martedì 5 gennaio 2016

Prima edizione della Staffetta della Befana " Trofeo Marina del Gargano " 4 x 1000 (2° Trofeo Seashell)

L'A.S.D. Gargano 2000 Manfredonia con il  patrocinio del Comune di Manfredonia indice e organizza per MERCOLEDI’ 6 gennaio 2016, ore 9.00, in Manfredonia, la prima edizione della Staffetta della Befana " Trofeo Marina del Gargano " 4 x 1000 (2° Trofeo Seashell).

REGOLAMENTO
1.            La partecipazione alla gara è aperta a tutti, tesserati FIDAL e EPS  e non tesserati,nel rispetto delle categorie Amatori/Master maschili e femminili.
2.            LE ISCRIZIONI POTRANNO ESSERE EFFETTUATE SINO ALLE ORE 09.30 DI MERCOLEDI’ 6 GENNAIO 2016 (MEZZ’ORA PRIMA DELLA PARTENZA) e ogni staffetta potrà essere composta da 4 atleti a partire dai nati nel 1998 e che hanno compiuto il 18 anno di età  il giorno della manifestazione è sono gratuite;
3.            Ogni società potrà partecipare con un numero illimitato di staffette;
4.            Tutte le informazioni, il regolamento e le classifiche potranno essere visionate sul sito Ci@mbonet
5.            Per ragioni tecniche non sarà possibile effettuare cancellazioni e sostituzioni il giorno della gara.
6.            Il raduno è fissato alle ore 09.00 sul Piazzale del nuovo porto Turistico Marina del Gargano su Viale Kennedy a Manfredonia, la partenza alle 10.00.
7.            La gara si svolgerà con qualsiasi condizione atmosferica.
8.            Tutto il percorso sarà controllato dai Giudici del COMITATO ORGANIZZATORE o dalla F.I.Cr., dalle Forze dell'Ordine, radioamatori e volontari, e l'assistenza medico sanitaria sarà assicurata da una autoambulanza e medico.
9.            Tutti gli iscritti alla gara con l'atto dell'iscrizione concedono al Comitato Organizzatore, senza alcun compenso a proprio favore, il diritto di utilizzare le foto,filmati etc., ripresi durante la manifestazione anche per fini promozionali e pubblicitari e autorizzano la ASD GARGANO 2000  al trattamento dei dati personali in conformità al Decreto Legislativo n. 196 del 30/06/2003 e successive modifiche e/o integrazioni.

lunedì 4 gennaio 2016

Sonia Lutterotti, l’Ultramaratona mi fa sentire libera

                                                                      Matteo SIMONE 

Colgo l’occasione per presentarvi Sonia Lutterotti Nazionale Italiana Ultramaratone che ha fatto di questo sport una passione di vita e ha scoperto una sorta di elisir che fa restare sempre giovani in compagnia di belle persone che partecipano e frequentano questo mondo fantastico delle lunghe distanze.

Sonia si dedica alle ultra come se fosse un suo giardino da curare per ottenere il meglio, i fiori più belli profumati, e così si dedica a questo sport nelle varie fasi, dalla preparazione alla gara, al post gara, per avere benefici più ottimali e performanti.

giovedì 31 dicembre 2015

Antonello Vargiu, atletica: 250 volte sul podio su 300 gare ufficiali

Dott. Matteo Simone 

Sollecitato da un amico triatleta, ho pensato di scrivere un libro che parli non solo di campioni ma anche dell’atleta comune lavoratore che deve districarsi tra famiglia e lavoro per coltivare la sua passione sportiva, per trovare il tempo per allenarsi, fare sport, stare con amici atleti, partecipare a gare.

Quindi ho pensato di predisporre un questionario per raccogliere il punto di vista di atleti comuni e campioni per approfondire il mondo dello sport ed in particolare gli aspetti che incidono sul benessere e sulla performance.

mercoledì 30 dicembre 2015

A seguito di infortuni ritornare all’ultramaratona ancora più forte

Matteo Simone 

Per alcuni, il fermarsi ha rinforzato la passione per la corsa, una sorta di rinascita come è successo a Franco Draicchio: “Si, nel 2012 ho subito un intervento chirurgico al piede sx sono stato fermo per un anno ma è servito a far crescere la mia passione.”


Scalpitava dopo il fermo anche Riccardo Borgialli: “Di smettere no, una pausa forzata però si, l’anno scorso ho avuto un problema al ginocchio che mi ha tenuto fermo un mese, ma dopo tutto quel tempo fermo scalpitavo per rimettere le mie scarpette da corsa!”

Con i recuperi e la cura per il proprio corpo, gli infortuni possono essere evitati

Dott. Matteo Simone 

Nello sport di endurance, gli infortuni si mettono in conto ed è importante essere disposti a fermarsi un po', oppure a rallentare i ritmi. 

Si spera che non giunga mai il momento per smettere, significherebbe smettere di vivere, di sentire, di faticare, di divertirsi, di gioire, di mettersi alla prova, di conoscersi, sperimentarsi, di relazionarsi, scoprire. 
Ecco alcune testimonianze di ultramaratoneti che hanno risposto alla domanda Hai mai rischiato per infortuni o altri problemi di smettere di essere ultramaratoneta?”
Alcuni ne fanno tesoro delle proprie esperienze di infortunio come è il caso di Michele Graglia
Dopo la brutta esperienza della mia prima gara imparai molto e mi portarono a studiare e imparare molto. Decisi quindi di prendere la qualifica di Running Coach e Nutrizionista Sportivo presso la USA Track&Field per meglio gestire la mia preparazione atletica e nutrizionale. 

Faticare senza esagerare, senza caricare troppo sul proprio corpo

Dott. Matteo Simone 

Nelle lunghe distanze di corsa, è importante trovare un giusto equilibrio, sapere quanto e come si può faticare senza esagerare, senza caricare troppo sul proprio corpo.

Per esempio Marco Dori riesce a trovare il suo compromesso e sa come dosare le forze per non sovraccaricare il proprio fisico: 
Dopo il passatore ho avuto un problema al ginocchio sinistro che ha reso durissima la Pistoia – Abetone costringendomi a camminare durante tutte le discese. Ho trattato e risolto il problema con l’osteopatia e oggi ho un problema a una caviglia che non sto riuscendo a risolvere ma che controllo dosando la progressione durante la corsa.

martedì 29 dicembre 2015

Approfondire la motivazione degli ultramaratoneti a spingersi oltre

Psicologo, Psicoterapeuta

Partecipare e portare a termine gare lunghissime e considerate estreme aiuta anche nella vita privata ad accrescere l’autostima e a superare problemi e difficoltà quotidiana.

E' quello che accade per esempio a Filippo Poponesi: “Raggiungere traguardi sempre più ambiziosi ha contribuito, nel tempo, ad accrescere l’autostima ed a rendermi più forte nell’affrontare i problemi del quotidiano.”
Ho cercato di approfondire la motivazione degli ultramaratoneti a spingersi oltre con la domanda: “Cosa ti motiva ad essere ultramaratoneta?” 

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