domenica 18 ottobre 2026

Despoina Simantrakou 1^ donna alla Spartathlon 246 km 2026

 Speravo di essere la prima donna greca a vincere
Dott. Matteo Simone
 

Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona. 

Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) in 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”. 
Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.
Di seguito approfondiamo la conoscenza di Despoina attraverso risposte ad alcune mie domande.
Congratulazioni per la tua vittoria alla Spartathlon: te l'aspettavi?
Grazie mille, Matteo! Per quanto riguarda la vittoria, quest'anno ero preparata davvero bene. Sentivo che il mio corpo assimilava l'allenamento, diventando sempre più forte di settimana in settimana. Immaginavo di poter essere in testa alla gara, ma, in fin dei conti, la Spartathlon è sempre la Spartathlon: non sai mai chi si presenterà al via, né come reagirà il tuo corpo il giorno della corsa. Speravo di essere la prima donna greca a vincere e sapevo che avrei dato tutta me stessa.

La Spartathlon risulta essere una gara molto difficile che richiede allenamento molto intenso dal punto di vista quantitativo e qualitativo. 
Despoina è alla terza partecipazione alla Spartathlon, ha esordito il 28-29 settembre 2024 concludendo in 27h52’09”, 6^ donna e già l’anno scorso si è presentata più preparata per poter ambire alla vittoria che ha sfiorato classificandosi 2^ donna in 25h37’44” preceduta dalla vincitrice Andrea Morocza (HUN) 25h09’06”.

Sei soddisfatta? Avresti potuto fare meglio?
Sono molto soddisfatta del risultato, ma soprattutto del modo in cui ho gestito le difficoltà durante la gara. Le cose sarebbero potute andare meglio, ma anche peggio; perciò, non posso che essere grata per la mia prestazione.

Grandissima soddisfazione, soprattutto per essere stata la prima atleta greca a vincere la Spartathlon.

A chi dedichi questa vittoria? 
La Spartathlon è un lavoro di squadra e considero questa vittoria il risultato di collaborazione, amore e dedizione condivisa. La dedico a Dimitri Kasimi, la persona che mi ha allenato così bene per questa gara, e a tutta la mia squadra di supporto – i miei amici e la mia famiglia – che mi sono stati accanto e si sono presi cura di me con la stessa passione, sia nei momenti più difficili che in quelli più felici della gara. Questa vittoria è dedicata anche al mio speciale Luca, che mi è stato accanto con orgoglio durante tutta la preparazione e la gara, usando la sua arma preferita – la matematica – per farmi credere che avrei vinto.
Cosa — o chi — ti ha aiutato?
Tutti mi hanno aiutato. Tutte le persone che ho scelto di tenere accanto a me: amici, familiari e il mio allenatore. Il mio coach mi aveva preparato al meglio per vincere la gara. Le persone a me più care mi hanno sostenuto durante la competizione, così come tante altre figure importanti nella mia vita che non erano presenti, tra cui il mio migliore amico, che mi copre le spalle quando non sono in ufficio.

Una grande impresa vincere la spartathlon, una gara durissima e dietro l’atleta ci sono tante persone tra amici, familiari e professionisti che aiutano, supportano, tifano.

Cosa pensano la tua famiglia e i tuoi amici di questa vittoria?
La mia famiglia e i miei amici sono molto orgogliosi, non solo della vittoria, ma anche dell'atteggiamento che ho mostrato di fronte alle difficoltà. Durante la gara mi hanno visto soffrire, eppure ho continuato ad andare avanti, a prescindere da tutto.
Hai raggiunto i tuoi limiti durante la gara?
Se mai riuscirò a scoprire quali sono i miei limiti, allora potrò dirti se li ho raggiunti durante la gara. Di certo, il vomito mi ha fatto soffrire in un modo che non credevo possibile, ma sono rimasto ottimista anche nei momenti più bui.
Quali sono state le sfide o i momenti più difficili?
Quest'anno, nei primi 100 chilometri, ho dovuto affrontare parecchi problemi. Continuavo a vomitare. Non mi sono goduta la prima parte della gara e sono arrivata molto vicino al ritiro.

A volte in gara si affrontano diverse situazioni critiche e si è sempre combattuti se cercare di gestire al meglio la gara o rinunciare nel proseguire per pensare di fare una miglior prestazione una volta successiva.

Quali sono state le sessioni di allenamento più importanti?
Durante l'estate ho svolto molti allenamenti di lunga distanza, da 60 a 70 chilometri, che includevano anche dislivello. Per me sono stati gli allenamenti più significativi, perché mi hanno permesso di testare diversi aspetti – come l'abbigliamento e il piano di nutrizione – e di preparare la mente ad affrontare la lunga distanza.

La lunga distanza si allena non solo con il corpo ma soprattutto con la mente ed è opportuno provare a fare degli allenamenti moto impegnativi e sfidanti da poter simulare tratti di gara che si andrà a fare
in modo da arrivarci preparati fisicamente e mentalmente.

Cosa cambia adesso?
In realtà non è cambiato nulla. Torno ad allenarmi duramente, come se non avessi mai vinto nulla, per poter continuare a dare il massimo.
Com'è stato il tuo percorso nello sport?
Nel corso del mio percorso sportivo ho perso molte volte, e il mio ego ne è uscito ridimensionato ancora più spesso. È così che ho imparato a vincere. Scherzi a parte, la costanza è la chiave, anche nel mio caso.

Despoina ha dimostrato che si può perdere una gara ma con la costanza, insistendo si può guadagnare la vittoria come ha dimostrato alla terza partecipazione della Spartathlon con un 6° posto all’esordio, secondo posto l’anno scorso e vittoria quest’anno.

Cosa hai scoperto di te stessa durante questa gara?
Nel corso della gara ho capito che ci sono ancora molti aspetti di me che non conosco, e continuerò ad approfondire.
Quali
sono stati i tuoi pensieri e le tue sensazioni prima, durante e dopo la gara?
Non ne vado fiera, ma quest'anno ho affrontato la gara in uno stato di forte stress. Sto ancora cercando di capire le cause della mia ansia. A causa del vomito non sono riuscita a godermi la corsa per molto tempo, ma durante la notte la gioia è tornata: dimenticandomi di essere in gara, ho ricominciato a correre come una bambina, assaporando ogni singolo istante. Dopo la gara, ci ho messo un bel po' a rendermi conto di aver vinto. Una settimana più tardi, nel cuore della notte, ho ricontrollato i risultati per assicurarmi di non aver sognato e che fosse successo davvero.

A volte si hanno delle aspettative elevate in gara, giustamente per un ottimo periodo di allenamento e la consapevolezza che si potrà fare benissimo ma nelle gare di ultramaratone tutto può succedere in ogni momento all’inizio di una gara o anche alla fine e l’atleta può restare destabilizzato per un po’ di tempo ma se ritrova la sua profonda motivazione può riscoprire il gusto di quello che sta fac3endo assaporando la gioia di essere in quel momento in quella gara nonostante la fatica.
Dopo la vittoria di una gara considerata estrema ci vuole tempo per assimilare ciò che è successo che chiude un circolo fatto di decisione di obiettivi, preparazione e compimento del proprio sogno.

Hai un
messaggio per incoraggiare le donne a cimentarsi nelle ultramaratone?
Le ultramaratone annullano le differenze tra i generi e le donne possono ottenere risultati davvero eccellenti. Vorrei ricordare a ogni donna che, per vincere un'ultramaratona, la forza fisica non è l'elemento decisivo: lo è la resilienza! E le donne sono estremamente resilienti.

Le donne si dimostrano sempre più performanti in gare di endurance come le ultramaratone, fino alla distanza della maratona gli uomini sono nettamente più forti ma superata la distanza della maratona, le donne corrono sempre più vicine agli uomini fino a superarli in distanze superiori, soprattutto dai 200km in poi, come è successo più volte alla Nove Colli Running di circa 200km o anche all’ASA Atene Sparta Atene di 490 km.

Ritieni utili gli psicologi dello sport?
Nelle ultramaratone, la componente psicologica è ancora più importante dell'allenamento. Solo uno psicologo dello sport può intervenire sulla mentalità di una persona e, di conseguenza, sulla prestazione di un atleta.
Sogni realizzati e da realizzare? Prossimi obiettivi?
Ho sempre sognato di essere una donna forte e indipendente, capace di porsi degli obiettivi e di impegnarsi per raggiungerli. Posso dire di stare costruendo i miei sogni; non ho obiettivi specifici per il futuro, ma il mio desiderio principale è quello di continuare a impegnarmi in ogni ambito, una scelta che, finora, ho sempre fatto.
C'è qualcuno da cui trai ispirazione?
Traggo ispirazione da chiunque, nella mia vita, si impegni a fondo, non solo nello sport ma in ogni campo. Le persone che lavorano duramente, coniugando questo impegno a una solida etica, sono quelle che stimo di più.
Cosa ti dà lo sport e cosa ti toglie?
Lo sport ha plasmato il mio carattere e la mia intera personalità. Mi ha reso una persona resiliente, paziente, tenace, sicura di sé e orientata alla ricerca di soluzioni. Non credo che mi tolga nulla; in un certo senso, mi ha formato. Sono molto orgogliosa di me stessa, soprattutto per aver sempre scelto la strada giusta, anziché quella più facile.

La pratica di uno sport risulta essere una grande opportunità per mettersi in gioco e conoscere sempre più se stessi, nell’ultramaratona si apprende a essere pazienti e fiduciosi e a essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione di difficoltà. 

Cosa significa per te questa vittoria?
Questa vittoria mi ha dato la conferma che sono fatta per questo sport e mi motiva ad andare avanti. Tuttavia, dal percorso ho tratto molto più di quanto non abbia fatto dalla vittoria in sé.

Per
ottenere il successo bisogna seguire un percorso di allenamenti e fatica che forma la persona e fa apprezzare ogni momento, ogni allenamento del percorso di avvicinamento all’obiettivo ambito.

Quali sono gli ingredienti del successo? 
Comprendere che le difficoltà sono reali e, al contempo, mantenere viva la speranza: questo è il segreto principale del successo. Avere accanto i propri cari e non perdere le persone care lungo il cammino verso il successo è l'elemento che contraddistingue le persone davvero realizzate.

Dott. Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

Despoina Simantrakou 1^ donna alla Spartathlon 246 km 2026
I was hoping for the first Greek female victory 
Dott. Matteo Simone


Congratulations on your victory at the Spartathlon—did you expect it? 
Thank you so much, Matteo!
Regarding the victory, this year I was very well trained. I could see my body absorbing the training and being stronger and stronger every week.I could guess that i may lead the race but,  after all, Spartathlon is Spartathlon and you never know who is joining the race or how your body is gonna react during the race day. I was hoping for the first Greek female victory and I knew I would give my everything out there.
Are you satisfied? Could you have done better? 
I am very satisfied with the result, but I am mainly satisfied with the way I handled the difficulties during the race. Things could have been better but could also have been worse, so I am only grateful for my performance.
Who do you dedicate this win to? 
Spartathlon is a team effort, and I see this victory as the result of teamwork, love, and shared dedication. I dedicate it to the person who trained me so well for this race, Dimitri Kasimi, and to my entire support team — my friends and family — who stood by me and took care of me with the same passion through both the darkest and the happiest moments of the race.Τhis victory is also dedicated to my special Luca, who proudly stood by my side throughout the preparation and the race, using his favourite weapon — maths — to make me believe that I was going to win.
What were the challenges or most difficult moments?
 
This year I was facing many issues in the first 100 kilometers. I was vomiting all the time. I didn't enjoy the first part of the race, and I came very close to quitting.
What were the most important training sessions? 
I did many long runs during summer, 60-70 kilometers, including elevation gain. For me these were the most important training sessions, because I was able to try things during these training-like clothes and nutrition plans, as well as prepare my mind for the long distance.
What changes now? 
Nothing has really changed now. I am going back to the hard training like I never won before so that I can keep pushing out there.
What—or who—helped you? 
Everyone helped me. Everyone I chose to keep close to me in my life including friends, family, and coach. My coach had really prepared me to win the race. My favourite people helped me during the race and many others in my life that were not there, like my best friend who has my back when I am out of the office.
What has your journey in sports been like? 
During my journey in sport, I have lost many times, and my ego was beaten even more times. That is how I learned how to win. Jokes aside, consistency is the key even in my case.
What do your family and friends think of this victory? 
Family and friends are very proud not only about victory but for my attitude in difficulties as well. In the race, they saw me suffering but kept moving no matter what.
What did you discover about yourself during this race? 
During the race I realised that there are even more things I don't know about myself and I'll keep digging.
Did you reach your limits during the race? 
If I will ever be able to discover my limits I' ll be able to tell you if I reached them during the race. For sure, vomiting made me suffer in a way I didn't know I could suffer, but I stayed optimistic even in my darkest moments.
What were your thoughts and feelings before, during, and after the race? 
I am not proud of that, but I joined the race very stressed this year. I am still looking for answers for my anxiety. Vomiting didn't let me enjoy it for long but during the night, joy came back and forgetting I was competing I started running as a kid again and enjoyed every single moment. After the race, it took me a long time to realise I won it. A week after I checked during the night the results again to make sure I didn't dream of that and it really happened.
Do you have a message to encourage women to take up ultramarathons? 
Ultra-marathons are
eliminating the differences among the two genders and women can perform really well. I want to remind every single woman. Power is not the key to winning an ultra-race. Resilience is! And women are extremely resilient.
Do you find sports psychologists useful? 
Psychology in ultra-races is even more important than training. Only a sport psychologist could change someone's mind and thus an athlete's performance.
What dreams have you realized, and which ones are still to come? What are your next goals? 
I have always dreamed of being a strong and independent woman, setting and working for them. I can say that I am building my dreams and I don't have any specific goals for the future. My main dream is to stick to effort in all fields and so far, I can say I always choose that. 
Do you draw inspiration from anyone? 
I am drawing inspiration from any person in my life that is trying hard, not only in sports but in all fields. Hard workers in combination with high ethics are my favourite kind of people.
What does sport give you, and what does it take away? 
Sports have formed my character and my whole personality. They made me so resilient, patient and stubborn, self-confident and solution oriented. I don't really believe they are taking anything from me; they formed me in a way. I am very proud of myself and especially for always choosing the right way and not the easy one.
What
does this victory mean to you?
 
This victory reassured me that I am built for this sport and gives me motivation to keep on going. However, I gained much more from the process than the win itself.
What are the ingredients for success? 
Realising that the struggle is real and keeping hope alive at the same time is the biggest key to success. Keeping your loved ones close by and not losing people on the way to success is the most important element of really successful people.

Dott. Matteo Simone 
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR

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