Dott. Matteo Simone
Tra il 26 e il 27 settembre 2026, ha avuto luogo la Spartathlon, una corsa da Atene a Sparta di 246 km che ripercorre le orme di Fidippide, un messaggero ateniese mandato a Sparta nel 490 a.C. per cercare aiuto contro i Persiani nella Battaglia di Maratona.
Tra le donne ha vinto Despoina Simantrakou (GRE) 24h45’43” (13^ assoluta), precedendo Radka Churanova (CZE) 26h05’56” e Lemonia Panagiotou (GRE) 26h58’04”.
Il vincitore assoluto è stato Tamas Bodis (HUN) 19h40’51” precedendo Fotios Zisimopoulos (GRE) 20h32’41” e Tomi Ronkainen (FIN) 21h26’36”.
Tra le donne da menzionare Simona Oggero (ASD Club Supermarathon Italia) che ha portato a termine la gara in 32h13’39” e di seguito approfondiamo la sua conoscenza attraverso risposte ad alcune mie domande.
Ciao, complimenti per la Spartathlon, come stai ora? Soddisfatta? Potevi fare meglio?
Grazie per i complimenti! Sto benissimo grazie…Sono soddisfatta della gara, anche se avrei potuto fare qualche minuto in meno, ma avendo deciso di godermi il viaggio nella seconda parte, ho preferito viverla più 'lentamente'.
A chi la dedichi?
Dedico l’arrivo a Sparta a tutti coloro che mi hanno supportata con frasi e gesti di incoraggiamento, in primis a mio marito, a Francesco Cannito e ai miei figli!
Cosa e chi ti ha aiutato?
Mi ha aiutato la mia crew durante la gara, appena poteva intervenire era lì pronta a condividere con me ogni momento.
Una gara lunghissima e difficile davvero sfidante dove può servire lil sostengo di qualcuno prima, durante e dopo il percorso, anche un solo gesto, un consiglio, uno sguardo per incoraggiare l'atleta a non mollare, a continuare, a resistere per arrivare fino alla fine dopo un adeguata periodo di allenamenti e quando tutto è finito la festa è di tutti.
Oltre al marito di simone c’era anche l’espertissimo Francesco Cannito, un atleta capace di raggiungere traguardi sfidanti e difficili non solo lui personalmente ma permettendo a tanti altri atleti di raggiungere i loro sogni aiutandoli a interpretare al meglio la gara.
Criticità? I momenti più difficili?
Criticità nessuna, momenti difficili neanche… qualche difficoltà durante l’ascesa al Monte Partenio con relativa discesa: pioveva, quindi il terreno era fangoso e le scarpe non erano adatte per affrontare in maniera ottimale il percorso.
Possono capitare imprevisti e difficoltà lungo un percorso lunghissimo e durissimo anche a dovuto sia all’altimetria che alle condizioni atmosferiche avverse, ma si può fare tutto se c’è una motivazione solida e l’aiuto e il sostegno di familiari e amici esperti.
Gli allenamenti importanti sono state le gare a cui ho partecipato durante l’estate, tra cui 14 maratone in 14 giorni (consecutivi).
Non si inventa nulla e non si improvvisa nulla, per raggiungere risultati prestigiosi bisogna allenarsi seriamente e costantemente, cercando di simulare la grandissima fatica da fare e quindi tanti chilometri il più possibile concentrati in pochi giorni con pochi recuperi.
Cosa cambia ora?
Ora continuerò col mio percorso da runner “curiosa”.
Cosa pensano familiari e amici di questa gara lunghissima?
Cosa hai scoperto di te stessa in questa gara durissima?
Questa gara è stata dura, ma non più di altre affrontate, esempio Ultra Milano Sanremo e 100miglia con 6000D+: non erano da meno.
Hai sperimentato il limite in questa gara?
Adoro mettermi in gioco, arrivare a scoprire che posso riuscire a cavarmela in situazioni complesse, in gara come nella vita: l’ultramaratona aiuta a superare i propri limiti fisici e psicologici, necessari anche nella vita quotidiana.
La partecipazione a gare di ultramaratona considerate estreme è davvero una grande ricerca di sé stessi, spinge la curiosità di capire fino a dove si può spingere, come uscire dalle diverse situazioni di difficoltà durante il lungo percorso.
Le donne dovrebbero approcciarsi a questa “disciplina” perché dimostrerebbero di non essere il “sesso debole”, non che basti questo per dimostrare ciò, ma sarebbe divertente scoprire come le donne si sentirebbero davvero a loro agio durante un’ultramaratona.
Sempre più donne si approcciano alle ultramaratone dimostrando di essere capaci a portare a termine gare difficili e lunghissime e a volte arrivano al traguardo prima degli uomini.
Prossimi obiettivi?
Non ho obiettivi da realizzare a breve termine, vivo le gare “alla giornata”.
A chi ti sei ispirata in questa gara lunghissima?
Per affrontare questa gara ho chiesto informazioni e pareri a chi l’aveva già corsa; quindi, potrei dire di essermi ispirata a loro: Giulia, Francesco, Mirela…
Non ho rinunciato a nulla, prima -durante-dopo la gara.
Che significato ha per te questa gara?
Questa gara è un simbolo, definita un “sogno”, quindi il significato che posso darle è questo!
Quali sono gli ingredienti del successo?
Gli ingredienti del successo sono: crederci, crederci, crederci! Tutto il resto viene da sé.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR
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