piegare il ginocchio sinistro, mantenendo la gamba destra distesa.
Tendere il braccio sinistro in avanti, come se si reggesse un arco. Piegare il gomito destro portando la mano destra vicino alla spalla destra, come per tendere la corda.
Fissare lo sguardo oltre la mano sinistra, sentendosi forti e stabili. 
Immaginare di puntare con lo sguardo l’obiettivo che ritengo importante e per il quale sono disposto a impegnarmi e seguire un periodo di preparazione, eventualmente facendomi anche aiutare da amici, esperti, familiari, professionisti.
Immaginare che tra la mano dx che schiocca la freccia e la mano sx che punta l’obiettivo ci sia il percorso di preparazione e avvicinamento, immaginare che la mano dx da cui parte la freccia sia il momento presente dal quale partire.
Questo aiuta a focalizzarci, capire, immaginare quello che vorremmo fare, da dove partiamo ora, il percorso eventuale da fare.
 
Come strutturarlo. 
Una volta deciso l’obiettivo e convinti che ci possiamo riuscire a raggiungerlo e quindi che siamo disposti a impegnarci, sarebbe importante e opportuno esprimerlo con più modalità, esempio scriverlo, disegnarlo, raccontandolo prima a se stessi e poi a persone che ci possono ascoltare e con le quali ci possiamo confrontare.
Una volta deciso l’obiettivo, ogni tanto ci mettiamo in posizione dell’arciere per capire se è ancora lì, se lo vediamo ancora, se ci è ben chiaro e a che punto del percorso siamo, notando e ricordandoci sempre da dove siamo partiti e complimentandoci per il lavoro che stiamo facendo e se qualcuno ci sta aiutando ringraziandolo adeguatamente.
Inoltre, sarebbe utile e opportuno fare un lavoro di approfondimento confrontandosi con familiari, esperti, competenti, professionisti per capire che ne pensano, se lo ritengono fattibile, se sono disposti ad aiutare.
Come renderlo concreto, non solo parole.
Un modello di intervento che ho ideato l’ho denominato con l’acronimo O.R.A. che sta per Obiettivi Risorse Autoefficacia e cioè, lo psicologo aiuta la persona a individuare e dettagliare l’obiettivo, farlo descrivere con più modalità, farlo visualizzare sia prima di raggiungerlo che una volta raggiunto in modo che la persona possa capire cosa comporta, quali sono gli impegni e i sacrifici che comporta, quali sono le motivazioni, quali potrebbero essere le difficoltà. 
La decisione e l’identificazione dell’obiettivo è molto complessa e ci si può lavorare con continuità fino al suo raggiungimento e anche dopo.
Importante è invitare la persona a individuare le caratteristiche, capacità, qualità, risorse che permetterebbero di raggiungere l’obiettivo e ove non si possedessero, come si potrebbero rafforzare, potenziare.
L’obiettivo deve essere chiaro prima di tutto a se stessi e anche alle persone con cui ci relazioniamo, familiari, colleghi, amici, esperti, professionisti in modo che ognuno potrebbe prima di tutto comprendere cosa vogliamo fare e cosa comporta ciò e ognuno potrebbe essere d’aiuto, una risorsa a disposizione per contribuire alla nostra riuscita. 
Se l’obiettivo è chiaro si può pianificare da soli o con l’aiuto di qualcuno il percorso di preparazione e avvicinamento più dettagliato possibile mirato a quell’obiettivo, un allenamento personalizzato.
L’obiettivo deve essere alimentato ogni giorno da una motivazione valida possibilmente sia intrinseca che estrinseca, non solo il piacere di fare, di raggiungerlo ma anche i benefici che ottengono in termini di visibilità, considerazioni da parte di altri, apprezzamenti.
Interessante la testimonianza di Katia Aere, due medaglie di bronzo - crono e su strada - ai Campionati del mondo di paraciclismo a Cascais, nel Portogallo, giugno del 2020 e Giochi Paralimpici di Tokyo, bronzo nella gara di handbike femminile, categoria H5.
Nello sport cosa e chi contribuisce al tuo benessere e performance? Direi un insieme di cose… innanzitutto la passione inesauribile per ciò che faccio e per come mi fa sentire … la forza mentale che lo sperimentarmi mi restituisce e che mi induce a sperimentare nuovamente! … L’identificazione consapevole degli obiettivi da raggiungere e, conseguentemente, la programmazione accurata del lavoro. Tutto questo affidandomi e fidandomi di collaboratori che lavorano insieme a me per il raggiungimento degli obiettivi (medici, fisioterapisti, tecnico ciclismo, tecnico nuoto, mental coach).
Importantissima, inoltre, la famiglia e gli affetti che sono un aspetto rilevante di questo tutto perché contribuiscono a dare stabilità ed energia positiva e a non perdere mai di vista le proprie origini e i valori fondamentali della vita.

Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it 
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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