Dott. Matteo Simone
Il 28 giugno 2026 ha avuto luogo la Granfondo “La Fausto Coppi Generali”, Ciclismo su strada, 172 km; Dislivello (D+): 4.330 m; attraverso le Alpi, partendo da Cuneo.
L'evento proponeva anche la Mediofondo 111 km; Dislivello (D+): 2.510 m; e la Fauniera Classic 101 km; Dislivello (D+): 2.187 m.
Un’edizione internazionale con partecipanti da 33 nazioni: Francia, con il maggior numero di iscritti stranieri, Paesi Bassi, Germania, Belgio e Danimarca.
L'edizione 2026 è stata caratterizzata dal gemellaggio con la Danimarca che ha partecipato con una delegazione di 23 ciclisti e rappresentata dall'ambasciatore Peter Taksøe-Jensen.
Tra i protagonisti anche l'ex professionista Fabio Aru, al via con il numero uno, e gli olimpionici delle Fiamme Gialle Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Pietro Sighel e Chiara Betti. Presente inoltre Stefania Belmondo.
Tra le donne ha vinto Annalisa Prato (OM.CC.) in 6h22’33”, bissando la vittoria dell’anno scorso e precedendo Sarah Palfrader 6h49’53” e Axel Van Rossum (BEL) 7h09’50”.
Il vincitore assoluto è stato Federico Borella (OM.CC.) 5h38'05", precedendo Giacomo Giordano 5h45’42” e Marco Arnaudo 5h53’29.
I vincitori della mediofondo sono stati Massimiliano Barbero Piantino 3h39’59” e Anna Ceoloni 4h11’14”, anche loro della OM.CC.
Numerosi anche gli appuntamenti collaterali: La Fausto de Tierra dedicata al gravel, la Run the Night, gli eventi per bambini, la Mangia&Pedala, il convegno "Sustainability and Green Transition", e le iniziative dedicate alla salute, al turismo e alla mobilità sostenibile.
Di seguito approfondiamo l’esperienza di Annalisa Prato attraverso risposte ad alcune mie domande.
Complimenti per la vittoria alla Fausto Coppi, cosa significa per te? Vincere la Fausto Coppi per me non significa vincere una semplice gara, significa vincere ‘La gara’, quella che tutti i cuneesi attendono impazientemente, quella per cui tantissime persone mi chiedono di essere preparati e allenati. Arrivare a braccia alzate nella mia Cuneo, davanti alla mia gente, percorrendo le mie strade, per me è un'emozione indescrivibile. è la quarta volta che vinco la Fausto Coppi, ma ogni volta è come se fosse la prima.
Si aspetta un anno per correre una gara ritenuta importantissima e quando arriva il giorno si cerca di fare del proprio meglio e se si vince è una grande conferma del lavoro svolto fisico e mentale e vincerla 4 volte è una grandissima iniezione di autoefficacia e voglia di continuare a faticare spingendo sempre di più e cercando di andare oltre.
Nel 2018 Annalisa ha vinto la mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’48” precedendo Elisa Parracone 4h03’31” e Monica Bonfanti 4h03’36”.
Nel 2019 Annalisa ha bissato la vittoria nella mediofondo della ‘Fausto Coppi” in 3h57’57”, precedendo Samantha Arnaudo 4h08’32” e Olga Cappiello 4h10’13”.
L’anno scorso, domenica 29 giugno 2025 Annalisa Prato ha vinto in 6h20’24” la 36^ edizione della Granfondo Internazionale "La Fausto Coppi Generali 172km”, precedendo Iride Bertone 6h50’06” e Mara Oprandi 6h53’52”. Il vincitore assoluto è stato Matteo Raimondi 5h37’56” precedendo il francese Stéphane Cognet 5h37’51” e il belga Frédéric Glorieux 5h47’28”.
Qual è stata la parte più difficile? Il colle d'Esischie perché sono andata in crisi a causa della disidratazione.
Una granfondo è una lunghissima gara di bici su strada che prevede più ore di gara attraversando tratti molto sfidanti soprattutto quelli in salita dove bisogna essere allenati dal punto di vista fisico, mentale e nutrizionale ma l’esperienza e la preparazione adeguata aiuta a risolvere ogni criticità, ogni situazione avversa, là dove non arriva il fisico ci pensa la mente a risolvere ogni situazione e a focalizzarsi nell’obiettivo atteso da un anno.
Hai temuto qualche atleta? Non conoscevo le mie avversarie, a parte la seconda classificata che è una mia atleta. Per il resto non sapevo chi temere, per questo ho cercato di tenere fin da subito la testa della corsa. Durante la gara poi non ho mai saputo i distacchi quindi ho continuato a spingere come se fossero subito dietro.
Ognuno fa la sua gara concentrandosi su se stesso ma non perdendo di vista eventuali avversari da controllare, Annalisa sa come impostare le gare per le esperienze di tante gare di granfondo, tante vinte e con le competenze di allenatrice di altri atleti che a volte competono con lei stessa trasmettendole la voglia di continuare a spingere fino alla fine cercando sempre di far bene, alla ricerca di una prestazione eccellente o di un podio.
Cosa dicono familiari e amici di questa vittoria? Sicuramente sono contenti, sanno quanto tempo e quante energie io dedichi agli allenamenti e sanno il valore che questa gara ha per me, anche se i miei veri amici ci sono nel bene e nel male e che io vinca o perda so che non farebbe grossa differenza nel nostro rapporto.
Gareggiare in casa permette di attingere tanta forza da chi fa il tifo tra i familiari e gli amici presente realmente o virtualmente che capiscono gli impegni costanti in allenamento e sostengono l’atleta con parole e sguardi prima, durante e dopo la gara.
Prossimi obiettivi? Parteciperò alla ‘Etape du tour’ il 19 luglio, una granfondo molto importante e dura in Francia.
Domenica 19 luglio 2026 avrà luogo l'Étape du Tour de France: 170 km, 5.400 m di dislivello e 4 salite leggendarie del Tour de France: Col de la Croix de Fer, del Col du Télégraphe, del Col du Galibier e del Col de Sarenne.
Un messaggio per avvicinare le persone alle Granfondo? Le granfondo non sono solo competizione contro l'altro, ma sono l'occasione per superare sé stessi e i propri limiti. Sono altresì l'occasione di conoscere nuove persone con la medesima passione e di vedere nuovi posti e strade. Mettetevi alla prova e siate curiosi di scoprire il mondo! Il vostro corpo vi stupirà di ciò che è capace e il mondo ha infiniti posti da scoprire!
Cosa c'è dietro una vittoria? Dietro una vittoria ci sono passione, dedizione, costanza e perseveranza, prima di tutto. Oltre a questo, ci sono però moltissime persone, nel mio caso la mia famiglia che mi sostiene sempre, mio papà in particolare, e i miei amici e compagni di pedalate, con i quali la fatica si dimezza e la voglia di pedalare raddoppia.
Dietro la vittoria c’è tanta passione, impegno, motivazione e tanta condivisione con altri amici che permettono di faticare insieme assaporando la gioia dell’unione.
Come hai vissuto il pre-gara, la gara e il post gara? Il pre-Coppi negli ultimi anni è sempre il solito: una pedalata tranquilla in compagnia del mio team, pranzo e merenda con il mio porta-fortuna yogurt con crema lotus e poi serata e cena con i miei amici Iride e Aldo. Quest'anno ho poi avuto anche la fortuna di assistere all'arrivo del campionato italiano uomini.
Durante la gara ho sofferto parecchio: mi sono disidratata e le gambe hanno ceduto, ma la mia testa per fortuna no, ho cercato di pensare all'Esischie un pezzetto per volta e ho cercato di rimanere sempre lucida e calma. Nel finale mi sono tornate le forze e mi sono potuta godere a pieno l'arrivo in Piazza Galimberti.
Il post gara è stato davvero speciale perché noi del team OMCC siamo riusciti a vincere sia sul percorso medio che sul lungo, sia in campo femminile che maschile, pertanto abbiamo festeggiato tutti assieme! Prima sono andata con mio papà a mangiare assieme pranzo e poi sono andata con il mio team a cena e abbiamo condiviso una bella serata tutti assieme. Sono una persona semplice e per me il regalo più bello è la possibilità di passare del tempo di qualità in compagnia delle persone a cui voglio bene.
Una gara è anche un bellissimo viaggio e una bellissima esperienza in compagnia senza troppo stress ma con tanta consapevolezza, focalizzazione e fiducia in sè. Importante accogliere ogni situazione anche avversa e capire come fare per risolverla, affrontarla, superarla con pazienza e fiducia, con la consapevolezza che tutto passa e tutto torna, passano le crisi e tornano le energie necessarie e indispensabili per spingere fino alla fine.
Alimentazione prima, durante, dopo questa gara? Sono seguita dalla mia migliore amica nonché nutrizionista e mia collaboratrice professionale Samantha Arnaudo. Nel giorno pre-gara aumento la quota di carboidrati semplici, riduco quella di grassi e proteine e limito le fibre; questo mi fa arrivare al via leggera, ma con le scorte di glicogeno piene.
Durante la gara ho assunto circa 70 g/h di carboidrati grazie ai prodotti fornitimi da Cetilar e 2.5 L di acqua (6h22' di gara). Ho avuto alcune difficoltà digestive a causa della disidratazione.
Dopo la gara l'alimentazione è libera: mangio ciò che mi va e mi piace, in particolare subito dopo la gara ho preso una bustina di recovery pro di Cetilar e delle ciliegie (che mi ha regalato Aldo). Dopo le premiazioni sono andata a mangiare con mio papà uno yogurt frozen gigante con tanta crema lotus (la mia preferita) e tutto quello che mi andava. A cena sono andata in pizzeria e anche in questo caso ho ordinato i piatti che più mi andavano, senza limitazioni né vincoli: bisogna saper mangiare, ma anche sapersi concedere dei momenti di ‘stacco’ è fondamentale per poter sostenere il piano alimentare a lungo termine. La mia nutrizionista in questo è sempre molto chiara e aperta: se mangi bene d'abitudine, non sarà di certo un pasto a compromettere tutto il resto.
L’allenamento nutrizionale è altrettanto importante quanto quello fisico e quello mentale, soprattutto in una granfondo considerata una gara di endurance per la durata di qualche ora.
Ti aspettavi di vincerla ancora? Non me lo aspettavo, ma ci speravo, questo sì. Quando mi presento al via non mi aspetto mai di vincere, ma ci spero sempre.
Ci si presenta sempre in partenza con la consapevolezza di ciò che si vale, dei grandissimi e faticosi lavori fatti a casa e con la consapevolezza di vivere l’esperienza appieno e se si vince tanto meglio.
A chi la dedichi? La dedica va a mia mamma che è venuta a vedere il mio arrivo nonostante sia momentaneamente in carrozzina a causa di un infortunio (in bici).
Una bella e resiliente dedica da una figlia vincitrice a una mamma al momento ai box per infortunio con la speranza di rialzarsi al più presto per continuare a pedalare.
Cosa diresti ad Annalisa di 10 anni fa? Puoi arrivare molto oltre quello che immagini: credi in te stessa e credi nel processo, il lavoro paga sempre. Vorrei dirle di vivere tutto con più leggerezza e serenità perché troppe volte non è stato così, ma non ne vale la pena. La vita è una sola e va vissuta al 100% facendo ciò che amiamo e ciò che ci fa star bene senza preoccuparci troppo di cosa pensano gli altri di noi.
Come ti vedi tra 10 anni? Tra 10 anni mi vedo sempre nel mondo dello sport, ma sicuramente con una prospettiva differente: sarò da guida a chi vorrà seguire un percorso simile al mio e spero di poter diventare una guida importante per molte giovani che vogliono vivere lo sport agonistico con il massimo impegno, ma anche il massimo rispetto per sé stesse. Sarò più coach che ciclista, ma sicuramente lo sport farà sempre parte della mia vita!
Lo sport una grande palestra di vita sempre, sia da atleti, sia da coach, preparatori. È importante avere una progettualità, un piano B, obiettivi sfidanti ma non impossibili e crederci sempre.
Dott. Matteo Simone
380-4337230 - 21163@tiscali.it
Psicologo, Psicoterapeuta Gestalt ed EMDR







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